Parte il primo termovalorizzatore della Campania. Ennesimo successo del governo

25 03 2009

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Domani è un giorno storico per la Campania. Aprirà infatti il termovalorizzatore di Acerra

Ad Acerra, e non solo, si contano le ore ed i minuti di un conto alla rovescia storico: l’attivazione del primo termovalorizzatore della Campania, impianto capace di produrre energia (elettrica e calore) dal trattamento termico dei rifiuti consentendo non solo l’avvio della soluzione di una delle piu’ drammatiche emergenze d’Italia, ma la produzione di energia utile grazie alla quale risparmiare sul fronte delle risorse energetiche non rinnovabili. Simbolo delle lotte ambientaliste, fatte proprie dalla sinistra radicale o dagli individualismi locali, teatro di scontro di battaglie politiche, oggetto di indagini dei magistrati, l’impianto diventera’ operativo domani

L’opera era stata fortemente voluta dal governo Berlusconi e bloccata nel 2007 causa i diktat al governo Prodi dell’ala ambientalista, con a capo il ministro Pecoraro Scanio

A quasi cinque anni dalla posa della prima pietra (agosto 2004) nell’impianto arrivera’, finalmente, la spazzatura. I lavori ad Acerra – sospesi nel giugno del 2007, quando l’impianto era completato all’87% – sono ripresi a fine luglio 2008

L’impianto di Acerra

si estende complessivamente su una superficie di circa 9 ettari ed e’ costituito da tre linee di termovalorizzazione (di uguale capacita’ pari a 27 t/h) e da una sezione di produzione di energia elettrica in grado di produrre 120 Mwe. La capacita’ complessiva di smaltimento e recupero energetico e’ pari a 600.000 t/a di rifiuti urbani non pericolosi. A pieno regime e’ previsto il trattamento di circa 2.000 tonnellate di rifiuti al giorno.

E’ stato decisivo l’intervento di Berlusconi

Il piano del governo (annunciato da Berlusconi in occasione della prima riunione del Consiglio dei Ministri tenuta nel Palazzo Reale di Napoli il 21 maggio 2008) ha posto come punto imprescindibile il completamento e l’operativita’ del termovalorizzatore di Acerra. Ma bisognera’ portare a compimento tutti gli altri interventi previsti dal decreto legge n. 90 del 23 maggio 2008 (poi convertito nella Legge n. 123 del 14 luglio 2008) che ha consentito di superare la fase piu’ acuta di una crisi decennale cominciando con il liberare le strade dai rifiuti e proseguendo con interventi mirati su: discariche, termovalorizzatori, raccolta differenziata e Consorzio Unico di Bacino.

La legge 123 prevede

la realizzazione di altri tre impianti di termovalorizzazione (Salerno, Napoli e Santa Maria La Fossa) oltre quello di Acerra

Intanto è partita un’ampio e interessante progetto per la raccolta differenziata in regione

Raccolta differenziata: e’ partita il 9 dicembre 2008 quella che Bertolaso definisce la ”rivoluzione della differenziata in Campania”. L’iniziativa, battezzata ‘Campania pulita’, prevede la possibilita’ per i privati di conferire personalmente la raccolta differenziata di vetro, carta e cartone, plastica ed alluminio ricevendo un corrispettivo economico.

Insomma la situazione pare ormai avviarsi alla normalità grazie all’intervento serio, accurato e veloce del governo Berlusconi. Governo che ha spazzato via l’indecente conduzione della emergenza delle amministrazioni di sinistra e l’assoluta incapacità di intervento del governo Prodi.

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Bassolino quasi sicuro candidato alle europee e fiero di essere rimasto in regione

18 03 2009

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Bassolino dopo la performance ad Annozero continua a essere protagonista e il suo futuro pare essere uno degli argomenti clou della nuova strategia piddina.

Nei giorni precedenti ci sono state molte indiscrezioni sulla probabile candidatura di Bassolino alle europee

Sarà perché Bassolino ai doppi incarichi è abituato (sindaco-ministro del Lavoro nel governo D´Alema), fatto sta che al termine della trasmissione Annozero di giovedì scorso, nel-l´intrattenersi con alcuni cronisti, si sarebbe lasciato sfuggire: «Se fanno la legge (ndr modifica normativa per i doppi incarichi dei governatori), non ho problemi». Insomma il presidente si vuole candidare alle europee. Deve mettere a frutto le tante ore passate a studiare inglese.

e nel caso non ci fosse la legge si è già trovato un rimedio

Anche se esiste una seconda opzione: lo statuto regionale appena varato permette all´esecutivo di Santa Lucia di rimanere in piedi anche senza Bassolino. Fino al 2010 le redini della Regione le terrebbe il vicepresidente Antonio Valiante.

