EXPO 2015 a Milano – Grande Vittoria per il PDL

31 03 2008

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expo2015.jpgL’expo 2015 si terrà a Milano, grandissima vittoria per la città e per l’Italia.

Alcuni numeri 20 miliardi di euro d’investimento diretti e indiretti, tra i 29 e i 33 milioni di visitatori previsti, 70000 nuovi posti di lavoro, 36000 volontari, 120 paesi ospitati, 7000 eventi.

Gran parte del merito va al sindaco di Milano Moratti che ha saputo unire maggioranza e opposizione, imprenditori, camera di commercio, associazioni.

Ecco infatti cosa diceva Il Financial Times sul sindaco di Milano:

EXPO 2015/ MIRACOLO DI LADY MORATTI: METTE D’ACCORDO TUTTI (FT)
Ha creato una grande coalizione di interessi politici e economici
Milano, 6 mar. (Apcom) – “I miracoli in Italia non finiscono mai”: l’ultimo
l’ha realizzato il sindaco di Milano Letizia Moratti, che ha messo d’accordo
tutti gli schieramenti politici e il mondo dell’economia e degli affari
sulla candidatura di Milano per l’Expo 2015. Lo sostiene un editoriale del
Financial Times, che mette in luce l’ampio sostegno raccolto dalla Moratti,
definita la Lady di ferro italiana, per ottenere che la manifestazione sia
assegnata a Milano. “Proprio mentre il Paese sprofonda in un’altra delle sue
perenni campagne elettorali – si legge nell’articolo di Paul Betts – Letizia
Moratti sembra aver realizzato l’impossibile, creando una grande coalizione
di interessi politici e di business a favore della campagna per l’Expo 2015
a Milano”.

Il quotidiano finanziario descrive la Moratti come una donna d’affari
importante, che è stata ministro ed ora è sindaco della capitale economica
dell’Italia del Nord. “Da quando è alla guida di Milano è determinata a
ristabilire la risonanza e il ruolo internazionale della città. La sua idea
è di trasformare l’Expo in una vetrina per la città e per il Paese, di farne
uno stimolo per un massiccio programma di investimenti per migliorare le
infrastrutture locali e fare di Milano un modello di vita in città
eco-compatibile, amica dell’ambiente”.

Milano è in competizione con la città turca di Smirne per aggiudicarsi
l’Expo 2015: la decisione sarà presa alla fine di marzo a Parigi dai 140
Paesi che fanno parte del Bie. Il sindaco sta promuovendo la candidatura con
viaggi in tutto il mondo, “lasciando poco al caso”: ha incassato, sottolinea
il Financial Times, anche il sostegno di Al Gore, colpito dal focus
sull’ambiente della campagna, incentrata sul tema “Nutriamo il pianeta,
energia per la vita”. “Quello che la Moratti vuole sottolineare è che Milano
non è solo un centro industriale e finanziario, ma ha delle forti radici
agricole ed è il cuore della regione con una delle più alte produttività
agricole d’Europa”.

Secondo il quotidiano l’aspetto più importante della campagna è il modo in
cui ha messo d’accordo tutte la parti dello schieramento politico e
dell’economia italiana in una “grande coalizione nello stile di Angela
Merkel”. “Per una volta – sostiene l’editoriale – tutti concordano, dal capo
dello Stato al leader dell’opposizione. Sostengono la candidatura con 14
miliardi in investimenti diretti e indiretti. La posta, sostiene il Ft, è
alta, per Milano e per tutta l’Italia: si stima che l’Expo attirerà circa 30
milioni di visitatori e darà una spinta forte al turismo. Allo stesso tempo
ci si aspetta che aiuti il Paese a presentarsi con un’immagine positiva
all’estero, diversa dagli stereotipi, esemplificati dalla saga sul futuro di
Alitalia e dell’aeroporto di Malpensa.

Notizia





Di Pietro e lo scioglimento dell’IDV. Veltroni di nuovo smentito

31 03 2008

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dipietro.jpgDi Pietro all’Ansa oggi: ”Non ci scioglieremo mai nel Partito Democratico”. Lo ha affermato il leader dell’Italia dei Valori Antonio di Pietro.’Resta la coalizione e l’alleanza – ha spiegato Di Pietro – ma l’Idv ha la sua identita’.

