Ora i terroristi (non pentiti) vogliono pure la pensione. Il caso Curcio

19 01 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

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Protesta Renato Curcio

L’Inps mi ha comunicato che non ho diritto alla pensione. Sono costretto a lavorare finché potrò. Eppure, io ho lavorato nelle varie carceri, ma risulta che non sono stati versati contributi adeguati. Quindi, non avrò mai un assegno pensionistico. Non ho diritto nemmeno alla pensione sociale quella di povertà per intenderci, perché sono sposato e mia moglie ha un reddito; quindi, non ho diritto a nulla

Insomma l’ex terrorista con le sue dichiarazioni fa partire una forte polemica

Era riuscito a star fuori dalle polemiche sulla mancata estradizione di Cesare Battisti, Renato Curcio, fondatore delle Br mai pentito né dissociato («Degli ex terroristi non parlo»). Ma ne ha alimentata una nuova: quella sui contributi dello Stato agli ex eversori. Scatenando la rabbia dei parenti delle vittime che hanno interpretato le sue parole come una richiesta dell’assegno mensile.

Fortissime le critiche di alcune vittime del terrorismo

Lorenzo Conti, figlio di Lando il sindaco fiorentino ucciso dai brigatisti minaccia: Se lo Stato concede a Curcio una pensione pagata dall’Inps, io chiedo asilo politico all’America o a Israele che hanno mostrato sempre vicinanza alle vittime del terrorismo e non ai carnefici. Curcio invece di dedicarsi alla guerra armata e alla rivoluzione proletaria si sarebbe potuto dedicare a svolgere un lavoro normale. Pretende la pensione lui quando nemmeno alcune vittime del terrorismo l’hanno ricevuta

e anche la politica si attiva

Gli Italiani hanno già subito troppe offese. La pensione al capo delle Brigate rosse Curcio sarebbe veramente troppo. Per questo presenterò una interrogazione parlamentare al Governo, per assicurarmi che non sia assegnata alcuna somma a chi ha contribuito a far insanguinare la vita del nostro Paese. Senza considerare poi che non si capisce per quale motivo proprio quello Stato che Curcio voleva abbattere con la lotta armata, dovrebbe ora concedergli l’assegno pensionistico. Sono i cittadini per bene, quelli che hanno lavorato tutta la vita, che si conquistano il diritto ad una pensione. Di sicuro non si possono dare premi ai terroristi

Dopo i terroristi invitati nelle università, quelli a cui viene concesso l’asilo politico, ci mancavano i terroristi con la pensione.

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La censura di Repubblica sui dati del PIL e del deficit nell’Eurozona

19 01 2009

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Sono le 12 e in rete il sito di un famoso quotidiano sta facendo un’incredibile censura per fini politici. I dati di previsione sul PIL e sul deficit (con relativo sforamento in vari casi) sono usciti da più di un’ora e c’è un tentativo penoso di nascondere i dati degli altri paesi
Repubblica concentra l’analisi solamente sull’Italia, dimenticando di citare i risultati degli altri paesi europei

Nel 2009 il deficit pubblico italiano dovrebbe salire di nuovo oltre i parametri di Maastricht: dal 2,8% precedentemente stimato al 3,8%. La cifra è contenuta nelle previsioni intermedie pubblicate oggi dalla Commissione europea. E anche il debito sale alle stelle

Insomma dall’articolo traspare che la situazione italiana è la peggiore d’Europa e che il deficit pubblico nel 2009 è disastroso rispetto agli altri paesi

Invece il Corriere più correttamente fa un confronto con l’Europa

Primo dato: la Commissione Ue rivede drasticamente al ribasso le sue precedenti stime di crescita dell’economia europea e prevede per il 2009 un crollo del Pil (prodotto interno lordo) a quota -1,9%. Bruxelles, comunque, spera che la ripresa possa manifestarsi già entro la fine dell’anno, e prevede che il 2010 si chiuderà con un +0,4%. Tra i principali Paesi della zona euro, la Germania chiuderà il 2009 a quota -2,3%, la Francia -1,8% e la Spagna, come l’Italia, a -2%.

DEFICIT – La recessione, riducendo il Pil, fa schizzare in alto proporzionalmente i deficit pubblici dei paesi dell’eurozona (4,0% del Pil) e dell’Ue nel complesso (4,4%). Secondo le stime, fra i membri dell’euro il deficit più alto rispetto al Pil è quello dell’Irlanda (11,0%), che già nel 2008 era a 6,3%. Ma le previsioni sul deficit (vale a dire la spesa pubblica non coperta dalle entrate) sono molto oltre la barra del 3% anche per la Spagna (6,2%), la Francia (5,4%), e il Portogallo (4,6%). Sforamento, ma più lieve, anche per l’Italia (3,8%) e la Grecia (3,7%), mentre restano vicini ai limiti di Maastricht la Germania (2,9%) e il Belgio (3%). Fuori dall’eurozona, la caduta più impressionante è quella del Regno Unito (8,8%), ed è significativo anche il dato della Romania (7,5%). Va male anche per la Lituania (6,3%), mentre gli altri due Paesi baltici restano

Insomma incredibile censura (almeno per il momento) della Pravda Repubblica che cerca di nascondere il fatto che l’Italia ha uno degli sforamenti più bassi dell’eurozona, nettamente minore rispetto a paesi come Regno Unito, Francia e Spagna.

E il PIL scende come nella media europea. Niente di cui vantarsi ma evidentemente l’azione del governo non è stata negativa se sforiamo molto meno degli altri.

Complimenti a Repubblica per l’ennesimo esempio di informazione truccata pro sinistra.

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