Insomma un accordo pare essere stato trovato nei minimi particolari

Dunque l´accordo è stato stretto. E dovrebbe prevedere Nicolais candidato della neonata coalizione di centrosinistra alla Provincia, il dalemiano Enzo Amendola alla segreteria provinciale del partito, Bassolino in Europa. Altro che odio profondo, altro che rottura insanabile, salta un altro turno l´assessore Andrea Cozzolino che a Strasburgo già pensava da tempo. Sul fronte provinciale, ma casertano, sembra assai complicato evitare il commissariamento dopo le dimissioni di Sandro de Franciscis. Ma si sta tentando il possibile.

Oggi Bassolino rivendica la sua scelta di rimanere attaccato alla poltrona in Regione

Penso che questo anno abbia dimostrato quanto sia stata saggia la scelta di andare avanti da qualsiasi punto di vista

e si auto-loda rimandando la decisione (o l’annuncio) sulle europee

Per quanto mi riguarda lavoro e continuo a lavorare da presidente della Regione Campania». Il governatore Antonio Bassolino risponde così a chi gli chiede se si candiderà o meno alle prossime europee. Ribadisce di aver fatto la scelta giusta a restare al suo posto e aggiunge anche: «Continuerò a lavorare».

«Mi domando in che situazione saremmo se fosse stata fatta una scelta diversa rispetto a quella doverosa di andare avanti – aggiunge – all’esame del consiglio ci sono altre importanti leggi: sport, delega agli enti locali che considero una di quelle più qualificanti di un’intera legislatura»

Tutto questo, Bassolino, lo definisce «un’eredità importantissima per quelli che dovranno governare la Regione dopo di noi, chiunque essi siano di centrosinistra come di centrodestra». «Immaginiamo se le elezioni si fossero fatte l’anno scorso con l’immondizia in mezzo alle strade, che spettacolo avrebbero dato i gruppi politici, il peggio di sé – aggiunge – ora abbiamo guidato e spinto e spingiamo perchè i partiti possano, invece dare il meglio di sè nella competizione elettorale. Il meglio di sè a partire da una più giusta eredità».

Insomma il solito Bassolino orgoglioso del lavoro fatto (?) e che cerca di riciclarsi ovunque, nonostante i disastri fatti. D’altronde finchè il Pd lo sostiene e lo considera ultranecessario in Campania è in una posizione di forza

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Chiesto rinvio a giudizio per Soru, accusato di abuso d’ufficio e turbativa d’asta

13 03 2009

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Per l’ex presidente della Regione Sardegna la procura di Cagliari ha chiesto il rinvio per la vicenda Saatchi per la quale era indagato per abuso d’ufficio e turbativa d’asta

La procura della Repubblica di Cagliari ha formulato le richieste di rinvio a giudizio per l’ex presidente della Regione Renato Soru, accusato di abuso d’ufficio e turbativa d’asta nell’inchiesta sul cosiddetto caso Saatchi. La richiesta riguarda anche altri sette indagati: il direttore generale della presidenza della Regione Fulvio Dettori (accusato di falso, peculato, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, rivelazione di segreti d’ufficio), i componenti della commissione della gara da circa 56 milioni di euro per la pubblicita’ istituzionale della Sardegna Aldo Brigaglia (falso e rivelazione di segreti d’ufficio), Roberta Sanna e Giovanni Maria Filindeu (accusati entrambi di falso e turbativa d’asta), il legale rappresentante della societa’ Saatchi & Saatchi, cui inizialmente l’appalto era stato assegnato, Fabrizio Caprara e i fratelli Marco e Sergio Benoni (turbativa d’asta). L’11 giugno si terra’ l’udienza preliminare davanti al gup Giorgio Altieri. Altri due indagati, il commissario di gara Letterio Bernava e il segretario Carlo Sanna avevano patteggiato rispettivamente 9 mesi e 5 mesi di reclusione per falso e turbativa d’asta. L’indagine del pubblico ministero Mario Marchetti sul caso ‘Saatchi’ comprende tre vicende: l’assegnazione dell’appalto da 56 milioni di euro per la pubblicita’ istituzionale della Regione Sardegna; l’affidamento diretto, sempre alla Saatchi (gara da un milione di euro), della realizzazione della campagna ‘Sardegna fatti bella’, cioe’ la promozione della pulizia del centri urbani; l’assegnazione del progetto da 30mila euro sul logo della Regione.

