Sbarchi clandestini: -89% da quando è attivo il trattato con la Libia

21 08 2009

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Da quando è attivo il trattato con la Libia (e sono iniziati i respingimenti) gli sbarchi sulle coste italiane sono crollati. Ecco una tabella….

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Quando Di Pietro era a favore del reato di clandestinità

3 07 2009

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Ieri i senatori di Di Pietro (che come i deputati dell’Idv han votato No) si sono resi protagonisti di una protesta demagogica attaccando il governo sul reato di immigrazione clandestina e sulle presunte leggi razziali.

Ma andiamo a rileggerci qualche dichiarazione (e convinzione) del trebbiatore

Nel 1997 Di Pietro su “Oggi” evocava il “taglio d’attributi” (A.Polito,Di Pietro è tornato ma l’Italia è diversa,in La Repubblica,5 settembre 1995) agli immigrati delinquenti.

Nell’agosto del 1998,Di Pietro sparava a zero sulla politica sull’immigrazione dell’Ulivo definendola “permissiva” e chiedeva di arrestare e rimpatriare in 24 ore gli immigrati che si rifiutavano di rivelare la nazione di provenienza. “Di Pietro è superficiale e demagogico”,dichiarava Ranieri dei DS.La Iervolino lo invitava a ricordarsi dei diritti umani e Corbelli lo voleva persino denunciare per istigazione alla xenofobia.

La verità è che il leader dell’IDV è sempre stato a favore del reato di immigrazione clandestina.”Dando per scontato che la clandestinità deve costituire reato“,dichiarava a Trieste nel 2001, “il problema della pena è legato a quello di una riforma del Codice di procedura penale” (Ansa,17 febbraio 2001).Il reato di immigrazione clandestina,che a giudizio dell’ex -pm doveva essere punita con il carcere da 15 giorni a tre anni,non doveva scattare al momento dell’immigrazione,ma al momento della contestazione.Nel decreto con cui l’immigrato clandestino veniva espulso,avrebbe dovuto essere indicata la pena che il pm chiedeva al gip nel caso il clandestino fosse stato ritrovato in territorio italiano.Solo quando ciò avveniva dovevano scattare l’arresto per direttissima e la pena (Ibidem).

Si oppose anche al voto degli immigrati alle primarie dell’Unione. La legge Turco-Napolitano a suo dire era «troppo permissiva», perché il rimpatrio doveva aver luogo entro ventiquattr’ore.

Che l’immigrazione clandestina divenga reato è indispensabile per il nostro Paese“,dichiarava l’ex-pm.”Noi rispettiamo  l’immigrato che lavora onestamente e che sia regolarmente registrato.Ma riteniamo anche che non si possa piu chiudere un occhio di fronte a chi viola la legge.Se un italiano,per esempio,si rifiuta di dare le proprie generalità,commette un reato.Non si capisce perchè lo stesso non debba valere anche per l’immigrato” (Ansa 15 maggio 2008).

Tra le misure ipotizzate per affrontare l’emergenza clandestini l’IDV prevedeva l’istituzione dei “centri di identificazione amministrativa” e l’inserimento nel Codice del reato di “mancata collaborazione alla propria identificazione”.In sostanza Di Pietro cambiava le parole pensando di cambiare le cose.Ribattezzava i CPT centri di identificazione amministrativa,senza peraltro spiegare se gli immigrati dovessero essere trattenuti a forza come prima oppure no,e poi introduceva un reato che era la fotocopia di quello di clandestinità,il cui solo titolo,”mancata collaborazione alla propria identificazione”,faceva insieme sorridere e venire i brividi.

La solita coerenza del re di Montenero di Bisaccia (già smontata anche sul referendum). E al link citato ci sono altre perle….





Confronto Italia-Resto del mondo sul reato di immigrazione clandestina

3 07 2009

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Segnalo questo confronto tra l’Italia e il Resto del Mondo sul reato di immigrazione clandestina.

