Quasi il 60% degli italiani è (giustamente) favorevole alle unioni gay

1 02 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

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Riportiamo sempre dal rapporto Italia dell’Eurispes

Cadono i tabu’ morali sull’omosessualita’. Il 58,9% degli italiani si dice favorevole ad una forma di riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali.

Lo dice il “Rapporto Italia 2009″ dell’Eurispes, che rispetto all’indagine fatta nel 2003 registra un aumento dei favorevoli di quasi otto punti percentuali. Ma c’e’ altro. “La maggioranza degli italiani (52,5%) – dice l’Eurispes -, afferma di considerare l’omosessualita’ una forma di amore come l’eterosessualita’”, e meno di un italiano su 10 (9,3%) la considera immorale.

Soddisfazione del Mario Mieli
I dati Eurispes “dipingono un’Italia, quella delle gente comune, che e’ molto piu’ vicina a gay, lesbiche e transessuali di quanto non lo siano la politica ed il governo di questo Paese, e questo nonostante le continue prese di posizione omofobe delle gerarchie vaticane oltretevere”. E’ il commento del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.

Il Circolo registra con soddisfazione quanto emerso dal Rapporto e ravvisa, nelle variazioni percentuali rispetto al precedente rapporto, il “meritevole lavoro delle associazioni glbt che operano sul territorio e che, a volte con notevole sforzo organizzativo, continuano nel loro lavoro di richieste di pari diritti per tutti/e”.

Gli italiani sono molto più avanti della loro classe dirigente e ormai, nel 2009, hanno superato in gran parte i vecchi tabù. Se in Parlamento è fantascienza immaginare che possa essere approvata qualsivoglia legge sulle unioni civili fra persone dello stesso sesso (unioni civili, partnership registrata, Pacs, Cus, Dico, Didoré), nella società la maggioranza è favorevole a un riconoscimento pubblico per due uomini o due donne che vivono insieme uniti da un legame affettivo. Non mi aspettavo molto dal centrodestra, da questo versante, ma la chiusura ideologica anche al tentativo dei Didorè è un errore enorme. L’Italia è molto più avanti su questi temi dei nostri politici (di entrambi gli schieramenti), è un fatto ormai innegabile

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Eurispes: sistema Italia tiene e può esserci la ripresa

1 02 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

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Venerdì è stato presentato il rapporto annuale dell’Eurispes.

Sull’economia questo il suo responso

Secondo l’Eurispes, che oggi ha presentato il suo rapporto annuale, si stanno realizzando le premesse perché l’economia italiana si riprenda già quest’anno, nonostante la crisi globale.

“Negli ultimi mesi gli italiani sono stati bombardati da una quantità enorme di messaggi diffusi dai media su una crisi che avrebbe dovuto scuotere dalle fondamenta il nostro sistema economico, finanziario e produttivo – scrive nelle sue considerazioni sul Rapporto Italia 2009 il presidente dell’istituto, Gian Maria Fara – A poco sono serviti gli inviti alla calma delle nostre massime Istituzioni e rapidamente si è creata un’atmosfera di panico e di angoscia che fortunatamente ha subito lasciato il posto al realismo e a una serena osservazione dei fatti”.

Per l’istituto di ricerca, infatti, “L’Italia sta attraversando la tempesta finanziaria mondiale senza subire colpi irreparabili. Il sistema tiene bene“.

I difetti del sistema produttivo italiano sono “punti di forza e di resistenza di fronte alla crisi”, dice il rapporto, che cita “un sistema bancario a cavallo fra innovazione e tradizione, la contenuta dimensione delle nostre imprese, una rilevante economia sommersa”.

Per l’Eurispes, al Prodotto interno lordo ufficiale italiano “che supera i 1.500 miliardi” di euro, va aggiunto un Pil “sommerso” che ammonterebbe al 35% circa, vale a dire a 540 miliardi di euro.

Insomma, “si stanno creando le premesse per un 2009 in cui l’Eurispes… vede l’economia italiana in ripresa“, anche se i suoi problemi sono “di carattere strutturale” e non legato alla crisi finanziaria globale e ai suoi effetti sulla cosiddetta “economia reale”.

“Quando il sereno tornerà, troverà un campo ripulito dalle inutili e dannose sovrastrutture finanziarie e ci riconsegnerà un sistema di intermediazione più votato al finanziamento dello sviluppo che alla finanza creativa”, conclude il Rapporto.

Secondo la Banca d’Italia, che ha diffuso le sue ultime stime lo scorso 15 gennaio, l’economia italiana resterà in recessione per tutto il 2009, con un calo del Pil del 2% mentre si riprenderà nel 2010 con un +0,5%.

Quasi identiche le stime della Commissione europea , che indicano un -2% nell’anno in corso e +0,3% l’anno prossimo.

Insomma le previsioni non sono negative come si immaginava, il sistema Italia tiene. Di certo serve maggior coraggio per delle riforme strutturali, non basta sperare negli eventi, bisogna intervenire nuovamente e più a fondo.

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