I magistrati cambiano referente politico?

17 12 2008

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

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Maria Paola Merloni, ministro ombra del Pd, sostiene:

“Secondo me dietro tutte queste inchieste giudiziarie che riguardano il Pd c’è Antonio Di Pietro, che peraltro è l’unico che ci guadagna. Forse la magistratura ha scelto il suo partito come il nuovo referente”

Questa frase sembra avvalorare la tesi del centrodestra di un pd supino negli anni (anzi decenni) verso la magistratura in cambio di un’impunità quasi completa per i propri dirigenti e amministratori. Non si spiegherebbero tutti questi provvedimenti proprio in questo periodo dopo anni di nulla assoluto come se il malaffare sia nato in quest’ultimo anno e precedentemente non ci fosse mai stato. Insomma pare evidente che l’accordo magistratura-ex comunisti fosse chiaro, distruggere gli avversari in cambio della difesa della corporazione.

Il ministro ombra sembra voler dire che ora i magistrati non si sentono più tutelati dal PD, puntano a un Di Pietro leader del centrosinistra e difensore delle loro prerogative e che continui a concedere loro il diritto di autogovernarsi. Se tutto questo fosse vero come reagirà il PD?. Facendosi prendere dalla paura del crollo (Mannheimer dice che si prospetta un crollo immediato del 10% visto che la questione -e superiorità- morale è un tema sentito dall’elettorato sinistro) si ripiegheranno ai voleri dei giudici o con uno scatto di orgoglio proveranno a sedersi al tavolo del dialogo per la riforma della giustizia?

Lo stesso Violante stamattina ha affermato che la riforma della giustizia è un dovere mentre altri nel partito sembrano spaesati di fronte a questo incredibile susseguirsi di arresti e indagini sul PD.

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Vi ricordate lo stupro di La Storta a Roma e le accuse a Alemanno?

17 12 2008

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Il fatto di violenza succede ad aprile a Roma

Accoltellata e stuprata da un romeno all’uscita della stazione ferroviaria de La Storta, a Roma Nord. Vittima un’universitaria africana di 31 anni. La dinamica della violenza ricalca l’omicidio di Giovanna Reggiani, violentata e uccisa nell’ottobre scorso vicino alla stazione di Tor di Quinto. In manette è finito Joan Rus, un romeno di 37 anni senza fissa dimora e senza precedenti penali, con l’accusa di sequestro di persona, violenza sessuale e tentato omicidio: la coltellata che ha inferto all’addome della donna poteva essere fatale

Nei giorni successivi vi furono forti polemiche sull’insicurezza a Roma e poi incredibili dietrologie e supposizioni ideologiche della sinistra e soprattutto del quotidiano La Repubblica

I due uomini che hanno allertato i carabinieri decidono di mettersi al centro della scena. Uno si chiama Massimiliano Crepas. L’altro, che appare il più loquace, è tale Bruno Musci.

Musci è ospite di ogni rete televisiva che offra un microfono. Fa visita alla ragazza sudafricana in ospedale, e, ripulito dalla parte meno presentabile della sua biografia di cittadino, viene battezzato l’”angelo salvatore”

e ancora

Una e-mail a firma Mario Di Carlo, consigliere regionale del Pd, allaga le caselle postali delle redazioni dei giornali e delle tv. Finisce sul sito “Dagospia”. Segnala che il romeno è difeso da avvocati di fiducia che non può permettersi e per giunta di destra. Invita a rintracciare la foto di Musci alla stretta di mano Alemanno-Baccini.

e infine

Non è escluso che durante l’atto istruttorio siano state fatte domande a Musci sui suoi rapporti con Gianni Alemanno alla luce del suo sostegno al piano di sicurezza del candidato sindaco di Roma per il Pdl.

Sulla rete il dibattito si scalda

Tutto nasce da una lettera pubblicata da «Dagospia» tre giorni fa e rimbalzata su diversi blog della rete. «Come può un romeno senza fissa dimora avere un famoso penalista come Francesco Saverio Pettinari?» è scritto nella lettera pubblicata sul sito di Roberto D’Agostino. E ancora, nella missiva vengono rilanciati altri due dubbi. «Inoltre l’avvocato risulta iscritto in gioventù all’Msi. E guarda caso uno dei soccorritori della ragazza firma con Alemanno, con tanto di foto sul “Il Messaggero” del 22 aprile 2008, il patto per la legalità e la sicurezza». La lettera è firmata con una sigla (Md) e si chiede di farla girare. Chi c’è dietro? Chi l’ha mandata? Mistero. Ad occuparsene è solo la rete. Per due giorni diversi blog rilanciano il caso e ci tessono sopra una serie di teorie complottistiche secondo cui lo stupro (o presunto tale, a questo punto, come scrivono anche molti investigatori improvvisati) sarebbe stato architettato da qualcuno per farlo diventare a forza argomento di questa campagna elettorale. Veleni, boatos che diventano la scenografia degli ultimi giorni di questo duello. Solo Sebastiano Messineo della lista «Moderati per Rutelli» esce allo scoperto tre giorni fa e chiede «che si faccia chiarezza su quanto emerso perché si aprirebbe un fosco scenario». Ma più che indagini o chiarimenti s’ingrossano solo i sospetti.