Ringrazio Camelot per averlo riportato sul suo blog

Come si evince dall’articolo la legislazione italiana è pressochè uguale a quella degli altri paesi europei.  In Inghilterra il reato prevede fino a 6 mesi di carcere, in Germania fino a un anno (ma si procede direttamente all’espulsione), in Francia un anno e ammenda, in Spagna c’è un ricorso massiccio alle espulsioni, in Olanda c’è il reato, in Belgio idem + ordine di lasciare addirittura l’area Schengen, in Svizzera un anno di pena per chi soggiorna senza permesso.

Però alla fine i razzisti, incivili, anti-immigrati siamo solo noi….





Azzerati i flussi di clandestini a Lampedusa, Cie vuoto!

27 05 2009

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Oggi il ministro Maroni in un’interrogazione parlamentare in merito alla lotta all’immigrazione clandestina ha fornito delle cifre sulla situazione a Lampedusa

Il flusso di sbarchi di clandestini sulle coste meridionali dell’Italia «si è praticamente azzerato». Grazie all’efficace politica di contrasto all’immigrazione clandestina attuata dal governo, che ha messo in atto riaccompagnamenti e respingimenti». In conseguenza di ciò il centro di prima accoglienza di Lampedusa, oggi è praticamente vuoto, visto che gli ultimi 20 clandestini sono stati trasferiti nei centri di competenza per i richiedenti asilo. Dal 6 maggio, giorno in cui sono iniziati i respingimenti verso la Libia, «si è arrestato il flusso di immigrati clandestini sulle coste siciliane, in particolare a Lampedusa

e ancora

Nel 2008 si sono registrati 537 sbarchi in Sicilia con l’arrivo di 34.540 persone, mentre quest’anno – dati aggiornati al 20 maggio – i clandestini arrivati sono stati 6.588

In ogni caso il Cie di Lampedusa non verrà smantellato e nei prossimi giorni Maroni ha annunciato che

incontrerà esponenti del governo libico per portare avanti la collaborazione e l’impegno a una sensibilizzazione dell’Unione europea sul tema del contrasto all’immigrazione clandestina.

Il ministro si è lasciato andare anche a una battuta

Noi abbiamo respinto 500 clandestini e siamo stati messi all’indice, mentre la Spagna, che ne ha respinti diecimila va bene solo perche’ e’ un paese guidato da un premier socialista

Insomma ottimi risultati nella lotta all’immigrazione clandestina dopo l’inizio dei pattugliamenti congiunti e dei respingimenti. Finalmente novità importanti dopo anni di lassismo, buonismo e politiche inconcludenti





Il dilettantismo alla camera, grave il no sul tempo di permanenza nei Cpt

8 04 2009

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L’assemblea di Montecitorio ha approvato a scrutinio segreto gli emendamenti del Pd e dell’Udc al decreto che sopprimono l’articolo del testo sull’esecuzione dell’espulsione degli immigrati che aumentava a 180 giorni il tempo di permanenza nei Cpt degli immigrati.

Per capire l’importanza dell’articolo citiamo l’intervento del Capo della Polizia Manganelli

L’aver soppresso la norma che estende la permanenza coatta nei Cie da due a sei mesi rappresenta ”un incentivo ai nuovi arrivi” di clandestini sul nostro territorio e questo ”risulta chiaramente dai dati processuali e investigativi in nostro possesso”. E’ quanto ha affermato il Capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli che, accanto al Ministro dell’Interno Roberto Maroni e al sottosegretario Alfredo Mantovano, ha partecipato alla conferenza stampa al Viminale dopo il voto sul Dl anti-stupri alla Camera. Manganelli ha aggiunto che quanti ”gestiscono i traffici scandiscono il loro operato anche su queste basi” e che un segnale ”di tutti fuori” arriva subito agli ”sfruttatori di clandestini”. Secondo il capo della Polizia in molti casi, insomma, il tempo di 60 giorni per il trattenimento nei Cie dei clandestini e’ insufficiente per procedere alle identificazioni e alle espulsioni. ”Questo – ha voluto aggiungere – e’ un dato tecnico e non ideologico”. ”Se ci accontentiamo con i clandestini del ‘cartellino rosso’ va bene – ha concluso Manganelli facendo riferimento alle ingiunzioni di espulsione – ma in questo caso non tutti, poi, lasciano il terreno di gioco”

Diciamolo chiaramente. E’ vergognoso questo assenteismo della maggioranza in parlamento e il comportamento dei franchi tiratori che non si sa per chi facciano il gioco. Che il Pd voti contro non è più una sorpresa, ormai agiscono solo in modo demagogico visto che questa norma esiste in tutta Europa e la direttiva europea prevede tempi addirittura fino ai 18 mesi. Ma nel momento in cui persino l’Idv si astiene dimostrando che la norma è sicuramente giusta questi incredibili errori di dilettantismo gettano ombre pesanti sulla qualità della maggioranza in Parlamento.

