Sbarchi clandestini: -89% da quando è attivo il trattato con la Libia

21 08 2009

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Da quando è attivo il trattato con la Libia (e sono iniziati i respingimenti) gli sbarchi sulle coste italiane sono crollati. Ecco una tabella….

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Le ronde furono inventate dal Partito Comunista nel 1945 (e ancora ora la sinistra le usa)

20 07 2009

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Le ronde, le tanto odiate ronde. La sinistra non le può sopportare e continua a criticarle in Parlamento (e fuori) quotidianamente. Ma le ronde sono esterne al dna della sinistra?

Secondo uno storico no

Le ronde? Furono inventate dal Pci, a Modena, subito dopo la fine della guerra. Ad affermarlo e’ il pubblicista e ricercatore Roberto Gremmo in un articolo che verra’ pubblicato sulla rivista ‘Storia ribelle’. Gremmo, basandosi su documenti custoditi dall’Archivio di Stato nei fascicoli della ”Divisione affari generali riservati” della Pubblica sicurezza, riferisce che l’idea di ”istituire squadre civili con il compito di collaborare al mantenimento dell’ordine” venne al segretario della Camera confederale del lavoro di Modena, Galavotti, dopo un attentato, il 5 novembre 1945, alla sede locale del partito comunista. Ricevuta la proposta da Galavotti, ”il prefetto Zanetti – scrive Gremmo – chiese un parere al governo e il 20 novembre il capo della polizia gli risposte sostenendo che ‘l’opera volontaria dei componenti i pattuglioni di vigilanza’ sarebbe stata gradita”. ”Il prefetto – aggiunge – riteneva che le squadre dovessero venir composte da cittadini di tutti i partiti”.

E quindi si venne a scoprire che le ronde sono pure un’invenzione sinistra

D’altronde l’incoerenza su questo tema non è solo storica ma molto attuale. Infatti

Anche il centrosinistra ha un’anima «rondista». Prima an­cora dell’approvazione del ddl sul­la sicurezza voluto dal centrodestra e in particolare dalla Lega, diverse amministrazioni guidate dal Pd hanno dato il via libera alle squa­dre di volontari per la sicurezza, per il presidio del territorio o per il decoro urbano. Appunto le ronde.

Nel particolare

Il laboratorio delle «ronde dolci» di centrosinistra è l’Emilia Roma­gna. Qui una legge regionale voluta dal governatore Vasco Errani nel 2003 ha spianato la strada alle asso­ciazioni civiche che mandano i vo­lontari davanti alle scuole, nei par­chi, addirittura nei cimiteri. anche in Emilia Romagna c’è chi nel Pd ave­va intravisto nelle ronde un aiuto al­la sicurezza: Sergio Cofferati, quan­do era sindaco di Bologna, nello scorso febbraio aveva affermato che i cittadini «possono dare un contri­buto al presidio del territorio», pur­ché le iniziative non assumano «co­lore o valenza politica».

E anche nella Lombardia domi­nata dal verde della Lega e dall’az­zurro del Pdl, ci sono stati ammini­­stratori di spicco del Pd che hanno aperto più di uno spiraglio alle ron­de: Filippo Penati, prima di perde­re la presidenza della Provincia di Milano, aveva stanziato 250 mila euro a favore dei Comuni del terri­torio per finanziare le associazioni di volontari. Una mossa, quella di Penati, che è andata oltre a quanto stabilito il governo, secondo il qua­le le ronde non devono gravare sul­le casse pubbliche.

E ancora in Liguria c’è il caso Al­benga: il sindaco Antonello Tabbò, centrosinistra, aspettando di poter installare decine di telecamere per la videosorveglianza ha lanciato una sorta di «ronde istituzionali». Lui stesso, insieme agli assessori della sua giunta e ai consiglieri di maggioranza, è sceso in strada di notte accompagnando nei pattuglia­menti polizia municipale e forze del­l’ordine, anche se con una valenza simbolica più che reale: «Per far sen­tire ai vigili e alla cittadinanza che siamo loro vicini nella lotta per la si­curezza ».