Andiamo a rivedere quali erano le condizioni fissate nel momento dell’accordo

13 febbraio Di Pietro dice sì. L’Idv correrà con il suo simbolo alle elezioni del 13-14 aprile in apparentamento con il Pd; darà vita, sempre con i democratici, a un unico gruppo parlamentare e, dopo il voto, comincerà “un percorso che avrà come obiettivo” fondere i due partiti in “un’unica grande forza”. fonte: repubblica

I radicali (come dimenticare la mitica diatriba sui posti in lista?) smentiscono veltroni, di pietro smentisce veltroni, insomma la credibilità dell’ex sindaco di roma è ai minimi storici. Povero Uolter





Veltroni mente: al senato non può vincere. Vi spieghiamo perchè

30 03 2008

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veltroni.jpgVeltroni ha dichiarato oggi: Il Pd può vincere sia alla Camera che al Senato. Speriamo innanzitutto che il Senato non sarà in bilico. Ma è una mia opinione che ogni giorno che passa cresce la possibilità che il Senato non sia in bilico, perchè ho l’impressione che c’è una crescente convinzione nel paese sul fatto che si può veramente cambiare”.

Ma Veltroni può veramente vincere da solo al senato? Proviamo con un’ipotesi completamente favorevole al pd che vince in tutte le regioni in bilico e con la sinistra arcobaleno e l’udc che superano il quorum solo dove possono penalizzare il pdl.

Ecco l’analisi regione per regione con il numero di senatori per partito

-val d’aosta – vince pd+uv: pd 1 pdl 0

-trentino – vince pd+sv: pd 5 pdl 2

-piemonte – vince pdl: pdl 13 pd 9

-lombardia – vince pdl, sa supera quorum: pdl 26 pd 17 sa 4

-veneto – vince pdl e non raggiunge l’extraseggio: pdl 14, pd 10

-friuli – vince pdl: pdl 4 pd 3

-liguria – vince pd e sa supera quorum: pd 5 pdl 2 sa 1

-emilia romagna – vince pd e sa supera quorum: pd 12 pdl 7 sa 2

-toscana – vince pd e sa supera quorum: pd 10 pdl 6 sa 2

-umbria – vince pd e sa supera quorum: pd 4 pdl 2 sa 1

-marche – vince pd e sa supera quorum: pd 5 pdl 2 sa 1

-abruzzo – vince pd e sa supera quorum: pd 4 pdl 2 sa 1

-lazio – vince pd e sa supera quorum: pd 15 pdl 10 sa 2

-molise – vince pdl: pdl 1 pd 1

-campania – vince pdl: pdl 17 pd 13

-puglia – vince pdl: pdl 12 pd 9

-basilicata – vince pd, sa supera quorum: pd 4 pdl 2 sa 1

-calabria – vince pd, sa supera quorum: pd 6 pdl 3 sa 1

-sicilia – vince pdl, udc supera quorum: pdl 15 pd 9 udc 2

-sardegna – vince pd, sa supera quorum: pd 5 pdl 3 sa 1

-estero: pd 3 pdl 3

TOT: pd 150 pdl 146 sa 17 udc 2

Come vedete il pd da solo non avrebbe asolutamente la maggioranza. Potrebbe allearsi con la sa è vero, ma io credo che Veltroni preferirebbe sicuramente le larghe intese a una nuova Unione2. E’ strano che nessun giornale abbia chiaramente segnalato che, nonostante i proclami falsi di Uolter, il pd non può avere la maggioranza in senato. O meglio non è strano conoscendo la faziosità pro pd dei principali quotidiani italiani.

E ri-segnaliamo che l’ipotesi di partenza è strafavorevole al pd, con vittorie in tutte le regioni in bilico, un pareggio 3-3 all’estero che non è sicuro (anzi..), una sa che guarda caso supera il quorum solo dove può aiutare il pd.

Per il povero Veltroni, la realtà si scontra con i suoi slogan fasulli





D’Alema: “Si Può Fare è Moscio!”

30 03 2008

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dormidalema.jpgBaffino sul corriere di oggi «”Si può fare” non è lo slogan giusto. Suona moscio, vago. Sarebbe stato meglio tradurre letteralmente l’originale: “Yes, we can”; “Sì, possiamo”. Non vorrei aprire una disputa linguistica, ma il “sì” con l’accento suona meglio»

A parte l’incredibile importanza data a uno slogan scialbo e scopiazzato, D’Alema dovrebbe rendersi conto che in effetti la campagna veltroniana è palesemente in linea con lo slogan. Una campagna fatta ogni giorno di slogan vuoti, promesse fatte tanto per fare, buonismi da libro Cuore, tentativi ridicoli di assemblare nello stesso contenitore tutto e il contrario di tutto. Insomma tra slogan e campagna elettorale Veltroni pare trascinarsi fino al voto senza un vero scatto di qualità, puntando ogni giorno su sondaggi (un giorno segnalatissimi e un altro paragonati a quelli sbagliati del 2006). Parlare di rimonta ogni giorno e fare il finto gentleman non gli sta portando fortura. Ma d’altronde “si può fare”





Uolter e il suo “Tra 5 anni avrò concluso la mia carriera politica”

29 03 2008

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Veltroni e la parola data.