Nel particolare

Soru è accusato di abuso d’ufficio e turbativa d’asta (contestazione legata a un’altra gara d’appalto per la campagna promozionale “Sardegna fatti bella”) in quanto avrebbe esercitato pressioni sulla commissione esaminatrice per favorire l’assegnazione a Saatchi.

Hai capito l’Obama sardo? Le voci per le quali si fosse dimesso per andare alle elezioni prima del rinvio a giudizio allora non erano cosi sbagliate…. Certo che per lui è proprio un periodo pessimo.

Con questa richiesta di rinvio a giudizio segnaliamo che sono ben 5 i governatori (o da poco ex governatori) di centrosinistra indagati o rinviati a giudizio. Parliamo di Bassolino (Campania), De Filippo (Basilicata), Loiero (Calabria), Soru (Sardegna) e Del Turco (Abruzzo)

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Dopo Mastella pronto l’arrivo anche di De Mita nel PDL? Sto per vomitare…

24 02 2009

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Dopo la bomba Mastella, ora ne pare arrivare anche un’altra forse persino più grossa anche se meno pubblicizzata.

A riportare la notizia il blog di Francesco Storace

Dopo l’ingaggio di Mastella, per il Pdl è in arrivo un nuovo acquisto: Ciriaco De Mita. Nome pesante, caratura politica pure. In Campania il Popolo della Libertà punta dritto al centro e con “l’uomo di Nusco” si profila un apparentamento alle amministrative di giugno.
A darne notizia, riprendendo un’intervista rilasciata qualche giorno fa dal presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, è Salvatore Dama, in un articolo - che vi proponiamo – pubblicato oggi su Libero .
La prima mossa, ci informa Dama, parte dal ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, salernitana e capolista del Pdl in Campania alle ultime politiche, che “invita De Mita a evitare suggestioni terzo-poliste e ad accordarsi con il Pdl alle prossime amministrative”.
Del resto, l’ex presidente del Consiglio è l’unica personalità politica in grado di contrastare in modo efficace il sistema di potere di Bassolino e si sa, “i tempi cambiano e le alleanze pure”.
Il Pdl raddoppia, quindi, e va in attacco con la coppia De Mita-Mastella. Ma, forse, conclude Dama, le sorprese non sono ancora finite.

Viene segnalato anche il link alla notizia originale, di Libero

Che dire? Il peggio non ha fine…. Ma in Campania a quanto vogliono arrivare? All’80%? Ma è cosi necessario prendersi questi vecchi nel partito? L’immagine del PDL è un’optional da sacrificare per i voti clientelari? Risolviamo i problemi altrui fregando loro i peggiori elementi?

Sono veramente sconcertato

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Analisi del voto sardo: centrodestra a valanga

17 02 2009

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In apertura volevamo ringraziare gli utenti per le loro visite. Ieri per la diretta dello scrutinio abbiamo avuto 42000 visite in un solo giorno, record di tutti i tempi per questo piccolo sito. Grazie di cuore per l’attenzione!

Pur non essendoci ancora i risultati definitivi (incredibile!) proviamo a fare un’analisi del voto sardo confrontandolo con le politiche del 2008 e le regionali del 2004

Partiamo dalla coalizione vincente.
-Cappellacci rispetto alla coalizione che lo sosteneva ha un -4.8%. L’appeal del candidato è stato evidentemente inferiore alle liste che lo appoggiavano
-Nel complesso il centrodestra ottiene il 56.7%, rispetto al 50.5% delle politiche (pdl+mpa+udc+ferrara+ps.d.az) e al 51.9% delle regionali (fi+an+uds+udc+ps.d.az).
-Il PDL ha preso il 30.5% che sommato a Riformatori Sardi (7%) e Sardegna Unita-Uds (3.3%) che alle politiche erano dentro il PDL fa un 40.8%. Alle politiche prese il 42.4%, alle precedenti regionali Fi+An+Riformatori+uds (che però non sostenevano Pili) arrivarono al 32.4%. Quindi un lieve calo rispetto alle politiche 2008 ma nettamente meglio delle precedenti regionali (e delle politiche 2006)
-Exploit dei riformatori sardi, un piccolo segnale di riformismo-liberalismo dell’elettorato sardo
-L’UDC ottiene un ottimo 9.4%, ben +3.8% rispetto alle politiche 2008 ma rispetto alle regionali del 2004 scende dello 0.9%. In definitiva l’UDC all’interno del centrodestra ha in Sardegna quelle percentuali, ma l’exploit nei fatti non c’è, ha solo avuto l’onda lunga di far parte della coalizione
-Bene il Partito Sardo D’Azione che passa dall’1.5% delle politiche e dal 3.8% delle precedenti regionali al 4.3%
-Bene anche Insieme per le autonomie legata al MPA che sale dallo 0.6% al 2%