In Veneto Achille Variati, sinda­co di Vicenza, ha annunciato l’istitu­zione di una scuola per volontari della sicurezza. Flavio Zanonato, confermato alle ultime amministra­tive alla guida di Padova, già in pas­sato ha schierato i «nonni-vigili» davanti alle scuole e nei parchi

Al Sud almeno due sindaci di centrosinistra si sono detti favore­voli alle ronde: Michele Emiliano (Bari) e Vincenzo De Luca (Saler­no)

Insomma le ronde la sinistra le ha sempre sostenute a livello locale ma poi in parlamento è furiosamente contro. E’ legittimo essere contrari ma ci si aspetterebbe che un pensiero piuttosto unitario a livello nazionale si prefigurasse uguale anche sul territorio. E la realtà dice altro. La solita coerenza sinistra





Amarcord: quando D’Alema gioiva per l’indulto

17 07 2009

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La sinistra sui temi della sicurezza. Un po’ di amarcord non fa mai male

So che mi fischierete ma io ho votato a favore sull’indulto e l’ho fatto con gioia. Io sono uno di sinistra, vicino ai poveracci e dico: valeva la pena fare questo compromesso

Ricordiamo che l’indulto è stato l’unico atto legislativo sui temi della sicurezza e criminalità del governo Prodi e che ha prodotto una recrudescenza dei reati tra fine 2006 e tutto il 2007. Emergenza sicurezza che non fu mai affrontata dal centrosinistra (non che sia una novità) nemmeno quando a chiederlo fu Veltroni dopo l’atroce delitto Reggiani





Il successo dei respingimenti

16 07 2009

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Dal Magazine del Corriere della Sera (n.27 – 9 luglio 2009) a pagina 55

Nel centro espulsioni di Lampedusa non c’è più nessuno, poche decine le persone rimaste in quelli di Bari o Trapani. Da maggio le nostre navi hanno riportato in Libia centinaia di disperati. E ora c’è anche il pacchetto sicurezza.

All’inizio dell’estate 2008, il flusso era ininterrotto e capace di finanziare un’industria molto fiorente: piccoli armatori, intermediari, scafisti improvvisati, agenti libici corrotti, basisti di stanza in Italia. Che fine ha fatto tutto questo?

Le statistiche del ministero degli Interni, dopo la svolta di maggio, evidenziano un grande vuoto. Dal 1 gennaio al 24 giugno il numero degli immigrati sulle nostre coste si è ridotto al minimo: 57 in Calabria, 50 in Puglia, 199 in Sardegna e appena 7064 in Sicilia. E così a fine giugno le presenze nei Cie (ex Cpt) non superavano quota 1207. Il dato più eloquente è quello di Lampedusa: 0 presenze di mmigrati clandestini sull’isola. Ma anche negli altri Cie gli effetti della svolta si sono fatti sentire subito: 103 a Bari, 76 a Bologna, 97 a Caltanissetta, 55 a Catanzaro, 94 a Crotone, 196 a Gorizia, 93 a Milano, 56 a Modena, 79 a Torino e 43 a Trapani. Numeri fuori dalle medie stagionali degli sbarchi.

Alla faccia della crudeltà, delle norme razziali, del flop politiche sull’immigrazione clandestina. Ecco i risultati per chi dal basso della propria politica nullafacente, buonista e lassista sa solo starnazzare





Sicurezza: crollo delle rapine in esercizi commerciali -25%

16 07 2009

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Nei primi mesi del 2009 sono calate nettamente le rapine negli esercizi commerciali

Sono calate del 25% le rapine agli esercizi commerciali tra gennaio e aprile 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008, afferma Maroni.Queste rapine, sottolinea il ministro dell’Interno, sono passate da 3.198 a 2.419.

Ricordiamo con nostalgia i bei tempi prodiani quando aumentavano reati come rapine e stupri e il governo era sempre cosi veloce nel produrre provvedimenti per arginare gli allarmi. Erano talmente bravi che riuscivano nell’impresa di far decadere l’unico decreto prodotto sulla sicurezza per errori al suo interno.

Ci manca quella serietà al governo





Approvato dalla Camera il ddl sulla violenza sessuale, pene più severe per gli stupratori

14 07 2009

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Approvato dalla Camera (ora passerà al Senato), con voto bipartisan, il nuovo ddl sulla violenza sessuale.

