Ennesima balla di Veltroni. Sbugiardato anche da Tardelli

24 11 2008

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

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Preambolo: Walter Veltroni afferma di aver giocato a calcio con Tardelli in una partita a Sabaudia, in un’apoteosi di estasi simil mondial di Spagna 82

Oggi Tardelli smentisce

Allora Marco Tardelli, com’è questa storia? Ha mai giocato a calcio con Walter Veltroni?
«Non è mai successo. Almeno che io ricordi».
Ma il segretario del Partito democratico racconta di averla avuta come compagno di squadra in una partita disputata a Sabaudia…
«Non so perché lo dica. Probabilmente fa confusione. In quella occasione io c’ero effettivamente, ma da spettatore, fuori dal campo, senza scarpette ai piedi. Ricordo che in porta giocava Massimo D’Alema. E se la cavava piuttosto bene».

Il Giornale prendendo spunto dall’ennesima balla de Er Baracca ci fa un articolo molto simpatico

Scoprire che Walter Veltroni non ha mai giocato a calcetto a Sabaudia con Tardelli, ci apre un mondo nuovo. È la dura realtà: un mito che crolla. Uno dei tanti del pantheon veltroniano, quella sorta di cioccolateria fatta di notti bianche, musei, feste del cinema, bioparchi, medaglie ai vecchietti, eroi extracomunitari, barboni picchiati, film d’annata, ex partigiani e figurine Panini. Ebbene, in questa mielosa galleria la partitella con Tardelli sulle sabbie laziali era un capitolo fondamentale.

segnalando l’importanza vitale, insita nelle leggende di Walter

E pensare che della famosa partitella Walter ha menato vanto fino allo sfinimento: a sentir lui, quello non era mica l’incontro della domenica scapoli-ammogliati, yes weekend. No, era un’icona da consegnare ai posteri. Un po’ come la mano di briscola tra Pertini e Bearzot dopo il mundial ’82: episodi che segnano un personaggio.

per poi passare in rassegna alcune perle veltroniane

un ganassa che le spara grosse.
E in effetti, quanto a sparate, la cartucciera di Walter è come la borsa di Mary Poppins: inesauribile. Basti ricordare la schioppettata su Alitalia: «L’accordo con la Cai è tutto merito mio», disse appena tornato da New York. Come no. Oppure la cannonata di quest’estate in vari salotti televisivi: «È sicuro: rompo con Di Pietro». Come no: stiamo ancora aspettando (casomai è Di Pietro che sta rompendo lui). Per non parlare poi della bomba atomica nel salotto di Fabio Fazio, gennaio 2006, quando promise di fuggire in Africa: «Non si può fare politica a vita». Come no: in Angola lo attendono ancora a braccia aperte. Di questo passo, sparata dopo sparata, Veltroni arriverà a sostenere, chissà, che il leader del Pd è lui e non D’Alema. Come dite? L’ha già fatto? Ecco, appunto.

Di assurdità d’altronde è un cantore

Veltroni raccontò la sua vita da discolo: «Centrai in fronte il preside con il cancellino, lui mi chiese “chi ti credi di essere?” e io risposi “Sono James Bond”. Mi piace pensare – chiude Walter – che da quel mio gesto ebbe inizio il ’68». Ora, a parte il fatto che un cancellino stampato sul preside non dovrebbe essere propriamente motivo d’orgoglio, ma il punto è un altro: Veltroni nel ’68 aveva 13 anni, non era neanche in età da liceo

poi si scoprì che

Ne ha raccontata una identica a Paolo Boccacci l’avvocato Paola Balducci, che ha detto d’esser stata compagna di scuola del fratello più grande di Walter (Valerio: oggi uomo d’affari e di finanza, si interessa tra l’altro di investimenti giapponesi in Italia) e di aver tirato lei il cancellino in faccia al preside durante una manifestazione del 68 con altri studenti (tra cui Paolo Liguori e Maria Fida Moro). Il preside Casotti punì la scolaresca sospendendo le vacanze di Pasqua.