Speriamo che in qualche modo la norma venga recuperata o in un ddl o in qualche altro modo.





Si al decreto anti-stupri. Ottimo intervento!

20 02 2009

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Il CDM ha approvato il decreto anti-stupri.

Nel particolare prevede

Ergastolo in caso di omicidio commesso in occasione dei delitti di violenza sessuale e ”possibilita’ per i sindaci di avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati”, tra cui ex rappresentanti delle Forze dell’ordine o Polizia municipale. Sono, questi, alcuni dei punti del decreto anti-stupri approvato in 12 articoli dal consiglio dei ministri. Il provvedimento introduce inoltre il gratuito patrocinio esteso a tutte le vittime dei reati di violenza sessuale; l’allungamento dei tempi di trattenimento fino a sei mesi degli stranieri irregolari nei centri di indentificazione ed espulsione; modifiche al Codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario. Quanto al Cpp, si estende l’obbligatorieta’ della custodia cautelare in carcere per i delitti di prostituzione minorile, pornografia minorile, iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile. Si prevede inoltre l’arresto obbligatorio in flagranza per violenza sessuale con possibilita’ di procedere con rito direttissimo e processo entro le 48 ore. Intervenendo sull’ordinamento penitenziario invece, limita l’applicazione dei benfici penitenziari previsti dalla legge Gozzini ai condannati per i delitti di violenza sessuale, atti sessuali con minorenni, violenza sessuale di gruppo. Il decreto si occupa anche del Controllo del territorio. L’art.6 prevede infatti, ”ai fini dell’attuazione di un piano straordinario di controllo del territorio”, tra l’altro, l’immediata assegnazione al ministero dell’Interno di risorse fino a 100 milioni di euro; l’assunzione di circa 2500 unita’ di personale delle Forze di Polizia; l’uso da parte dei Comuni di sistemi di video-sorveglianza in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Quanto alle cosiddette ‘ronde’, ”le associazioni di cittadini sono iscritte in apposito elenco a cura del Prefetto”. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto approvato oggi, il ministro dell’Interno emanera’ poi un altro decreto per determinare ”gli ambiti operativi” e ”i requisiti per l’iscrizione all’elenco”. Dall’articolo 7 al 12, il testo introduce infine il ”nuovo delitto di ‘atti persecutori’, il cosiddetto ‘stalking”’ e lo punisce con la ”reclusione da sei mesi a quattro anni. La pena puo’ aumentare se il fatto e’ commesso dall’ex partner o nei confronti di soggetti particolarmente vulnerabili’‘. La norma, oltre a obbligare a una maggiore informazione sui centri antiviolenza, istituisce infine un numero verde a favore delle vittime.

Sempre in merito ai benefici e aggravanti

No ai benefici della Gozzini per i condannati. Il provvedimento prevede la custodia cautelare in carcere obbligatoria per chi è accusato di stupro, no ai benefici della Gozzini per i condannati (niente permessi premio, né assegnazione al lavoro esterno o misure alternative alla detenzione), aggravanti contro gli autori di violenza sessuale di gruppo, nei confronti di minori (il limite d’età della vittima prima del quale scatta l’aggravante viene portato da 14 a 16 anni) e se a stuprare è un parente o un insegnante. Previsto anche l’ergastolo per coloro che si rendono responsabili di omicidio dopo la violenza sessuale e il gratuito patrocinio per le vittime. Previsto un Piano straordinario di controllo del territorio, con risorse fino a 100 milioni di euro per allestire un sistema più efficace di presidio e per l’ampliamento degli organici delle forze dell’ordine, finanziato dalle risorse oggetto di confisca versate nel bilancio dello Stato. Saranno circa 2.500 le assunzioni.