In cosa consiste?

IL REATO – Viene punito con il carcere da sei a 12 anni chiunque “con violenza, minaccia o abuso di autorità costringe” una persona a compiere o a subire atti sessuali. Alla stessa pena soggiace chi induce a subire o a compiere atti sessuali abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della vittima.

LE AGGRAVANTI – La pena passa da sette a 15 anni se il fatto é compiuto nei confronti di minori di 16 anni; con uso di droghe o alcolici; da una persona travisata o che si spaccia per un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio. Uguale é l’aggravante per la violenza su persona sottoposta a limitazione della sua libertà personale o su donne in gravidanza, su persone disabili o in condizioni di inferiorità fisica o compiuta da parte di parenti. Le aggravanti scattano anche se il reato di violenza sessuale viene compiuta “in luoghi di lavoro, con abuso di relazioni di ufficio o di prestazione d’opera”. La reclusione aumenta fino a 16 anni per la violenza sui minori di dieci anni. In caso di morte della vittima scatta l’ergastolo. Tra le aggravanti c’é anche la violenza sessuale di gruppo.

MOLESTIE SESSUALI – Chi arreca molestie con atti o comportamenti a contenuto esplicitamente sessuale è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e la multa da 1.000 a 3.000 euro.

LE AZIONI PREVENTIVE – Il ministero dell’Istruzione dovrà promuovere, nell’ambito dei programmi delle scuole di ogni ordine e grado, iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione contro la violenza e la discriminazione sessuale. Toccherà ai servizi sociali intervenire sulle vittime per il loro recupero. Ogni anno il ministro delle Pari opportunità dovrà relazionare al Parlamento sulla stato di attuazione della legge.

Le pene vengono aggravate e diventano più severe rispetto alla normativa attuale

Inasprito il regime sanzionatorio per violenza sessuale. Al posto della reclusione da 5 a 10 anni si prevede la prigione da 6 a 12 anni. Stessa pena per chi induce qualcuno a compiere o subire atti sessuali abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa o la trae in inganno in inganno sostituendosi ad altra persona.

Raddoppiano i termini di prescrizione nei casi di violenza sessuale. Fra le novità raddoppiano i termini di prescrizione del reato nei casi di reato di violenza sessuale. L’aggravante scatta nei casi in cui la violenza sessuale è commessa sui minori di sedici anni (nel codice attuale la soglia d’età è quattordici anni), con l’uso di armi, di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti; o da persona travisata o che simula la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio. Aggravante anche se la violenza è compiuta su una persona sottoposta a limitazioni di libertà personale, su una donna incinta, su persona in condizioni di inferiorità fisica o psichica, su un disabile. L’aggravante, cioè la reclusione dai sette ai quindici anni, scatta anche nel caso in cui la violenza sessuale venga commessa da un ascendente, da un genitore anche se adottivo o da un tutore o nel caso in cui il delitto avvenga sul luogo di lavoro con abuso di relazioni di ufficio o di prestazione d’opera. Aumentano gli anni di reclusione fino a sedici anni se il fatto è commesso su un minore di dieci anni.

Sanzioni più forti per la violenza di gruppo. Reclusione da sette a sedici anni (la pena massima attuale è di 12 anni) per violenza di gruppo. Se ricorrono le circostanze aggravanti la pena può arrivare a 20 anni e non può essere comunque inferiore a dodici anni se la vittima ha meno di dieci anni o se dalla violenza deriva una lesione personale grave, se la lesione personale è gravissima la pena non può essere inferiore a quindici anni. La pena è aumentata fino alla metà nel caso di recidiva mentre diminuisce per il partecipante che abbia avuto una minima importanza nella preparazione o nell’esecuzione del reato.

Ottimo intervento per rendere più severe le pene per gli stupratori. Finalmente l’opposizione si è comportata in modo decente, votando il provvedimento. Avanti così sulla sicurezza, speriamo che non venga modificato al Senato per un’approvazione più rapida





Stupratore di Roma: sciacallaggio politico o questione morale?