Insomma Walter è Walter e il contrario di Walter

Domani scopriamo che non è mai stato iscritto al Pci, che è nipote di Almirante, che tiene al Torino e non alla Juve, che il cinema gli fa ribrezzo e preferisce dipingere nature morte e che ha sempre odiato visceralmente le figurine Panini, specialmente quella di Pizzaballa. Poi dopodomani scopriamo che non è romano, che non è neanche italiano, che è nato e vissuto sul lago di Lugano, che non gli piace la carbonara ma va matto per i wurstel con i crauti e che è favorevole all’annessione del canton Ticino alla Germania.

Ma dopo tutto voi potreste odiare uno che in campagna elettorale fece  questo paragone ardito

“Noi siamo come la nazionale di Bearzot”, “siamo partiti in sordina e poi, come gli azzurri con l’Argentina, il Brasile e la Polonia, siamo arrivati alla finale. Il 13 aprile sarà la nostra finale”.

Forse voleva dire come la nazionale di Fabbri del 1966 che perse con la Corea del Nord. Una sconfitta epocale come quella del 13 aprile






Italia Hub europeo per Emirates, successo del governo

24 11 2008

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Emirates ha scelto l’Italia come principale scalo per l’Europa, in particolare gli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Venezia.

L’impegno è stato formalizzato lunedì mattina ad Abu Dhabi tra il sottosegretario allo Sviluppo economico Adolfo Urso e dal ministro dell’Economia degli Emirati Arabi Uniti, Sultan Bin Saeed Al Monsouri.

e scendendo nei particolari

La compagnia di bandiera del governo degli Emirati ha richiesto un aumento considerevole per gli slot in possesso degli Emirates, che ora sono meno di dieci. I voli saranno cosi suddivisi: 21 su Roma Fiumicino, 21 per Milano Malpensa e 14 per Venezia. Sono previsti anche 28 voli cargo settimanali. Dell’intesa fa parte anche la compagnia Etihad, che ha richiesto sette voli per Fiumicino e altrettanti per Malpensa.

Veramente ottimo l’intervento del governo che,  nonostante le critiche quotidiane degli oppositori sinistri, ha indovinato quello che gli operatori del settore già definiscono un colpaccio. Battere la concorrenza di tutti gli altri paesi europei per diventare l’hub europeo delle compagnie degli Emirati è realmente un grande risultato.

«È un accordo molto significativo», ha detto Urso. «Vuol dire che gli Emirati Arabi hanno scelto l’Italia come porta d’ingresso per l’Europa. Ciò significa più turismo, più affari economici e commerciali, ma può comportare anche il rilancio della stessa Alitalia. Infatti nelle tratte interne nazionali e in quelle europee gli Emirates potranno contare sul contributo della nuova compagnia aerea italiana»

Soddisfazione anche dalle realtà locali coinvolte.

Mi complimento con il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero, Adolfo Urso, per aver portato a casa un risultato che rappresenta una nuova opportunita’ per l’Italia e per lo scalo romano. Questo accordo fara’ di Roma e di Fiumicino la porta turistica per l’Europa”. Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno

Sono stati anche firmati importanti accordi economici per le aziende italiane

“Siamo molto soddisfatti dei risultati conseguiti” – ha concluso il sottosegretario Urso che proprio negli Emirati ha guidato una delegazione di 510 imprese italiane per la Fiera Big Five, la piu’ importante manifestazione per l’edilizia del Medio Oriente – “siamo convinti che le nostre gia’ buone relazioni economiche e commerciali si potranno intensificare ancora di piu’ nei prossimi mesi, puntando a raddoppiare il nostro tasso di penetrazione dell’export che gia’ cresce a un ritmo annuo di oltre il 20%, mentre ii nostri investimenti diretti gia’ lo scorso anno sono raddoppiati arrivando a 5 miliardi di euro”

Ecco la serietà al governo (non quella mortadellara)