Dominici (Pd) diceva “Sono schifato dalla politica, la lascio” Risultato? Candidato alle europee

17 04 2009

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Le dichiarazioni di Dominici (sindaco in carica a Firenze) a inizio dicembre

Smetto. Finisco questo secondo mandato e a giugno lascio la politica. Schifato. Mi hanno proposto di fare il candidato alle Europee. Mi hanno proposto incarichi prestigiosi a Firenze. E a Roma. Io smetto

Risultato?

Il sindaco di Firenze Leonardo Domenici si candida per il Pd alle elezioni europee.

Notevole il tentativo di cercare di non vedersi bollato come novello Cofferati

Noto però tre differenze con la vicenda di Cofferati La prima è che le candidature “devono fare incontrare la volontà politica nazionale con ciò che viene espresso dai territori”. La seconda è che “Cofferati ha lasciato prima di tentare il secondo” mandato. Infine: “Quando ho detto ‘lascio tutto’, ho fatto un ragionamento politico, che si può sempre correggere, se cambia la situazione. Cofferati invece aveva parlato di una scelta personale

L’ennesima dimostrazione di coerenza sinistra





E’ ufficiale: Veltroni non sa contare!

29 06 2008

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Veltroni nell’intervista zerbinata di Repubblica di stamattina:
“Eppure, rispetto alle elezioni che avevamo vinto per modo di dire nel 2006, al Senato noi siamo cresciuti del 6%, alla Camera del 2%. Abbiamo il 34% dei voti”

Ma è veramente cosi?

-il pd non ha avuto il 34% dei voti nè alla camera (33.2%), nè al senato (33.7%)
-il pd non è cresciuto del 2% alla camera, infatti nel 2006 la lista ulivo (31.3%) + 1/2 rosa nel pugno=radicali (1.3%)= 32.6%
-il pd non è cresciuto del 6% al senato, infatti nel 2006 ds (17.2%) + margherita (10.5%) + 1/2 rosa nel pugno (1.2%) + repubblicani europei (0.1%) + l’unione con prodi (0.1%) = 29.1%

E’ patetico come Veltroni sia solito distorcere i numeri, non ci meravigliamo più di tanto visto che in campagna elettorale ci ha stancato con la più grande rimonta della storia per settimane (si è visto, infatti è stata la peggior sconfitta della sinistra italiana dal dopoguerra)

Ma poi ancora parla di buon risultato?
-distacco di 9.1% tra le due coalizioni
-il risultato al senato maggiore è dovuto solamente al voto utile, inoltre rispetto al 2006 c’è un guadagno solamente perchè ds e margherita in modo sciagurato andarono divise
-il suo risultato è stato talmente buono che ha prodotto le debacle successive di roma e della sicilia, di cui ovviamente non parla
-ha ottenuto cosi una buona percentuale che nel partito qualcuno lo vorrebbe mandare a casa

Veltroni sei una sòla!!! (Repubblica spiegherà in un prossimo articolo il significato)

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Penati e la giusta analisi della sconfitta del PD

7 05 2008

Segnalo alcune dichiarazioni del presidente della provincia di Milano, Penati (PD), politico che stimo e con cui spesso sono d’accordo su alcuni temi.

Decisivo, nell’analisi di Penati, il tema sicurezza, sul quale, “nel complesso non siamo credibili: qual è stato il nostro contributo? Prendiamo il pacchetto sicurezza. Prima doveva essere fatto con decreto, poi si decide che viene fatto con un ddl; poi succedono i fatti di Roma, con l’omicidio della donna, e viene riproposto il pacchetto, e vengono inserite, per accontentare tutte le componenti della maggioranza, la norme contro l’omofobia, ma il presidente della Repubblica non lo firma perché non ha i requisiti d’urgenza; viene ripresentato ma non si riesce a trovare la maggioranza per convertirlo in legge…”. Insomma, “non si tratta di riproporre le ricette della destra, ma evitiamo perlomeno di fare sciocchezze”.

Sul versante europeo, Penati fa notare che anche se “non deve essere messa in dubbio la scelta europeista, va fatta un’analisi critica su come stare in Europa con la schiena dritta. In Europa – osserva – che non è un convento di verginelle ma un coacervo anche di interessi nazionali, bisogna che ci sia qualcuno del centrosinistra pronto a difenderli”. In altre parole, secondo Penati, “non bisogna fare dell’idea europeista un feticcio altrimenti offriamo alla Lega territori che qui al nord sono sconfinati”. Basta quindi ad porsi come quelli “che difendono l’Europa comunque e sempre. Anche quando l’Europa per la nostra gente è la burocrazia che fissa le dimensioni della zucchina e l’apertura delle frontiere che ci porta diecimila rom romeni nell’area metropolitana milanese.

Penati osserva inoltre che occorre “una riflessione programmatica nel partito. Prendiamoci tutto il tempo necessario, evitando di partire ancora una volta con uno scontro sulla leadership”. Ma non proponendo un pd del nord: “E’ sbagliato. Perché c’è una novità: due anni fa perdemmo le elezioni al nord e le vincemmo al sud, ora le abbiamo perse anche al sud. Quindi, secondo Penati, non c’è più una questione settentrionale. C’è bisogno che si attuino fino in fondo con larga autonomia quegli aspetti di federalismo che sono nello statuto del Partito democratico”.