E’ veramente (in)CREDIBILE

Technorati Profile





A Malpensa c’è la fila ma Prodi vuole il monopolio di Air France

29 03 2008

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malpensa.jpgDal Corriere di ieri, clicca qui

In particolare due passaggi chiave (forse non leggibili nello schemino in basso):
ci sono Cathay (Hong Kong), Korean (Seoul), Asiana (Seoul), Malaysian (KL), Biman (Dacca), Emirates (Doubai), El Al (Tel Aviv), Saudi (Riyadh e Gedda), Lybian (Tripoli), Air Gulf (Baharain), Royal Giordania (Amman), Air Astana (Almaty e Akatu), Kuwait (Kuwait), China (Taipei), Eva Air (Taipei), Tunisia Air (Tunisi), Air Moldova (Chisinau), e Belavia (Minsk), Eurofly (San Paolo e Rio), Eurofly (Buenos Aires), Blue Panorama (Caracas) che hanno presentato richiesta di aprire nuove rotte intercontinentali, internazionali o di raddoppiare e/o triplicare quelle esistenti.

Inoltre
SEA da ormai un mese e mezzo chiede al Governo di rivedere i bilaterali.
il Governo tace. nessuna risposta. Rivedendoli malpensa potrebbe da subito sostituire alitalia ma Prodi si oppone…

il motivo, esplicitamente scritto è:
“AIR FRANCE RICHIEDE IL MANTENIMENTO DELL’ESCLUSIVITA’ DEI DIRITTI DI TRAFFICO PER ALITALIA E UNA PRELAZIONE SULLE ROTTE ANCORA LIBERE. SE IL TESORO LA ACCETTASSE, CONCEDEREBBE AD AIR FRANCE LE CHIAVI DEL MONOPOLIO ITALIANO DEI COLLEGAMENTI INTERCONTINENTALI. PER QUESTO FORSE BONOMI, SEA, NON RINUNCIA ALLA CAUSA DA 1,25 MILIARDI DI EURO CONTRO ALITALIA”.

L’intento è esattamente quello, impedire il rinnovo dei bilaterali, mantenere il monopolio Alitalia, trasferire il traffico intercontinentale del nord il più possibile verso Parigi e far crepare Malpensa.

Che governo liberale!!!!





Prodi e il suo (s)vantaggio indebito

29 03 2008

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prodi.jpgButtiamoci subito in campagna elettorale

Non c’è proprio più spazio per la politica nella vita del premier «in scadenza» Romano Prodi. Con una lettera al presidente della Rai Claudio Petruccioli ha espresso l’intenzione di rinunciare alla conferenza stampa al termine della campagna elettorale. Il motivo: tener fede al principio che il capo del governo non dovrebbe dare un «indebito vantaggio» alla sua parte politica. Nel futuro di Prodi c’è spazio per “le tensioni del mondo”. Vacanze, riposarmi e dare, se possibile, un contributo anche informale alle tensioni che abbiamo nel mondo. fonte: corriere.it

—–

Ma di quale vantaggio indebito parla?

Una sua eventuale conferenza di fine mandato avrebbe favorito senza dubbio Berlusconi. La verità è che Veltroni lo ha costretto a rinunciare, imponendogli per l’ennesima volta il silenzio. Povero Romano, ormai caricatura di sè stesso, ammaestrato a fare e non fare questo e quest’altro, ma soprattutto obbligato a stare in silenzio e a non farsi vedere.

Per la serie “Noi siamo grati a Prodi però se non si fa sentire e vedere gli siamo ancora più grati”

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Nasce Il Fazioso Liberale

29 03 2008

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Nasce il Blog “Il Fazioso Liberale”, libera espressione di chi si sente di centrodestra, liberale, libertario, anticomunista, fiero della propria nazione, progressista per quanto riguarda i diritti…. insomma schierato ma aperto a qualsiasi opinione. Mai ottusamente ma sempre fieramente di parte