11 07 2009

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Avevo promesso di non tornarci sopra ma alcune uscite fuori luogo dei soliti buonisti a giorni alterni mi ha convinto a questo nuovo post.
Di nuovo doppia premessa (se no ci scappa di nuovo il grido manzoniano di qualche utente): massima solidarietà alle vittime per il loro dramma e ovviamente ricordiamo che l’accusato è presunto innocente fino a quando non ci sarà una sentenza contraria.
Partiamo da un dato di fatto: lo sciacallaggio politico non c’è stato nel senso che alcuni giornali han solo segnalato nei titoli o in qualche trafiletto che lo stupratore seriale di Roma era un coordinatore del circolo del Pd.
Nessun partito ha tirato fuori la cosa per polemizzare.
Ora rigiriamo la situazione ipotizzando che lo stupratore fosse stato del Pdl o della Lega: ho già fatto l’esempio di una ex segretaria (quindi una dipendente, non una militante nè una coordinatrice) della Lega Nord arrestata per spaccio di droga. In rete e sui giornali si è data ampia eco a questo fatto di cronaca e le ironie e le accuse di incoerenza (per la battaglia contro la droga) sono state gentilmente indirizzate alla Lega in più occasioni (nonostante ripeto si trattasse solo di una segretaria)
La verità è che se lo stupratore fosse stato di destra e militante ci sarebbero state trasmissioni di Santoro, rubriche, articoli ecc a parlare di brodo ideologico e culturale dove nascono certe bestialità, una devianza conseguenza delle politiche del centrodestra.

Cosa che tra l’altro segnala anche Gasparri oggi

Ovviamente non sappiamo ancora se il presunto stupratore di Roma si rivelera’ realmente tale.
Attendiamo le indagini. Ne’ vogliamo alimentare polemiche sul fatto che sia un dirigente romano del Partito democratico, formazione politica che vive un momento davvero sfortunato.
Immaginiamo pero’ cosa sarebbe accaduto se il presunto colpevole fosse stato iscritto a un partito di destra.
Avremmo titoli cubitali sullo stupratore nero e dotte analisi sul degrado di Roma sotto la guida del centrodestra.
Non c’e’ per fortuna la controprova. Ma da questa tragica vicenda e dal modo in cui la stiamo affrontando, senza alcuna speculazione, la sinistra tragga motivi di riflessione quando urla, attacca le nostre politiche sulla sicurezza e alimenta polveroni su ogni argomento. Sarebbe facile ricordare in quelle occasioni fatti come questo. Ma non lo faremo. Purche’ la smettano di insultare

Ma proprio pochi minuti fa c’è stata questa dichiarazione del candidato alla segreteria del Pd Marino

Trovo davvero incredibile – ha detto Marino a proposito del presunto stupratore seriale arrestato a Roma – che un criminale che gia’ 13 anni fa era stato coinvolto in odiosi reati di violenza sessuale possa essere arrivato a coordinare un circolo del Pd”. ”E’ evidente – prosegue Marino in una nota – che nel Pd abbiamo una questione morale grande come una montagna, che non puo’ essere ignorata ne’ sottovalutata. Come vengono individuati i coordinatori dei circoli? E’ chiaro che non sono scelti liberamente ma imposti, sono messi in quelle posizioni per rispondere agli equilibri delle correnti e per di piu’ senza nemmeno sapere chi siano queste persone, che cosa hanno fatto nella loro vita, se siano davvero in grado di guidare un circolo, anche dal punto di vista morale. Ma cosa dobbiamo ancora aspettarci?

E allora la mia domanda di ieri sera (come scelgono i coordinatori del Pd) era veramente assurda? Era sciacallaggio? O Marino strumentalizza l’episodio?





Lo stupratore seriale di Roma è un militante del Pd

10 07 2009

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Oggi è stato finalmente preso lo stupratore seriale di Roma.

Arrivano novità sulla vita di questo mostro

Luca Bianchini, fermato con l’accusa di essere lo stupratore seriale di Roma, secondo quanto si e’ appreso e’ coordinatore del circolo del Torrino del Partito democratico.

