Penati e la giusta analisi della sconfitta del PD

7 05 2008

Segnalo alcune dichiarazioni del presidente della provincia di Milano, Penati (PD), politico che stimo e con cui spesso sono d’accordo su alcuni temi.

Decisivo, nell’analisi di Penati, il tema sicurezza, sul quale, “nel complesso non siamo credibili: qual è stato il nostro contributo? Prendiamo il pacchetto sicurezza. Prima doveva essere fatto con decreto, poi si decide che viene fatto con un ddl; poi succedono i fatti di Roma, con l’omicidio della donna, e viene riproposto il pacchetto, e vengono inserite, per accontentare tutte le componenti della maggioranza, la norme contro l’omofobia, ma il presidente della Repubblica non lo firma perché non ha i requisiti d’urgenza; viene ripresentato ma non si riesce a trovare la maggioranza per convertirlo in legge…”. Insomma, “non si tratta di riproporre le ricette della destra, ma evitiamo perlomeno di fare sciocchezze”.

Sul versante europeo, Penati fa notare che anche se “non deve essere messa in dubbio la scelta europeista, va fatta un’analisi critica su come stare in Europa con la schiena dritta. In Europa – osserva – che non è un convento di verginelle ma un coacervo anche di interessi nazionali, bisogna che ci sia qualcuno del centrosinistra pronto a difenderli”. In altre parole, secondo Penati, “non bisogna fare dell’idea europeista un feticcio altrimenti offriamo alla Lega territori che qui al nord sono sconfinati”. Basta quindi ad porsi come quelli “che difendono l’Europa comunque e sempre. Anche quando l’Europa per la nostra gente è la burocrazia che fissa le dimensioni della zucchina e l’apertura delle frontiere che ci porta diecimila rom romeni nell’area metropolitana milanese.

Penati osserva inoltre che occorre “una riflessione programmatica nel partito. Prendiamoci tutto il tempo necessario, evitando di partire ancora una volta con uno scontro sulla leadership”. Ma non proponendo un pd del nord: “E’ sbagliato. Perché c’è una novità: due anni fa perdemmo le elezioni al nord e le vincemmo al sud, ora le abbiamo perse anche al sud. Quindi, secondo Penati, non c’è più una questione settentrionale. C’è bisogno che si attuino fino in fondo con larga autonomia quegli aspetti di federalismo che sono nello statuto del Partito democratico”.

Ha anche aggiunto che l’operato del governo Prodi e non soltanto della sua maggioranza è stato obiettivamente scadente. Insomma finalmente un’analisi che non autoassolve la politica del pd, trincerandosi dietro al modesto 33%, risultato dell’inghiottimento della sinistra arcobaleno (che dubito si riproporrà)

Segnala e vota quest’articolo su
oknotizie :: segnalo :: diggita :: add to del.icio.us :: Add to Blinkslist :: add to furl :: Digg it :: add to ma.gnolia :: Stumble It! :: add to simpy :: seed the vine :: :: :: TailRank :: post to facebook


Azioni

Informazione

Lascia un commento