Berlusconi ha inoltre spiegato

Il premier a tal proposito ha voluto sottolineare che il governo ha fatto ricorso alla decretazione d’urgenza con le misure per la prevenzione e il contrasto delle violenze sessuali «in seguito al grande clamore suscitato da recenti episodi» di cronaca. Tuttavia, «rispetto agli anni 2006 e 2007, nel 2008 c’è stato un calo intorno al 10% degli episodi di violenza, anche nella città di Roma, perchè c’è stato un pattugliamento più diffuso delle zone pericolose anche con l’utilizzo dei militari», ha detto il Cavaliere.

Vogliamo proprio vedere se la sinistra riuscirà a votare no anche a questo intervento. Nel caso lo facesse crollerebbe al 10%

In ogni caso intervento tempestivo, popolare e fortemente corretto del governo. Non come il governo Prodi che dopo il caso Reggiani non riuscì per mesi a fare un decreto sicurezza (uno in particolare fu dichiarato decaduto per errori al suo interno)

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Figuraccia al senato: 3 volte sotto sul ddl sicurezza

4 02 2009

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Non siamo riusciti a essere soddisfatti per più di una serata per le ottime integrazioni al ddl sicurezza (gratuito patrocinio e no domiciliari per gli stupratori) e per gli articoli sulla lotta alla mafia e in generale ad apprezzare complessivamente un ottimo ddl sicurezza (quando sarà votato definitivamente lo descriveremo nei particolari) perchè in serata arrivano 3 batoste

Il governo è stato battuto per tre volte al Senato sul ddl sicurezza. La maggioranza è andata sotto in tre votazioni per le quali era stato chiesto il voto segreto. Sono passati quindi gli emendamenti presentati dall’opposizione per rendere meno complicati i ricongiungimenti familiari per gli immigrati. Una delle parti dell’articolo originale che è stata abrogata prevedeva che il questore dovesse rilasciare il titolo di soggiorno per i familiari di uno straniero regolare soltanto se questi stessi familiari erano regolarmente soggiornanti in Italia “ininterrottamente da almeno cinque anni”.
Sempre in tema di immigrazione, il Senato ha reintrodotto nel ddl sicurezza la norma della Bossi-Fini che fissa in un massimo di 60 giorni la permanenza degli stranieri irregolari nei Centri di identificazione per un periodo superiore ai 60 giorni. Il testo previsto dal governo estendeva invece il periodo a 18 mesi.

Vergognoso l’atteggiamento dei nostri senatori, di chi era assente e dei franchi tiratori. Incredibile (ed indecente) questo atteggiamento della nostra maggioranza (?). Una figura veramente misera. Cosi si rovina l’immagine di un governo, con queste sconfitte assurde in aula. E per di più su provvedimenti sacrosanti, come l’estensione del periodo nei cpt a 18 mesi, norma in vigore in tantissime nazioni europee. Facciamo fare bella figura a un’opposizione becera che pure di fronte a misure di buon senso, attuate ovunque, vota contrario ideologicamente.

Un vero schifo, ripeto non siamo nemmeno riusciti a sentirci soddisfatti per una serata….

Ora sinceramente non so cosa accadrà, se vengono ripresentati gli articoli alla camera immagino ci dovrà essere un nuovo passaggio al senato. Insomma tempo perso (sempre che sia questo l’iter scelto). In ogni caso vergogna!





Campi Rom, nuovi (e duri) regolamenti a Milano

4 02 2009

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Ieri a Milano sono stati firmati dal prefetto Lombardi i nuovi regolamenti per la gestione dei campi Rom.

Ecco le caratteristiche del piano

I dettagli saranno modellati sulle peculiarità di ogni singolo campo. Ma le linee guida varranno per tutti: con il nuovo regolamento per i campi nomadi cambieranno tante cose per i 1.180 ospiti (tanti ne ha contati il censimento ufficiale a fine agosto) dei dodici insediamenti regolari del Comune.