I compagni sono sconvolti

Bianchini è il coordinatore del circolo Torrino del Partito democratico. Al circolo ora molti militanti e tesserati sono sconvolti. “E’ un bravo ragazzo, non possiamo crederci, un grandissimo lavoratore, sempre in prima linea, sempre disponibile”, dice un ragazzo incredulo.

e ancora

Si era avvicinato al Pd nel 2006 mentre prima era della Margherita. Al circolo militanti e tesserati sono sconvolti. «È un bravo ragazzo, non possiamo crederci, un grandissimo lavoratore, sempre in prima linea, sempre disponibile», dice un ragazzo incredulo. Altri ricordano «la grande passione politica di Luca, sempre affidabile: disponibile se c’era da fare una petizione, se bisognava organizzare comizi e assemblee, lavorava anche per il comitato del quartiere Torrino». Insomma «uno che viveva di politica, uno come noi, tranquillo, preciso. Se volevi una cosa fatta bene allora ti dovevi rivolgere a Luca».

Altre info su questa vergogna umana (ovviamente se si dimostrerà che è lui lo stupratore). Massima solidarietà alle vittime per il loro dramma e per la loro sofferenza, che si porteranno addosso per sempre.

Trentadue anni, fidanzato, laureando in Legge, contabile in una ditta della capitale. Sarebbe lui lo stupratore seriale che ha colpito almeno tre volte alla periferia di Roma. Luca Bianchini è stato fermato stamane nell’ufficio in cui lavora. Il suo Dna è compatibile con quello rilevato dalle tracce organiche che avevano macchiato gli abiti delle ultime tre vittime. Ma potrebbe essere l’autore di altre quindici violenze: alcuni particolari riferiti da vittime aggredite in questi ultimi 4 anni, portano proprio a lui. A casa, nella zona di Cinecittà, gli agenti gli hanno sequestrato un coltello con del nastro adesivo del tutto simile a quello con il quale il violentatore minacciava le vittime. E insieme all’arma, tantissimo materiale pornografico. Il capo della squadra mobile Vittorio Rizzi ha detto di aver trovato “alcune videocassette dai titoli espliciti: “Ti stuprerò”, “Stupri dal vero”, che raccontano storie di violenza sessuale su donne. “Era sua abitudine – ha spiegato Rizzi – scaricare da internet tutto quello che riguardava la storia dei seriali”. Nella storia penale di Luca Bianchini c’è un precedente: quando aveva 19 anni fu accusato di tentato stupro, ma lui continua a negare tutto: “Non sono io l’uomo che cercate. Avete preso un abbaglio”.

Ma come li scelgono i coordinatori nel Pd? Brividi di schifo….





La sinistra ha votato NO alle norme antimafia auspicate da Falcone

5 07 2009

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Abbiamo già parlato di tutte le norme previste dal Ddl Sicurezza. Ma questo post è dedicato a tutte le norme antimafia che sono diventate legge: parlo delle restrizioni per i carcerati, le norme antiriciclaggio, le norme contro le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici, i benefici per le vittime della criminalità organizzata, la nuova disciplina per i beni confiscati e sequestrati alle mafie, le norme che escludono dagli appalti chi non denuncia il pizzo, i sequestri preventivi, le norme per lo scioglimento dei comuni infiltrati, le misure di prevenzione, i nuovi poteri per il procuratore nazionale antimafia e soprattutto le norme molto più restrittive sul 41bis, il carcere duro.

Oggi il capo della polizia si è cosi espresso

Questa è una legge che ha previsto una serie di quelli che un tempo erano auspici del giudice Falcone e che sono stati portati avanti da altre persone, da ultimo dal procuratore nazionale antimafia Grasso“. Lo ha detto, a proposito del ddl sulla sicurezza, il capo della polizia Antonio Manganelli a margine di un convegno sulla sicurezza a Monte Sant’Angelo.

“I beni mafiosi, i beni di provenienza illecita vengono aggrediti non in quanto relazionati ad una persona, vengono aggrediti nella loro fisicità e se un bene non è riconducibile ad un indagato, imputato o sospettato, si può comunque aggredirne le ricchezze. C’é una serie di misure tra le quali l’inasprimento del 41 bis e tutta una serie di misure che sono finalizzate a contrastare la criminalità organizzata di tipo mafioso. Sono norme che mirano a migliorare le condizioni di sicurezza del nostro Paese e quindi direttamente agiscono anche per togliere linfa alle organizzazioni criminali”.