Ha anche aggiunto che l’operato del governo Prodi e non soltanto della sua maggioranza è stato obiettivamente scadente. Insomma finalmente un’analisi che non autoassolve la politica del pd, trincerandosi dietro al modesto 33%, risultato dell’inghiottimento della sinistra arcobaleno (che dubito si riproporrà)

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Diritto di tribuna ai comunisti? NO!

5 05 2008

Il neo presidente del Senato, Schifani, se ne è uscito con una dichiarazione a favore della ricerca di una qualche forma di diritto di tribuna agli esclusi dal parlamento, come comunisti, verdi, socialisti. Una certa stampa di centrosinistra si è subito accodata e già si studia l’eventuale fattibilità della cosa.
Qui gli sviluppi della proposta

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=HZLBP

Capisco una certa preoccupazione di possibili rigurgiti di lotta nelle piazze senza i comunisti in parlamento ma se c’è una cosa universalmente riconosciuta da tutti che le elezioni del 13-14 aprile han regalato agli italiani è la riduzione dei partiti politici. Poi per noi di centrodestra la scomparsa dei comunisti è un sogno. Senza gli antistorici, conservatori, fuori dal mondo comunisti e i no a prescindere verdi l’Italia può solo ricevere effetti positivi. Non se ne sentirà la mancanza, è anche grazie a un loro certo modo di vivere la politica che l’Italia è alla deriva (prendendo spunto dal nuovo libro di Rizzo&Stella). E una volta che finalmente ce li siamo tolti dalle scatole, dobbiamo farli rientrare dalla finestra? Capisco l’intento bipartisan, anche un po’ da carità ai bisognosi e magari preventivo ma perchè diavolo dobbiamo salvare i compagni? Che hanno loro più degli altri?

Questo tipo di buonismo (in questo caso parlamentare) lasciamolo agli altri

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Grazie Walter

29 04 2008

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Pravda Repubblica e le sue bufale: “Berlusconi prenderà al massimo 160 senatori”

21 04 2008

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La nostra amata La Repubblica, gentilmente rinominata Pravda, ci offre spessissimo succose figure di m…. che quasi sempre finiscono nel dimenticatoio.
In una campagna elettorale in cui ha lodato Veltroni anche quando andava in bagno, ha parlato di miracolose rimonte inesistente, ipotizzato un senato ingestibile e parlato sempre male di Berlusconi un giorno se ne uscì con un sondaggio/analisi catastrofica per noi pidiellini.

Ricordiamo il titolo, tragicamente azzeccato: Senato, il grande pareggio
Ecco perché sarà ingovernabile

Ecco il link in tutto il suo splendore
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/sondaggi-2008/sondaggio-senato/sondaggio-senato.html
con tabella esplicativa, delirante a dir poco, in allegato
http://www.repubblica.it/speciale/2008/sondaggi_ipr/seggi_senato.html

Ed ecco alcuni passaggi leggendari
Un Senato difficilmente governabile. O meglio, un’assemblea di Palazzo Madama in cui il Pdl, nell’ipotesi più favorevole a Berlusconi e Fini, potrebbe raggiungere 160 seggi contro i 155 del complesso delle opposizioni (esclusi i 7 senatori a vita) e avere quindi una maggioranza molto risicata, probabilmente insufficiente a garantire la governabilità del Paese.
Infatti ne ha presi 174 eheheh

Da notare, infine, che in nessuna regione (stiamo sempre parlando del Senato) una delle due coalizioni maggiori arriverebbe a superare quota 55%. Nel 2006 questo era successo in Lombardia, Veneto e Sicilia (per il Polo) e in Emilia, Toscana, Umbria, Basilicata e Calabria (per l’Unione).

E infatti il pdl ha preso il premio in lombardia (4 extraseggi, non 1), veneto e anche campania

la prima parte dal presupposto che il Pdl conquisti tutte le regioni in bilico, tranne l’Abruzzo (tenuto dal Pd-Idv); in questo caso, la coalizione guidata da Silvio Berlusconi raggiungerebbe una maggioranza di 5 seggi (160 senatori contro 155 dell’opposizione).
E infatti il pdl ha vinto tutte le regioni in bilico

Ovviamente, lo studio ritiene più probabile che si verifichi una delle due ipotesi iniziali: o quella in cui il Pdl ha 160 seggi contro 155 o quella in cui ne ha 154 contro 161. Ma anche così si tornerebbe a un Senato poco diverso (a parti invertite) di quello che ha causato la crisi del governo Prodi. Senza contare che la maggioranza dei senatori a vita andrebbe ascritta all’opposizione.
LE COMICHEEEEEEEEEE

Insomma, a ricordo dell’imparzialità di La Repubblica, quest’articolo testimonierà per sempre la validità delle analisi di questo giornale.
Addirittura più scandalose di certi editoriali di Scalfari

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Crolla una convinzione della sinistra. Anche i laureati votano di più il PDL

19 04 2008

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Da repubblica.it
Il Pdl e la Lega stravincono fra commercianti e artigiani, imprenditori e casalinghe, persone con un titolo di studio inferiore. Ma battono il Pd, con diverse gradazioni, anche fra operai, laureati, adulti, anziani, uomini e donne……

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