Chi avresti voluto nel governo tra quelli esclusi?

14 05 2008

Il fazioso vi propone un sondaggio sugli esclusi eccellenti dal governo. Per votare cliccate tra le scelte qui sotto. Se volete segnalare altri nomi votate altro e specificate con un commento (che spero farete anche se votate una scelta presente nel sondaggio)

Sondaggio: Gli esclusi dal governo - Chi avresti voluto nel governo tra quelli esclusi?

Risultati del sondaggio:




Il PD è più avanti dei suoi elettori?

14 05 2008

In questi giorni pare sempre più evidente la voglia di dialogo di entrambe le coalizioni. Berlusconi è stato chiarissimo nei suoi discorsi alle camere e incredibilmente (se rapportato al clima degli ultimi 15 anni) sono partiti applausi dia banchi dell’opposizione. Inoltre l’atteggiamento del pd sembra veramente conciliante, non da inciucio ma sicuramente non da muro contro muro.Lo dimostrano dichiarazioni, prese di posizione (vedi caso Travaglio) e un certo atteggiamento non di chiusura. Insomma certa parte d’antiberlusconismo e opposizione a tutto quello che fa Berlusconi sembrano essere andati (per ora) in soffitta. Però su internet, sui giornali, nelle lettere ai quotidiani sempre più spesso vengono fuori gridi di dolore da parte di elettori del pd che non sopportano ipotesi di dialogo, di riforme condivise. Sempre più elettori sembrano volersi spostare verso il dipietrismo e il travaglismo.

Non è che forse il Pd è molto più avanti dei suoi elettori? Non è che il riformismo non sia il vero collante degli elettori del pd stesso ma piuttosto il vecchio e ritrito antiberlusconismo? Francamente un pd moderno, libero dagli schemi dell’attacco a tutti i costi non ci dispiace ma ci preoccupa un certo spirito dei suoi elettori che rifiuta qualsiasi intento di discussione tra le parti. La logica del nemico non andrà mai in pensione?




Parola d’ordine per i ministri. Lavorare di più e parlare di meno.

13 05 2008

Primi giorni del nuovo governo Berlusconi. Tantissime proposte e un giusto entusiasmo che scuote gli elettori tra pacchetti sicurezza finalmente seri, tante buone idee sul fronte pubblica amministrazione, provvedimenti economici tanto attesi.

Ma non vogliamo illuderci e quindi chiediamo ai nostri ministri di lavorare, piuttosto che promettere. E lo diciamo anche allo stimatissimo prof. Brunetta. Nei giudizi sul governo è stato uno dei nostri favoriti ma in questi giorni praticamente è ovunque con titoloni enormi, derivanti dalle sue dichiarazioni. Giustissime per carità, ma la politica degli annunci non ci piace. Che i fannulloni siano da combattere non c’è dubbio (e una certa opposizione interna da parte di an non ci piace), che coinvolgere ichino e rossi in proposte bipartisan ci piacerebbe tantissimo, che digitalizzare la pubblica amministrazione sia un dovere ne siamo consapevoli ma parlare, parlare e parlare e poi magari impantanarsi non è il massimo.

Vogliamo i fatti!!




Autogol #1: Dini e le sue pretese

13 05 2008

Nuova rubrica del Fazioso. Siccome siamo faziosi ma non zerbini ci tocca segnalare ogni tanto quando ci saranno autogol del governo. In realtà il primo autogol non è propriamente del governo, ma di un membro del Pdl (o meglio ospitato dal Pdl) e cioè Lamberto Dini.
Lo ringraziamo per aver fatto cadere il governo Prodi, anche se onestamente bisogna riconoscere che lui ha solamente preso la palla al balzo, seguendo la decisione di Mastella e non anticipandola. Tra l’altro già precedentemente aveva minacciato il suo voto di sfiducia salvo poi rimangiarsi la parola. Insomma il coraggio non è mai stato realmente di casa.

Dalla Stampa di oggi QUI

Leggiamo che nei mesi scorsi voleva la presidenza del Senato, poi il ministero dell’economia, poi ministri, viceministri e sottosegretari. Magari voleva pure diventare premier….

Con tutto il rispetto ma quest’uomo chi rappresenta? Con la vittoria schiacciante anche al senato il suo ruolo politico (è senatore) si è nettamente ridotto e quindi ha battuto un po’ i piedi lamentandosi. Ma cosa pretendeva dall’alto del suo peso politico uguale a zero? Al massimo avrà una presidenza di commissione ed è già troppo.

In ogni caso un futuro PDL senza diniani non sarebbe poi cosi male e con lui tutti i lamentosi dei partitini che non capiscono che è già un grande regalo esistere ancora quando comunisti, socialisti, verdi e bordon vari sono fuori dal parlamento.




