Il referendum pro case chiuse de La Destra

29 05 2008

Daniela Santanché, lancia un appello bipartisan perché sia riveduta la normativa che, nel 1958, decretò la fine della della regolamentazione della prostituzione in Italia.
«A cinquant’anni dalla sua nascita, la legge Merlin non può essere considerata un tabù. E’ necessario cambiarla profondamente garantendo strade sicure ai cittadini e libertà dalla schiavitù alle prostitute», così precisa la portavoce de La Destra, che alla guida di un comitato promotore rigorosamente femminile, lancia un’iniziativa referenadaria.

Il quesito, che si può leggere sul sito che promuove l’iniziativa StradeProtette.com, è già stato depositato dalla sua madrina presso la cancelleria della Cassazione, dove attende il via libera dalla suprema Corte.
Se il testo verrà approvato, verrà immediatamente avviata la raccolta di firme (ne occorrono almeno 500mila) per indire la consultazione popolare.
La campagna referendaria si muoverà “dalle spiagge alle strade”, assicura battagliera Santanché, che fa anche un appello a tutte le forze politiche, e soprattutto alle donne, di qualunque schieramento.

L’iniziativa vuole essere una sfida all’”ipocrisia e ai furbi”. Perché, si chiedono infatti Santanché e le donne del comitato sul sito dedicato all’iniziativa, deve essere ancora in vigore una normativa che “fa reato della prostituzione esercitata nel chiuso di un’abitazione e lascia invece campo libero alla prostituzione esercitata all’aperto?

Insomma La Destra fa sul serio, proponendo un’iniziativa che se arriverà al referendum porterà sicuramente polemiche e ampie discussioni. Voi come la vedete? Iniziativa da sostenere?

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11 risposte

29 05 2008
shadang

Mi faccio solo una domanda:
Cosa è un’altro businees della Santadiche? Mi piacerebbe sapere se oltre il Billionere, pensa anche di aprire qualche Casa, aperta direi, più che chiusa.

Comunque, una proposta del cavolo, molto attinente a una battuta molto in voga, tempo fà ” Ti tolgo dalla strada e ti metto su un marciapiede”.
Queste ragazze vanno aiutate, vanno sottrate agli sfruttatori, e invece la Santadiche le vuole mettere in una riserva, ma mi faccia il piacere.

29 05 2008
iotomy

Leggevo un articolo di Libero qualche tempo fa. Era un’intervista ad una “libera” prostituta, e non chiedeva la riapertura delle case chiuse. Era, per lei, un modo per arrotondare lo stipendio. Come se io facessi ripetizioni ai ragazzini.
Una sorta di lavoro in nero.
Secondo me, andrebbe legalizzata la prostituzione “libera”.
In questo modo si darebbe uno strumento alla Polizia di evidenziare le differenze tra le prostitute per scelta e quelle vittime del racket e colpire quest’ultimo.
Si potrebbe fare il discorso tasse, pensione e le cose riguardanti il riconoscimento giuridico della libera professione.
Il punto è che bisogna sfatare il tabù, perchè quello della prostituta è il lavoro più antico del mondo e sarà impossibile eliminarlo.
Ci saranno sempre domanda e quindi ci sarà sempre offerta.

29 05 2008
jan

sono d’accordissimo. è ridicolo che sia punito lo sfruttamento della prostituzione e non la prostituzione in sè. se una donna decide di guadagnare così, in libertà e protetta da misure di diritto e di sanità, allora perchè no? E’ vero che molte sono ragazze con dei problemi, ma moltissime altre no. Legalizzando e controllando la prostituzione si verrebbe a creare una situazione liberale, pulita, legale ed economicamente interessante per lo stato. Abbiamo tutti da guadagnarci e tra l’altro forse ci guadagneremmo anche in diminuzione del livello d’ipocrisia che in molti ambiti ci contraddistingue come moralizzatori bigotti.
Il sesso lo vogliono fare tutti, ma non tutti possono. Questa è una ottima soluzione.
Brava Santanchè!