Per la cronaca il ddl sicurezza è stato votato in 3 tronconi: immigrazione clandestina, criminalità organizzata e sicurezza. Le norme antimafia erano nel troncone criminalità organizzata.

Il Pd e l’Idv han votato no a queste norme. Nulla vietava di almeno astenersi su questo troncone ed essere contrario alle altre due parti, invece l’opposizione si è volontariamente opposta alle norme contro la criminalità organizzata volute da Falcone sia in Parlamento che in commissione soltanto perchè erano state proposte dal centrodestra.

Evidentemente sono contrari, d’altronde le norme più dure contro la criminalità organizzata le ha sempre fatte il centrodestra e i boss di spicco di Mafia (Provenzano) , ‘Ndrangheta (Pelle) sono stati presi durante governi di centrodestra senza contare il martellamento continuo verso la Camorra di quest’ultimo anno.





La sinistra sulla sicurezza: dai decreti prodiani con errori alle critiche demagogiche

4 07 2009

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Segnalo un mio articolo pubblicato oggi sul quotidiano online Il Legno Storto

Attaccano con slogan come “passa l’equazione immigrazione=criminalità”, parlano di “testo sbagliato, ingiusto e inutile”, sperano che il Quirinale possa rimandare indietro il provvedimento, stabiliscono che il ddl è dannoso per il paese, alludono a “riecheggiamenti di leggi razziali”, annunciano “disobbedienza civile”. Insomma un protesta piuttosto omogenea, volontariamente e allegramente demagogica. Ma una domanda sorge spontanea: che cosa hanno fatto loro sui temi dell’immigrazione, della sicurezza e della criminalità?
1 novembre 2007, muore la signora Reggiani a Tor di Quinto, aggredita, violentata e poi uccisa brutalmente da uno sbandato rom.
L’allora sindaco di Roma Veltroni chiede un immediato intervento del governo affermando “Ci vuole un intervento straordinario, d’emergenza. Non si può girare intorno al problema, è una grande questione nazionale che riguarda tutte le grandi città. Rivolgo un appello perché si contribuisca tutti insieme, in Parlamento, a fare nuove norme per la sicurezza”.
L’esecutivo Prodi, tra l’altro non proprio con celerità, porta il decreto in parlamento il 10 dicembre. C’erano già state divergenze nella visione del provvedimento tra l’ala di sinistra e quella più centrista. Il testo arriva al Senato, blindato dalla fiducia. Durante la discussione l’opposizione fa notare che degli articoli nel dl fanno riferimento a normative e trattati che in realtà nulla hanno a che fare con quanto espresso nella legge. Il dl passa, nonostante il voto contrario della senatrice Binetti per le norme anti-omofobia.
Ma il pasticcio tecnico-giuridico è troppo grave, il decreto viene fatto decadere per gli errori al suo interno. È nullo a causa della fretta, delle divisioni e dell’incapacità di chi lo ha scritto. Il Governo decide di rinunciare alla conversione del decreto legge in materia di sicurezza.
Preannuncia un nuovo decreto sostitutivo per fine dicembre. Ma alla fine il decreto non vedrà mai la luce a causa dei litigi all’interno della maggioranza, non uscirà niente dal Consiglio dei Ministri e nulla arriverà in aula. Quindi nonostante un’emergenza denunciata persino dal leader del Pd il Governo non fu in grado di intervenire per un’assoluta mancanza di serietà nel mettere insieme norme e articoli del provvedimento.
In 2 anni di Governo Prodi non c’è stato alcun intervento in temi di sicurezza, criminalità, immigrazione. Il vuoto assoluto.
Il Governo Berlusconi in un anno di vita ha approntato due decreti (uno generale e uno antistupri), ha reso legge dello Stato la normativa antistalking e ora questo ddl sicurezza, comprensivo di norme su criminalità. Immigrazione, lotta alla mafia, degrado sociale, accattonaggio eccetera.
Possono gli incapaci protagonisti del nulla totale in temi di sicurezza definire inutili e dannosi i provvedimenti che l’Italia richiedeva da anni? Possono criticare dal basso dei loro precedenti in materia?








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