Nuovo governo e Franceschini già dice cavolate

7 05 2008

Subito intervento sui nomi del governo di quel fenomeno di Franceschini

Dario Franceschini, vicesegretario del Pd, parla di «un governo costruito tutto su equilibri di partito, senza personalità esterne e della società civile. E con solo quattro donne non su dodici ministri, come aveva detto il leader Pdl, ma su ventuno. Una totale delusione».

Innanzitutto questo governo ha la metà dei componenti rispetto a quello Prodi che appoggiava. Inoltre è nettamente migliore nei nomi.
Ma poi le donne erano 6 su 25 nel vecchio governo (con solo 1 con portafoglio) e di membri della società civile non mi sembra ce ne fossero, a parte quell’incapace di bianchi.

Quindi l’ideologo del sorpasso (”Ormai abbiamo messo la freccia del sorpasso, vinceremo!!”) cosa sta blaterando?




Lista Ministri, il nostro giudizio

7 05 2008

Silvio Berlusconi accetta l’incarico e presenta la sua squadra di governo.
Dodici i ministri con portafoglio: Alfano (Giustizia), Maroni (Interni), Scajola (Attività Produttive) La Russa (Difesa) Tremonti (Economia), Frattini (Esteri), Matteoli (Infrastrutture), Prestigiacomo (Ambiente) Sacconi (Welfare), Bondi (Beni Culturali), Gelmini (Istruzione), Zaia (Politiche Agricole).

Nove i dicasteri senza portafoglio: Vito (Rapporti con il Parlamento), Bossi (Riforme) Calderoli (Semplificazione) Ronchi (Politiche Comunitarie), Fitto (Affari Regionali), Brunetta (Funzione Pubblica), Rotondi (Attuazione del Programma), Meloni (Politiche Giovanili), Carfagna (Pari Opportunità)

Tra i ministri con portafoglio
ottimi - maroni, sacconi (l’ipotesi prestigiacomo non era il massimo), frattini
buoni - tremonti (preferivo martino), matteoli, scajola, la russa, gelmini (anche se è una ciellina quindi aspettiamoci polemiche)
discreti - prestigiacomo
non conosco - zaia, alfano (è una scommessa, non potrà fare peggio di mastella)
male - bondi (massima simpatia ma non mi sembra tra i migliori del pdl)

Tra i ministri senza portafoglio
ottimi - meloni (possibile leader del futuro), brunetta (ottimo nome)
buoni - ronchi, fitto
discreti - carfagna (non è completamente sprovveduta anche se non le avrei dato un ministero), vito (anche se conoscendono non è il massimo per mediare con il parlamento), calderoli (se ne intende di leggine e regolamenti)
male - bossi (secondo me non è in grado), rotondi (basta con sti dc)

Ho letto anche della brambilla viceministro alla salute (pessimo), mantovano dell’interno (ottimo) e di deleghe per giovanardi (lotta alle tossicodipendenze), urso e landolfi.

La cosa positiva è il numero totale dell’esecutivo: 60
I nomi non sono eccezionali ma nei posti chiave veramente buoni.
Peccato per la Poli Bortone ma immagino che sarà candidata alle regionali in Puglia. Alla giustizia forse c’erano nomi migliori (bongiorno, mantovano, pera) ma come già detto alfano è una novità, vedremo




I sinistri dello spettacolo che si zerbinano davanti alla destra

7 05 2008

A Roma svolta epocale con Alemanno simbolo e l’intellighenzia (?) culturale di sinistra romana incomincia, in preda al panico, a cercare di riposizionarsi, sperando tramite leccatine di sedere assortite di mantenere il proprio status quo.

Ecco un’intervista a Venditti “Meglio che la sinistra non torni al potere”

Qui

Ed ecco un intervento di Costanzo sulla Stampa “Walter è il passato”

Qui

Il riposizionamento è già in atto, i sinistri sono incredibilmente furbi quando fiutano che l’aria è cambiata ed è meglio mettere in piedi un lecchinaggio industriale

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Penati e la giusta analisi della sconfitta del PD

7 05 2008

Segnalo alcune dichiarazioni del presidente della provincia di Milano, Penati (PD), politico che stimo e con cui spesso sono d’accordo su alcuni temi.

Decisivo, nell’analisi di Penati, il tema sicurezza, sul quale, “nel complesso non siamo credibili: qual è stato il nostro contributo? Prendiamo il pacchetto sicurezza. Prima doveva essere fatto con decreto, poi si decide che viene fatto con un ddl; poi succedono i fatti di Roma, con l’omicidio della donna, e viene riproposto il pacchetto, e vengono inserite, per accontentare tutte le componenti della maggioranza, la norme contro l’omofobia, ma il presidente della Repubblica non lo firma perché non ha i requisiti d’urgenza; viene ripresentato ma non si riesce a trovare la maggioranza per convertirlo in legge…”. Insomma, “non si tratta di riproporre le ricette della destra, ma evitiamo perlomeno di fare sciocchezze”.