Il regolamento sarà presentato dal prefetto Gian Valerio Lombardi e dall´assessore alle Politiche sociali, Mariolina Moioli. Ma da mesi le bozze si sono sommate, con in comune almeno quattro punti: la partecipazione alle spese del campo, il turnover delle presenze, con una permanenza massima di tre anni, l´allontanamento dal campo, dopo inviti formali ad adeguarsi, per chi trasgredirà, l´obbligo di far frequentare la scuola ai minori e di seguire il percorso di inserimento lavorativo per gli adulti. Un regolamento che ora, assicura il prefetto, commissario straordinario per l´emergenza nomadi fino a maggio, «resterà aperto alle proposte del consiglio comunale».

Uno dei punti fermi dovrebbe essere il pagamento della “tassa di soggiorno”: la proposta del Comune era di far pagare un euro al giorno a ogni ospite. Di fatto la bozza licenziata ieri prevede che una sorta di affitto, comprensivo di un concorso spese per la raccolta rifiuti, venga pagato da ogni nucleo familiare. Al Triboniano, per esempio – che è il campo in cui già è in vigore in patto di legalità che è una componente del regolamento – i nomadi pagano luce e gas. «È giusto che chi viene ospitato nei campi contribuisca pagando una quota, che sarà fissata in misura compatibile con le condizioni delle famiglie e delle persone», precisa l´assessore Moioli.

A stabilire i canoni e a gestirne la riscossione, comunque, dovrebbe essere il comitato di gestione che verrà istituito per ogni campo. Legata alle singole realtà sarà anche la durata massima della permanenza – «del resto, i campi sono definiti come di transito e sosta», sottolinea il prefetto – e potrà essere flessibile se, semplicemente, chi ha raggiunto il periodo massimo avrà bisogno di qualche settimana ancora per una sistemazione definitiva.

e ancora

Dice il regolamento: «La mancata adesione, per due volte, a un percorso d’inserimento lavorativo proposto dal Comune» porta all’automatica espulsione dal campo. Cartellino rosso anche per chi non manda i figli a scuola, per chi evade il canone e perfino per il mancato pagamento di luce e gas. Per il resto è già tutto scritto nel patto di legalità e solidarietà sperimentato nel maxi-campo via Triboniano già da qualche stagione. Badge, rispetto delle norme igienico-sanitarie, controlli possibili in ogni momenti. Per chi sgarra, multe. Da venticinque a cinquecento euro.

Il progetto potrebbe essere un buon punto di partenza per una convivenza civile tra istituzioni e gruppi nomadi.Di sicuro va incontro alle richieste di legalità avanzate negli anni. Niente inutili buonismi ma rigore e rispetto delle regole, seguendo il positivo esempio del primo campo (San Triboniano) nel quale queste regole ci sono già da un po’.





La tassa sul permesso di soggiorno la voleva anche il PD!

16 01 2009

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Giorni di bordate dalla sinistra. Razzisti, vergogna, voi volete il male per gli immigrati ecc Insomma le solite banalità sinistrate. I giornali rossi come Repubblica e l’Unità a rinfocolare la polemica, reclamizzando i buonismi lassisti della solita becera sinistra
E oggi cosa si viene a scoprire?

Mentre ieri Walter Veltroni commentava così il «contributo»: «Pagare i permessi di soggiorno? Uno spot demagogico». Scartabellando le correzioni al disegno di legge sicurezza in discussione al Senato, il presidente del gruppo leghista, Federico Bricolo, ha trovato una pepita parlamentare: «Siamo certi che rientreranno tutte le polemiche, anche quelle sul contributo a carico degli stranieri che chiedono e rinnovano il permesso di soggiorno – ha commentato divertito -. D’altra parte ci risulta che anche il Pd ha fatto una richiesta simile con un emendamento…».

Ma dai, non può essere possibile, sarà la solita boutade leghista. E invece

Colpo di scena! La carta preziosa è per l’appunto un emendamento, il numero 39.106 così come risulta agli atti del Senato, ritirato dal Partito democratico questa settimana ma depositato fino all’altro ieri e che infatti risulta ancora nell’elenco con titolo e nomi. Il primo firmatario è il senatore Alberto Maritati, a seguire compaiono le firme di Nicola Latorre, Felice Casson, Gerardo D’Ambrosio, Enzo Bianco per citarne alcuni. Non senatori di primo pelo, insomma. L’emendamento del Pd chiede di istituire il «fondo nazionale rimpatri» per finanziare i programmi di riaccompagnamento «volontario e assistito» dei clandestini che accettano di tornare nel loro Paese con un sostegno. Un incentivo all’autoespulsione.
Ebbene, questo fondo rimpatri, secondo la proposta del Pd, sarà alimentato da «un contributo a carico dei datori di lavoro e degli stranieri richiedenti il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno». La stessa «tassa» prevista dalla Lega, anzi, la stessa parola: «contributo» degli immigrati. E quindi di chi è lo «spot»? Del governo o dell’opposizione?

