Modello Udc: vendersi al miglior offerente

11 05 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

IL NUOVO INDIRIZZO DEL SITO E’ http://www.ilfazioso.com

Segnalo un mio articolo pubblicato dal quotidiano online “Il Legno Storto”

La strategia dell’Udc, in vista delle prossime elezioni amministrative, potrebbe sembrare all’osservatore distratto abbastanza confusa. In realtà nella sua palese ambiguità risulta chiarissima.
Il partito di Casini che, durante la campagna elettorale per le politiche del 2008, auspicava un sostanziale pareggio per ottenere poi la favorevole posizione di ago della bilancia, propone in ambito locale la stessa strategia: cercare di ottenere il massimo attuando una politica delle mani libere. La formazione centrista riesce con estrema tranquillità, e quasi facendosi un vanto della propria posizione ondivaga, a gestire alleanze o ad andare da soli nelle stesse realtà locali. In Lombardia governa con il centrodestra al Comune di Milano e in Regione ma si presenta in autonomia al primo turno delle provinciali del capoluogo.
L’obiettivo è semplicissimo: diventare decisivo in un eventuale ballottaggio e quindi cercare di ottenere più poltrone possibile da una delle due coalizioni, in cambio del proprio appoggio.
Casini vuole prendere il massimo sull’intero territorio nazionale scegliendo di volta in volta con chi allearsi. Prova ad allacciare rapporti a Firenze con Renzi (che quasi sicuramente appoggerà in caso di secondo turno), si allea con il centrodestra in Campania, si presenta con il centrosinistra in Trentino e altrove gioca la carta della corsa solitaria al primo turno, soprattutto dove spera di diventare essenziale in caso di ballottaggio.
Il bello di questa manovra ambigua è che l’ammiccamento casiniano produce risultati nei due schieramenti.
Per i democratici l’opzione alleanza con l’Udc (anche e soprattutto in previsione delle prossime politiche) non è più soltanto un’intenzione soltanto sussurrata. I margheritini del Pd la prospettano con convinzione e lodano apertamente il modello vincente trentino (anche se l’Udc alle comunali di Trento ha preso la miseria del 3%). Casini finisce per non essere attaccato ma piuttosto corteggiato nonostante il suo gioco al limite della scorrettezza politica (perché gli elettori difficilmente capiscono quest’anarchia nelle alleanze) .
Il Pdl, anche dove ha posizioni di forza inattaccabili, fatica a denunciare l’incoerente strategia dei centristi. Timidamente in Lombardia qualcuno lancia un ultimatum del tipo “uniti alle elezioni o fuori dalle giunte”. Ma la paura di ottenere meno voti complessivi sembra ancora essere più forte della chiarezza e del rispetto del progetto politico che ha dato vita al Pdl.
Il centrodestra, nonostante sondaggi ultrapositivi e una sinistra in coma ormai perenne, non ha il coraggio di attaccare con la durezza che si meriterebbe la disinvoltura opportunistica di chi passa da destra a sinistra, dove più conviene.
E intanto l’Udc costruisce le sue posizioni a macchia di leopardo, pubblicizzandosi come forza seria e coerente. In questo panorama politico di leoni, chi avrà la forza di denunciare e mettere alla porta i fautori della strategia del miglior offerente?

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One response

11 05 2009
ginulfo

Un po’ come Mastella….

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