Sul versante europeo, Penati fa notare che anche se “non deve essere messa in dubbio la scelta europeista, va fatta un’analisi critica su come stare in Europa con la schiena dritta. In Europa - osserva - che non è un convento di verginelle ma un coacervo anche di interessi nazionali, bisogna che ci sia qualcuno del centrosinistra pronto a difenderli”. In altre parole, secondo Penati, “non bisogna fare dell’idea europeista un feticcio altrimenti offriamo alla Lega territori che qui al nord sono sconfinati”. Basta quindi ad porsi come quelli “che difendono l’Europa comunque e sempre. Anche quando l’Europa per la nostra gente è la burocrazia che fissa le dimensioni della zucchina e l’apertura delle frontiere che ci porta diecimila rom romeni nell’area metropolitana milanese.

Penati osserva inoltre che occorre “una riflessione programmatica nel partito. Prendiamoci tutto il tempo necessario, evitando di partire ancora una volta con uno scontro sulla leadership”. Ma non proponendo un pd del nord: “E’ sbagliato. Perché c’è una novità: due anni fa perdemmo le elezioni al nord e le vincemmo al sud, ora le abbiamo perse anche al sud. Quindi, secondo Penati, non c’è più una questione settentrionale. C’è bisogno che si attuino fino in fondo con larga autonomia quegli aspetti di federalismo che sono nello statuto del Partito democratico”.

Ha anche aggiunto che l’operato del governo Prodi e non soltanto della sua maggioranza è stato obiettivamente scadente. Insomma finalmente un’analisi che non autoassolve la politica del pd, trincerandosi dietro al modesto 33%, risultato dell’inghiottimento della sinistra arcobaleno (che dubito si riproporrà)

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Diritto di tribuna ai comunisti? NO!

5 05 2008

Il neo presidente del Senato, Schifani, se ne è uscito con una dichiarazione a favore della ricerca di una qualche forma di diritto di tribuna agli esclusi dal parlamento, come comunisti, verdi, socialisti. Una certa stampa di centrosinistra si è subito accodata e già si studia l’eventuale fattibilità della cosa.
Qui gli sviluppi della proposta

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=HZLBP

Capisco una certa preoccupazione di possibili rigurgiti di lotta nelle piazze senza i comunisti in parlamento ma se c’è una cosa universalmente riconosciuta da tutti che le elezioni del 13-14 aprile han regalato agli italiani è la riduzione dei partiti politici. Poi per noi di centrodestra la scomparsa dei comunisti è un sogno. Senza gli antistorici, conservatori, fuori dal mondo comunisti e i no a prescindere verdi l’Italia può solo ricevere effetti positivi. Non se ne sentirà la mancanza, è anche grazie a un loro certo modo di vivere la politica che l’Italia è alla deriva (prendendo spunto dal nuovo libro di Rizzo&Stella). E una volta che finalmente ce li siamo tolti dalle scatole, dobbiamo farli rientrare dalla finestra? Capisco l’intento bipartisan, anche un po’ da carità ai bisognosi e magari preventivo ma perchè diavolo dobbiamo salvare i compagni? Che hanno loro più degli altri?

Questo tipo di buonismo (in questo caso parlamentare) lasciamolo agli altri

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Poltrone, poltrone, poltrone…. si poteva iniziare meglio

5 05 2008

La formazione del governo Berlusconi poteva obiettivamente essere gestita meglio. I partiti della coalizioni sono pochi e quindi ci si aspettava che le richieste, i diktat, le dichiarazioni alla stampa sarebbero state poche. Invece a partire dalla lega, passando per i micropartiti del pdl e finendo con an lo spettacolo non è stato un granchè. La logica della poltrona a tutti i costi si è fatta sentira, danneggiando una certa idea di squadra che in campagna elettorale era sembrata più forte. L’immagine del nascente governo Berlusconi ne esce penalizzata. Si doveva e poteva fare meglio nella gestione della scelta dei ministeri. Capisco la riduzione dei membri del governo che crea problemi, capisco il risultato della lega, capisco le aspirazioni personali ma anche in questo caso dovevamo mostrarci molto diversi dai predecessori. Ovviamente e fortunatamente non si arriva ai livelli devastanti e comici della spartizione dei posti nel governo Prodi, con moltiplicazione di poltrone e poltroncine e litigate storiche anche per il posto di facchino parlamentare. Non che siano cambiati di molto se litigano pure per i capogruppo o i vicepresidenti delle camere come dimostrano le frecciate incrociate Veltroni-Di Pietro.
Speriamo che il solito teatrino finisca e che tra pochi giorni si inizi a lavorare seriamente.

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