Il Pd candida una ex del Grande Fratello alle amministrative!

7 05 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

IL NUOVO INDIRIZZO DEL SITO E’ http://www.ilfazioso.com

Dopo le veliste alle europee, le schedine a Firenze il Pd non si fa mancare nulla e presenta il pezzo grosso: una ex del Grande Fratello!

E’ proprio così! Cosa importano le critiche ipocrite al velinismo? Il Pd è fiero delle sue candidature di qualità. E a conti fatti il velinismo risulta a questo punto prerogativa del partito di Franceschini

Ma torniamo al fatto. Alle amministrative di Campobasso il Pd candida una ex del Grande Fratello

Questo Pd sarà pure ancora non del tutto venuto alla luce, ma intanto candida quella che, se fosse stata messa in lista da Silvio Berlusconi, sarebbe certamente passata per una velina. Si tratta di Teresa Stinziani, ventottenne di Salcito, in campo per le Amministrative molisane. Teresa si era piazzata seconda al “Grande Fratello 8”, solo un anno fa.Ma da sempre è stata una pasionaria della politica, con le tessere del Pds prima e del Pd poi. Ora lotterà al fianco di Augusto Massa, candidato del centrosinistra per la poltrona di sindaco a Campobasso.

La povera ragazza prova a giustificare la sua provenienza

“Ho sempre detto che con il mondo della televisione e con tutto quello che c’è dietro non volevo avere nulla a che fare”, si difende Teresa. “Dopo l’esperienza al ‘Grande fratello’ sono tornata a vivere a Campobasso, dove tanti anni di Lega Coop ho creato una cooperativa tutta mia e dove lavoro come consulente tributaria”. Ha promesso di voler fare “qualcosa di utile” per la sua città, ma in attesa di essere ricordata come valida amministratrice, per tutti rimane l’ex concorrente del “GF”. Con buona pace del neonato Partito democratico.

e ancora

Sono una donna, sono giovane e sono da tempo impegnata nel settore delle cooperative, oltre a sentire dentro i temi sociali, della disabilità, delle tutela delle persone deboli

W l’ipocrisia del Pd. All’appello a questo punto, dopo le schedine e le gieffine, mancano solo le veline.

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Quando il velinismo è produttivo

7 05 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

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Segnalo un mio articolo che è stato pubblicato ieri dal quotidiano online “Il Legno Storto”

In questi giorni si sono sprecate le polemiche sulle candidature per le europee e in particolare sulle liste del Pdl.
Interventi scandalizzati e critiche durissime si sono susseguite sui più importanti quotidiani nazionali. Le osservazioni si riducono spesso allo stesso argomento: le presunte “veline” non sarebbero preparate e la scelta delle candidature per un’elezione dovrebbe essere più oculata e all’interno di una platea di aspiranti con certe credenziali e un buon pedigree politico.
Insomma l’accusa è mirata principalmente a chi viene dallo spettacolo e che per colpa di esso non sarebbe in grado né addirittura potrebbe fare politica. Però stranamente l’accusa è solamente mirata alle donne (magari di bell’aspetto) mentre ai “velini” maschi senza particolari competenze non si dice mai nulla. Senza contare che coloro che gridano allo scandalo candidano poi i vari Badaloni, Marrazzo, Gruber, Santoro, Pionati e Sassoli che in fin dei conti non possono essere definiti metaforicamente dei velini anch’essi?
E tornando alle candidature è così tanto peggio una velina di una velista come la Sensini, candidata dal Pd. Quali sono le sue competenze? Quale bagaglio di proposte ha in serbo? Quale esperienza politica può portare all’europarlamento? Probabilmente, facendo i maliziosi, potremmo dire che sarà bravissima a dare lezioni di surf agli eurodeputati, se ci mettessimo nella scia dei criticoni a senso unico.
E potremmo allungare la lista con la bella e giovane ex hostess candidata dall’Italia Dei Valori, Maruska Piredda.
O che dire di un Cofferati che non si è ricandidato a sindaco perché doveva badare al figliolo ma poi diventa capolista per le europee dopo pochi mesi. E meno male che in un’intervista aveva detto che se si fosse candidato alle europee lo avremmo potuto chiamare ciarlatano. E’ meglio lui della Matera?
O lasciando le eurocandidature perchè se Renzi candida una schedina della Ventura alle comunali a Firenze possiamo parlare di grande innesto politico mentre se la schedina fosse stata di centrodestra sarebbe rientrata nella formula “Mignottocrazia” di guzzantiana memoria?
Insomma sarebbe troppo facile concentrarsi su quest’ipocrisia ormai conclamata.
E nessuno ovviamente che osi dire che le eventuali veline dovrebbero e dovranno essere giudicate per quello che faranno (se eventualmente elette).
Il caso più eclatante è costituito dal ministro Carfagna. Il suo lavoro al Ministero delle Pari Opportunità finora è stato soddisfacente?
Di sicuro uno degli atti del ministro che più ha avuto impatto è stata la legge sullo stalking.
Presentato all’interno del decreto legge anti-stupri (in vigore dal 25 febbraio) il testo introduce il “nuovo delitto di ‘atti persecutori”, il cosiddetto “stalking”’ e lo punisce con la “reclusione da sei mesi a quattro anni. La pena può aumentare se il fatto è commesso dall’ex partner o nei confronti di soggetti particolarmente vulnerabili’‘.
Il colpevole di stalking è definito come “chi minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”
La legge si è rivelata un immediato successo, già nei successivi venti giorni dall’entrata in vigore ci sono stati in tutta Italia una quarantina di arresti.
D’altronde il problema stalking non è affatto da sottovalutare: secondo i dati
dell’Osservatorio nazionale stalking tra il 2002 e il 2007 circa il 20% degli italiani sono state vittime di atti persecutori.
Il punto non è la bontà dell’atto legislativo o almeno non solo. Ci si chiede come mai in 7 anni di maggioranza di centrosinistra (dal 1996 al 2001 con i governi Prodi I, D’Alema I, D’Alema II, Amato e dal 2006 al 2008 con il Prodi II) i 4 ministri delle Pari Opportunità che si sono avvicendate sulla stessa poltrona non siano state in grado di far approvare questi 5 articoli di legge.
Una legge sullo stalking con i governi di centrosinistra non è mai arrivata al consiglio dei ministri né è mai approdata in Parlamento.
Possiamo dire che il ministro Carfagna è stata nettamente più produttiva in 8 mesi presentando il ddl anti-stalking in Consiglio dei Ministri e poi velocizzandolo con l’inserimento nel dl anti-stupri di ben 4 ministri del centrosinistra (nel particolare Finocchiaro, Balbo, Bilello e Pollastrini)?
Si può dire che quattro donne portatrici di quel bagaglio di competenze politiche, che mancherebbero alle veline accusate, non sono riuscite in anni dove invece ha avuto successo la Carfagna proveniente dallo spettacolo?
E si può dire che ha fatto molto più per le donne una “ex velina” di ben 4 donne con una vasta esperienza parlamentare?
E allora di che stiamo parlando?








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