Penati, pres. provincia di Milano (PD): “Sì alle ronde, metto subito a disposizione i fondi”

20 02 2009

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Annuncia il presidente della Provincia di Milano, Penati (PD)

La Provincia di Milano metterà fondi per 250mila euro a disposizione dei sindaci per finanziare progetti per la sicurezza: “Siamo pronti a utilizzare le possibilità offerte del decreto legge sulla sicurezza“, ha detto il presidente della provincia di Milano Filippo Penati dopo l’approvazione da parte del consiglio dei ministri del decreto legge sulla sicurezza che contiene le norme anti-stupro.

“Già la settimana prossima – aggiunge Penati – la giunta provinciale approverà lo stanziamento di questa cifra per l’apertura di un bando rivolto ai Comuni che vorranno utilizzare associazioni di polizia e carabinieri in congedo, così come previsto dal decreto, per progetti di sicurezza sul territorio come il presidio dei parchi e delle zone a rischio”.

“L’utilizzo del personale in congedo di polizia e carabinieri – continua Penati – preziose risorse disponibili, garantisce che le attività di presidio sul territorio siano svolte in modo equilibrato, consapevole e professionale”. I fondi potranno coprire fino al 30% del costo dei progetti.

Finalmente qualcuno della sinistra intelligente. Immagino già i mal di pancia da parte della sinistra più buonista e lassista, quella che mette sul piedistallo i diritti dei criminali e se ne frega delle paure e dei danni subiti dalle vittime.

Per l’ennesima volta si è fatto un polverone incredibilmente stupido su una buona norma, soprattutto nell’ultima forma, che c’è in tantissimi paesi del mondo, a partire dal civilissimo Giappone.

Inoltre vorrei ricordare che in molte città d’Italia agiscono i City Angels che fanno controlli anti-crimine e solidarietà per le città e sono lodatissimi dalla gente e dalle amministrazioni

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Si al decreto anti-stupri. Ottimo intervento!

20 02 2009

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Il CDM ha approvato il decreto anti-stupri.

Nel particolare prevede

Ergastolo in caso di omicidio commesso in occasione dei delitti di violenza sessuale e ”possibilita’ per i sindaci di avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati”, tra cui ex rappresentanti delle Forze dell’ordine o Polizia municipale. Sono, questi, alcuni dei punti del decreto anti-stupri approvato in 12 articoli dal consiglio dei ministri. Il provvedimento introduce inoltre il gratuito patrocinio esteso a tutte le vittime dei reati di violenza sessuale; l’allungamento dei tempi di trattenimento fino a sei mesi degli stranieri irregolari nei centri di indentificazione ed espulsione; modifiche al Codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario. Quanto al Cpp, si estende l’obbligatorieta’ della custodia cautelare in carcere per i delitti di prostituzione minorile, pornografia minorile, iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile. Si prevede inoltre l’arresto obbligatorio in flagranza per violenza sessuale con possibilita’ di procedere con rito direttissimo e processo entro le 48 ore. Intervenendo sull’ordinamento penitenziario invece, limita l’applicazione dei benfici penitenziari previsti dalla legge Gozzini ai condannati per i delitti di violenza sessuale, atti sessuali con minorenni, violenza sessuale di gruppo. Il decreto si occupa anche del Controllo del territorio. L’art.6 prevede infatti, ”ai fini dell’attuazione di un piano straordinario di controllo del territorio”, tra l’altro, l’immediata assegnazione al ministero dell’Interno di risorse fino a 100 milioni di euro; l’assunzione di circa 2500 unita’ di personale delle Forze di Polizia; l’uso da parte dei Comuni di sistemi di video-sorveglianza in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Quanto alle cosiddette ‘ronde’, ”le associazioni di cittadini sono iscritte in apposito elenco a cura del Prefetto”. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto approvato oggi, il ministro dell’Interno emanera’ poi un altro decreto per determinare ”gli ambiti operativi” e ”i requisiti per l’iscrizione all’elenco”. Dall’articolo 7 al 12, il testo introduce infine il ”nuovo delitto di ‘atti persecutori’, il cosiddetto ‘stalking”’ e lo punisce con la ”reclusione da sei mesi a quattro anni. La pena puo’ aumentare se il fatto e’ commesso dall’ex partner o nei confronti di soggetti particolarmente vulnerabili’‘. La norma, oltre a obbligare a una maggiore informazione sui centri antiviolenza, istituisce infine un numero verde a favore delle vittime.

Sempre in merito ai benefici e aggravanti

No ai benefici della Gozzini per i condannati. Il provvedimento prevede la custodia cautelare in carcere obbligatoria per chi è accusato di stupro, no ai benefici della Gozzini per i condannati (niente permessi premio, né assegnazione al lavoro esterno o misure alternative alla detenzione), aggravanti contro gli autori di violenza sessuale di gruppo, nei confronti di minori (il limite d’età della vittima prima del quale scatta l’aggravante viene portato da 14 a 16 anni) e se a stuprare è un parente o un insegnante. Previsto anche l’ergastolo per coloro che si rendono responsabili di omicidio dopo la violenza sessuale e il gratuito patrocinio per le vittime. Previsto un Piano straordinario di controllo del territorio, con risorse fino a 100 milioni di euro per allestire un sistema più efficace di presidio e per l’ampliamento degli organici delle forze dell’ordine, finanziato dalle risorse oggetto di confisca versate nel bilancio dello Stato. Saranno circa 2.500 le assunzioni.

Berlusconi ha inoltre spiegato

Il premier a tal proposito ha voluto sottolineare che il governo ha fatto ricorso alla decretazione d’urgenza con le misure per la prevenzione e il contrasto delle violenze sessuali «in seguito al grande clamore suscitato da recenti episodi» di cronaca. Tuttavia, «rispetto agli anni 2006 e 2007, nel 2008 c’è stato un calo intorno al 10% degli episodi di violenza, anche nella città di Roma, perchè c’è stato un pattugliamento più diffuso delle zone pericolose anche con l’utilizzo dei militari», ha detto il Cavaliere.

Vogliamo proprio vedere se la sinistra riuscirà a votare no anche a questo intervento. Nel caso lo facesse crollerebbe al 10%

In ogni caso intervento tempestivo, popolare e fortemente corretto del governo. Non come il governo Prodi che dopo il caso Reggiani non riuscì per mesi a fare un decreto sicurezza (uno in particolare fu dichiarato decaduto per errori al suo interno)

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