Candidato sindaco di centrosinistra a Casarano è indagato per truffa

29 05 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

IL NUOVO INDIRIZZO DEL SITO E’ http://www.ilfazioso.com

De Masi è il candidato di centrosinistra per le comunali a Casarano, appoggiato da otto liste (Partito Democratico, Casarano città di valori, Casarano Sempre, Con Ivan De Masi sindaco, Insieme per Casarano, Io Sud, Udc, Socialisti Democratici)

De Masi è indagato per truffa in merito ai finanziamenti della Legge 488 legate alla sua attività imprenditoriale





Terapia del dolore, morfina in farmacia con la ricetta grazie al centrodestra

29 05 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

IL NUOVO INDIRIZZO DEL SITO E’ http://www.ilfazioso.com

Un decreto del viceministro Fazio liberalizza la vendita delle medicine che alleviano le sofferenze dei malati…

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA QUI





Penati (Pd) paga la sua propaganda con i soldi della provincia e viola la par condicio

29 05 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

IL NUOVO INDIRIZZO DEL SITO E’ http://www.ilfazioso.com

Filippo Penati (Pd) presidente della provincia di Milano e candidato per la riconferma alle prossime provinciali ha violato la par condicio ed è stato redarguito dall”Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per aver usato i soldi della Provincia per la sua propaganda elettorale.

Penati ha violato la par condicio

Lo dice l’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che in risposta a un esposto di Bruno Dapei (Pdl) ha sancito che Palazzo Isimbardi non avrebbe dovuto far propaganda istituzionale in periodo elettorale. Sotto accusa alcune inserzioni pubblicitarie commissionate dalla Provincia. Il Garante ha stabilito che il sito della Provincia dovrà ora ospitare un messaggio che evidenzi le violazioni commesse.

In particolare

Spot televisivi, pubblicità a pagamento sui quotidiani e il “giornalino” patinato di Palazzo Isimbardi allegato a 450.000 copie del Corriere della Sera con 15 foto del Presidente/candidato.

La vicenda nasce da

da un esposto. Lo ha presentato al Corecom il 16 aprile il capogruppo del Pdl alla provincia, Bruno Dapei. Il consigliere cita la legge del 2000: vieta alle pubbliche amministrazioni ogni “attività di comunicazione” in prossimità del voto, a eccezione di quella “impersonale e indispensabile per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”. “Regola scattata il 3 aprile 2009, giorno della convocazione dei comizi elettorali per le europee” spiega Dapei. “Mentre Penati ha continuato a fare propaganda per sé, mascherandola da necessità istituzionale. Tutto con i soldi della Provincia di Milano. E non con i suoi, come era doveroso”.

Le infrazioni sarebbero 3

Le infrazioni riguarderebbero tre iniziative: un periodico, alcuni spot e una campagna pubblicitaria. La prima è La provincia in casa, trimestrale patinato che, storicamente, esalta le gesta della giunta di turno. Il numero di aprile strilla in copertina: “Le cose fatte dal 2004 al 2009″. Apre una lunga intervista a Penati, si prosegue con la posta del presidente, a seguire dettagliati resoconti degli assessori sugli obiettivi raggiunti. Per questo giornale l’amministrazione non ha lesinato: 23.880 euro per la grafica, 95.940 euro per stampare 250 mila copie in più dell’usuale, 59.362 euro per allegarlo ai settimanali, 75.730 per le varie ed eventuali. Totale: 254.912 euro. Tutte le delibere di spesa sono state approvate il 30 marzo. Il trimestrale è uscito il 15 aprile, “cioè 12 giorni dopo il silenzio elettorale. In palese contrasto con la legge sulla par condicio” accusa Dapei.
Il garante si è occupato anche dell’acquisto di pubblicità e trasmissioni andate in onda nelle tv locali tra fine gennaio e aprile inoltrato, per cui sono stati usati 121.968 euro.

In totale

negli ultimi tempi la Provincia di Milano, per propagandare il bene profuso durante il mandato, ha speso circa 608 mila euro (con i soldi dei cittadini)

Ovviamente Penati non si è ancora degnato di rispettare l’ordine dell’Autorità

Sono passati venti giorni da quando l’Autorità garante per le Comunicazioni ha sanzionato la Provincia di Milano per una campagna istituzionale oltre i tempi previsti fatta di annunci e di spot pagati con i soldi dei milanesi. La sanzione? Pubblicare sul sito web della Provincia la sentenza. Online però non c’è traccia. Filippo Penati e i suoi dirigenti spiegano di «avere a disposizione 60 giorni di tempo per presentare ricorso» e, quindi, «chiedere la sospensiva del provvedimento». E, allora, Bruno Dapei a nome e per conto del Pdl invita il Garante e il Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi a intervenire. «Appare evidente che l’interpretazione della Provincia ha una chiara funzione elusiva dell’ordinanza» e, poi, «spostare il termine di esecuzione a un periodo successivo alla conclusione della campagna elettorale significa, di fatto, far perdere la “funzione compensativa” voluta dal legislatore». Intanto, si attende anche il giudizio della Corte dei conti sul danno erariale commesso da Penati.

Insomma Penati non solo ha speso più di mezzo milione di euro dei contribuenti (io compreso visto che sono di Milano) per propaganda elettorale ma lo ha fatto anche violando la par condicio. Complimenti!








Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.