29 05 2008
Nicola Parente

La prostituzione “libera” come dice iotomy, in Italia è già legalizzata.
La proposta di far tornare le case chiuse, con lo Stato mezzano/ruffiano, rappresenta solo la pochezza culturale e la mancanza di idee dei proponenti.
Poi nel leggere la frase “fa reato della prostituzione esercitata nel chiuso di un’abitazione e lascia invece campo libero alla prostituzione esercitata all’aperto?”, si può capire quanto siano disinformati sul problema.
Meno male che dei problemi veri se ne occupano il Cavaliere, Maroni e Tremonti!

29 05 2008
nicola

Scusate se mi permetto…
io sulla strada con le prostitute ci sono stato

sulla strada poche lo fanno per libera scelta.

Non so, la casa chiusa non mi piacerebbe, basterebbe controllare tutte quelle che sui giornali si propongono come escort e imporre loro la fatturazione :-)

29 05 2008
Lapsus

Di nuovo salve.
Certo che è un bel problema… con tanti dilemmi..
Personalmente non frequento le ‘lucciole’ perchè… beh, meglio una sana conquista per come la vedo io.
Però in linea di massima sono favorevole alla regolarizzazione del mestiere.
Soltanto che essendo una materia che investe diverse e molteplici questioni (morali, etiche, sanitarie, fiscali, immigratorie, traffico di esseri umani etc..) forse il referendum non è lo strumento migliore.
Credo che sia necessario un dibattito tra le parti, un confronto aperto nella società… e chi ospiterebbe queste case chiuse? e quanto svaluterebbe un appartamento nello stesso edificio delle case chiuse? quali orari di apertura? quanti controlli sanitari? il tariffario chi lo stabilisce, il mercato? la tutela dei minori?
Beh, insomma, è bene che si regolarizzi la situazione delle migliaia di prostitute, ma che si discuta di tutti gli aspetti..

A voi buona giornata

P.S. molti dei nostri genitori, e molti degli adulti d’oggi, sono stati iniziati all’arte amatoria proprio nelle case chiuse, quindi esaminiamo anche la questione dell’educazione sessuale e della lotta alle violenze..! :-D

29 05 2008
jan

La casa chiusa dovrebbe essere un’impresa privata che segue delle normative sanitarie decise dallo stato. Lungi da esse l’ngerenza statale!!!
E’ come un normalissimo sex shop, o come una casa d’appuntamenti. Niente di complicato.
I problemi di svalutazione sono collaterali, ma ci sono già i quartieri a luci rosse. vedasi amsterdam o amburgo.
Sul fatto che nessuna lucciola voglia stare per la strada posso essere d’accordo, infatti quelle sulla strada mi sembra siano sfruttate. L’idea di aprire una casa chiusa sarebbe proprio quella di rendere poi illegale la prostituzione per strada.

30 05 2008
iotomy

Una cosa è certa, c’è ipocrisia e bigottismo.
Questo rende nera anche la prostituzione “libera”.
Le sfruttate invece sono vittime di un racket mafioso e come tale va combattuto.
Il problema è che le forze dell’ordine hanno strumenti inefficaci.

1 06 2008
Francesco

E’ una proposta di civiltà..è una libera scelta delle donne…non vedo tutti questi problemi…in un paese civilissimo e piu cattolico dell’Italia come la Polonia il tutto funziona alla perfezione…le ragazze sono libere…controllate e al sicuro..ed in più pagherebbero le tasse

1 06 2008
Nicola R

L’apertura di strutture al “coperto” permetterebbe di evitare le violenze più gravi ed efferate? probabilmente si. Permetterebbe di limitare lo sfruttamento, intervenendo veramente nelle strade? Ancora, molto probabilmente si. Permetterebbe un libero scambio tra chi vuole comprare sesso in sicurezza (sanitaria, legale e della propria incolumità) e chi lo vuole vendere senza rischiare la vita? La risposta è ancora si.
Ecco perchè sono a favore. E poi, anche a me la Santanchè non piace, ma bocciare ua proposta per l’antipatia nei confronti del proponente non mi pare un’alzata d’ingegno.

26 07 2008
paolo

favorevole per ovvi motivi

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