E ancora

nell’emendamento ritirato infatti si legge: «Con decreto del ministro dell’Interno, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, sono determinati l’importo e le forme di versamento». Esattamente quello che prevede l’emendamento del governo al disegno di legge, che nella versione depositata al Senato non indica un ammontare preciso, ma parla genericamente del «versamento di un contributo». L’importo verrà fissato (come aveva suggerito anche il Pd) «con decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il ministero dell’Interno». L’emendamento del governo istituisce egualmente un «fondo rimpatri», anche se non viene inteso come cassaforte degli incentivi, ma come budget da distribuire alle questure per il riaccompagnamento dei clandestini. Il fondo rimpatri verrà alimentato dal 50% delle entrate arrivate dal «contributo» sui permessi.

Veramente vergognoso. Questi mentecatti attaccano chi fa una proposta per partito preso e non sanno nemmeno che loro stessi avevano presentato lo stesso identico emendamento. Complimenti al PD!

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50 euro per il permesso di soggiorno? In realtà saranno 200

11 01 2009

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Grandi polemiche aveva suscitato l’emendamento della Lega che mirava a una tassa di 50 euro per ottenere il permesso di soggiorno.
Ma in realtà una tassa sul permesso di soggiorno era già stata introdotta dal Carroccio al ddl Sicurezza ed era stata approvata a novembre da tutta la maggioranza in commissione Giustizia del Senato.
E questa tassa sarebbe pari a 200 euro. Dal sito del Senato siamo andati a controllare ed effettivamente un emendamento di questo tipo è stato recepito in commissione Giustizia dai relatori e dal governo. Eccolo

3.8 (testo 2)

BRICOLO, MAURO, BODEGA, MAZZATORTA, VALLARDI

APPROVATO

Al comma 1, capoverso “Art. 5″, dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

«2-bis. Le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza di cui all’articolo 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, sono soggette al pagamento di una tassa di importo pari ad euro 200.

2-ter. Il gettito derivante dalla tassa di cui al comma 2-bis è attribuito allo stato di previsione del Ministero dell’interno che lo destina per la metà al finanziamento di progetti del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione diretti alla collaborazione internazionale e alla cooperazione ed assistenza ai Paesi terzi in materia di immigrazione anche attraverso la partecipazione a programmi finanziati dall’Unione europea.».

E lo stesso Maroni oggi conferma

Questo è un emendamento che la maggioranza ha scritto, sostenuto e votato nel disegno di legge sulla sicurezza che va in Aula martedì al Senato. Sono francamente un po’ sorpreso delle polemiche. La Lega ha solo cercato di anticiparlo nel decreto legge e mi aspetto che il Senato confermi una decisione che tutta la maggioranza ha condiviso. Volevamo fargli lo sconto. Hanno bocciato i 50 euro? Torneremo ai 200

Pur non entrando nel merito paradossalmente la strategia leghista è stata sbagliata, il loro emendamento ben più pesante era già stato inserito nel disegno di legge sulla sicurezza che martedì arriva in Senato. Riproporlo nel decreto anticrisi con tutti i riflettori della stampa addosso si è rivelato un boomerang. Vedremo cosa succederà ora, da alcune indiscrezioni dovrebbe accadere che l’emendamento al ddl rimanga ma la somma sia decisa di concerto tra il ministero dell’Economia e quello dell’Interno.

In tutto questo l’opposizione come al solito è assente. Non si era accorta dell’emendamento al ddl nè si è lamentata per prima del nuovo emendamento al decreto anticrisi. Poi si lamentano quando gli si dice che l’opposizione non esiste

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