I rumors si fanno sempre più insistenti. Velatamente si accusa la destra di aver organizzato lo stupro, e messi sul luogo dei testimoni amici, pagato il romeno che poi tramite avvocati di grido al processo avrebbe avuto garantita una pena minima.

Lo stesso Rutelli se ne uscì dicendo

Alcune di queste vicende degli ultimi giorni – dice il candidato del Pd senza fare espliciti riferimenti ma forse già sapendo che i magistrati vogliono vederci chiaro – sono state un po’ sospette. Ma non tocca a me parlarne, indagheranno le forze dell’ordine e la magistratura

e a quel punto Alemanno replicò stizzito

Si lascia intendere chissà che cosa intorno allo stupro della ragazza del Lesotho nei pressi della stazione La Storta. È una cosa talmente fantascientifica che non so se fa più ridere o piangere. Come si fa a strumentalizzare il dolore?». Alemanno ha aggiunto che «si è toccato il fondo. Sono preoccupato di come Rutelli sta affrontando quest’ultimo scorcio di campagna elettorale». «Sottacqua dicono che è stata la destra a organizzare lo stupro della studentessa del Lesotho. Sono dei cialtroni e vanno rimandati a casa

Perchè ritiro su questa vicenda?

Perchè oggi è uscita la sentenza di primo grado, ad oggi non esistono ipotesi di reato per i testimoni dell’accaduto o membri della campagna elettorale di Alemanno e neppure indagati. Restano i fatti

Il romeno Ioan Rus è stato condannato a undici anni di reclusione per lo stupro di una studentessa del Lesotho avvenuto a Roma la sera del 16 aprile all’esterno della stazione ferroviaria della Storta. La sentenza è stata emessa con il rito abbreviato dal giudice per l’udienza preliminare Marina Finiti. Il pm Erminio Amelio aveva chiesto dodici anni di reclusione. A Rus, 37 anni, non sono state concesse le attenuanti generiche. A favore della vittima (S. M.) è stato disposto un risarcimento di 50 mila euro. Rus è stato ritenuto responsabile di sequestro di persona, tentato omicidio, violenza sessuale e detenzione e porto in luogo pubblico di coltello.

Vergogna per chi dietro a questo atto di violenza criminale tentò di costruirci una sottotrama complottistica di serie b.

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Crisi del PD? Ci pensa Alba Parietti

17 12 2008

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4 batoste elettorali (Politiche, Sicilia, Roma, Abruzzo), un partito tempestato da indagini giudiziarie, percentuali nei sondaggi sempre più basse. Come reagire alle difficoltà? Con un nuovo leader: Alba Parietti!

La soubrette si candida al ruolo di guida della sinistra in difficoltà

Vista la situazione comatosa del partito non escludo che alle prossime primarie io possa concorrere

Veltroni rischia di perdere il posto e cerca di frenarla

Veltroni me l’ha sconsigliato, a suo giudizio sarei troppo abituata a essere protagonista, quindi avrei finito con l’annoiarmi dal momento che a contendersi la scena sono sempre in due o tre. Insomma, non accetterei un ruolo da subordinata, visto che sono abituata a stare in video per diverse ore da protagonista

ma la coscialunga della sinistra non si fa intimorire

Adesso, ripensandoci, mi sfugge onestamente il vero motivo per cui non potrei intraprendere la carriera politica. So esprimermi e mastico politica da quando ero una ragazzina, anzi anche prima. Mio padre mi dava il biberon e mi parlava di grandi idealità.
Una volta cresciuta, mi portava con lui a manifestare il 25 aprile

e lancia sinistri ultimatum alla dirigenza in crisi

se tra cinque anni la sinistra non avesse ancora alcuna intenzione di candidarmi, io inizierei comunque a pensare a cosa poter fare per questo Paese e in che contesto poterlo fare e comincerei a domandarmi per quale motivo io non possa essere messa in condizione di far questo

E’ l’Alba di una nuova era.

Il riscatto del PD in crisi non può prescindere dalle qualità della Parietti

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