IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE
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Annuncia il senatore Marino in mattinata
Se passa il disegno di legge della maggioranza sul testamento biologico così com’è “sarà necessario lanciare un referendum abrogativo. Faremo di tutto per cambiare il ddl Calabrò e se dovesse essere approvato, faremo di tutto perché quella legge venga cancellata al più presto. Sul tema dei nostri diritti civili che sono messi in discussione sarà necessario lanciare il referendum così si vedrà se valgono di più le parole di 400 parlamentari o del 90 per cento degli italiani. Credo che per molti sarà un brusco risveglio
Ma immediata arriva la replica assolutamente contraria delle componenti cattoliche e margheritine del PD
Dichiara la Bianchi (che ha tra l’altro sostituito Marino in commissione suscitando enormi polemiche)
Stimo il collega Marino ma credo che parlare oggi di referendum sia un grave errore. Spostare lo scontro dalle aule delle Camere e portarlo nelle piazze significa alimentare uno scontro sbagliato fra due radicalismi. Abbiamo giustamente protestato contro il governo perche’ voleva, con un decreto legge, spogliare il Parlamento delle sue prerogative. Il Senato deve iniziare ora ad esaminare un disegno di legge e invece di invocare gia’ uno scontro popolare dovremmo impegnarci tutti per approvare una buona legge”. Il referendum, rischia di essere uno spauracchio dietro il quale nascondere le nostre responsabilita’ istituzionali
Anche la Bindi è fermamente contraria
In politica le subordinate non si annunciano finche’ si lavora alla principale. Parlare ora di referendum e’ un regalo a chi non vuole fare la fatica di definire una buona legge sul fine vita. Il Pd non puo’ sottrarsi alla responsabilita’ di lavorare ad un testo che sia il piu’ possibile condiviso e non credo voglia lasciare alla sola maggioranza l’onere di legiferare, tanto piu’ in materie cosi’ complesse e delicate. Sarebbe pessimo, poi, se si cercasse per questa via una sorta di rivincita al referendum sulla Legge 40. E invece proprio l’esito di quel referendum dovrebbe consigliare tutti a maggiore saggezza e prudenza
E pure Letta (che avrebbe votato sì al decreto su Eluana) non è d’accordo
Anche Enrico Letta, parlando a Napoli, ha detto che “bisogna abbandonare lo spirito di crociata” e cercare “convergenze sulla base di testi condivisi”
Insomma pare proprio che l’idea di un referendum sia fortemente non condivisa nel PD. E meno male che Veltroni aveva lodato il PD per la sua linea forte e orientamento prevalente
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