Franceschini pensava ai licenziati de L’Unità?

4 03 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

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Non è che Franceschini con la sua proposta demagogica sui licenziati in realtà pensasse alla situazione de L’Unità?

Leggiamo

Mercoledì l’Unità non sarà in edicola: è il primo sciopero della nuova era del quotidiano, quella iniziata con Renato Soru e Concita De Gregorio. Una crisi scoppiata come un fulmine a cielo sereno e che riporta il giornale in uno stato di incertezza profonda: le speranze della redazione si sono infrante contro l’indisponibilità dell’editore a immettere denaro fresco nelle casse del quotidiano. A questo punto occorrerebbe un altro investitore ma, nel frattempo, la Nie (Nuova iniziativa editoriale, società editrice del giornale) ha presentato un piano di abbattimento dei costi respinto dal Cdr. Ma, sottolinea la proprietà, in assenza di interventi drastici si rischia il fallimento.

e ancora

Il giornale fondato da Antonio Gramsci non trova pace. L’ingresso di Renato Soru come editore sembrava potesse favorire una soluzione alla crisi. La nuova stagiona targata Concita De Gregorio stava dando – dicono – anche qualche frutto sul piano delle vendite. Poca cosa evidentemente se poi non c’è il supporto adeguato sul piano pubblicitario e non solo.

Il non solo doveva venire dalle tasche dell’ex governatore della Sardegna che, evidentemente, dopo la batosta elettorale non sembra più tanto predisposto al “sacrificio” per la storica testata del Pci, oggi del Pd

Da qui il rischio che la società editrice chiuda i battenti per fallimento, a meno che l’imprenditore sardo non torni sulla sua decisione sganciando – stando a quanto si apprende – circa 6milioni come quota di ricapitalizzazione. In alternativa esisterebbe un piano che prevede “la chiusura di alcune redazioni locali, il taglio della foliazione, la riduzione del numero dei collaboratori e dei loro compensi e, infine, un taglio del 40% degli stipendi per tutti i dipendenti rimasti dopo la cura, giornalisti compresi”.

Soru si difende

“C’è una crisi dell’editoria in tutto il mondo di cui dobbiamo essere consapevoli. L’Unità non è da meno. C’e’ da ristrutturare e gli amministratori stanno lavorando”

e intanto pare all’orizzonte un nuove giornale, diretto dall’ex direttore Padellaro, dal nome Il Fatto

Proprio mentre scoppia la crisi de l’Unità, con l’annuncio di un piano “lacrime e sangue” che porterà a tagli e alla chiusura di intere redazioni locali (a partire da quella milanese), l’ex direttore Antonio Padellaro prepara la riscossa.
“Silurato” nei mesi scorsi e sostituito da Concita De Gregorio dopo l’acquisizione da parte di Renato Soru del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, Padellaro – assicurano i bene informati – si prepara a tornare in edicola a breve come direttore de Il Fatto, nuovo giornale che avrà proprio lo scopo di fare concorrenza all’Unità, mirando a raccoglierne l’eredità.

Il progetto è stato pensato e seguito da Padellaro, che già all’indomani della sua “cacciata” dall’Unità si era messo alla ricerca di un potenziale editore. Che ora sarebbe stato trovato, anche se per il momento non esce allo scoperto.

Insomma già al capolinea l’avventura di Soru? L’obama sardo aveva comprato il giornale solo per la disastrosa campagna elettorale delle regionali?

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