Passiamo agli sconfitti
-L’appeal di Soru è stato sovrastimato, altro che futuro leader del centrodestra. Ottiene solo il 4.2% in più della sua coalizione
-Malissimo la coalizione di centrosinistra. Passa da un 45.8% delle regionali e da un 44.5% delle politiche al 38.6% di queste elezioni
-Devastante il risultato del PD. Passa dal 36.2% delle politiche al 24.4%. E alle regionali 2004 ds+margherita+progetto sardegna presero il 31.9%. Insomma una debacle incredibile. Perde voti sia a destra che a sinistra
-Deludente il risultato dell’IDV. In una elezione che vede perdere ben il 10% al PD, ne guadagna solo 1% . Passa dal 4% al 5.2%. Ci si aspettava ben altro
-Buon risultato per le liste comuniste. Rifondazione+PDCI+La sinistra ottengono il 6.6%, che è ben superiore del 3.6% della Sinistra Arcobaleno che sommata a Sinistra Critica e partito di Ferrando faceva il 4.6%. Ma rispetto alle regionali 2004 il dato è uguale (6.7% in quella occasione)

In definitiva la luna di miele di Berlusconi con il paese è ancora fortissima, il centrodestra sale ancora e ottiene in Sardegna percentuali mai viste.

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Soru e le sue previsioni “Siamo avanti di 8 punti, nettamente in vantaggio”

17 02 2009

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A risultati quasi acquisiti e con un Cappellacci nettamente vittorioso, possiamo soffermarci un po’ sulle previsioni della vigilia.
Immagino che Soru fosse stato prudente, avesse capito le difficoltà. Ne sono sicuro!

E invece il caro Soru durante la campagna elettorale è stato in grado di regalarci questa perla tragicomica

Come? Il presidente del Consiglio parla di quattro punti di vantaggio? Personalmente non trovo corretto diffondere dati con tanta leggerezza in campagna elettorale. Comunque non dicono la verità, perché loro la verità la conoscono molto bene. E cioé che noi siamo avanti di otto punti

Insomma Soru con un effetto esilarante a posteriori non solo diceva di essere sicuro della vittoria ma anche di un vantaggio bello grande. Probabilmente aveva la febbre quando se ne è uscito con questa barzelletta.

Ma d’altronde a sinistra non sono nuovi a queste figuracce, tutti ricorderemo Veltroni parlare di più grande rimonta della storia, di una partita che avrebbero vinto al tie break, della freccia del sorpasso, di un pd come la nazionale di Bearzot del 82

Lo stesso Di Pietro prima delle regionali abruzzesi disse, come avevamo già segnalato, queste parole

Berlusconi da’ i numeri e da’ di testa. Infatti mente sapendo di mentire. Anche noi abbiamo i nostri sondaggi e sappiamo che la coalizione guidata da Carlo Costantini e’ quasi 5 punti avanti rispetto a quella guidata da Chiodi. Questo continuo mentire di Berlusconi dimostra che vuole taroccare i voti e prendere in giro gli abruzzesi

Non solo questi signori continuano a prendere bastonate ma collezionano frasi che rimarranno nella storia per la loro comicità. Continuano a inventarsi numeri, prendono in giro i sondaggi berlusconiani (che ogni volta si rivelano azzeccati), professano vantaggi fantascientifici e puntualmente invece vengono puniti dalle urne.

Poi ci si chiede perchè il centrosinistra continua a essere asfaltato ovunque, finchè non manderà via certi personaggi che hanno attaccata sulla fronte la patente di cazzari c’è poco da fare

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Concluso il passante di Mestre, successo del centrodestra

6 02 2009

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Domenica 8 febbraio sarà una data storica per la viabilità veneta. Dopo 4 anni di lavori, apre il “passante di Mestre”

Cos’è il passante di Mestre?

Il Passante, atteso da 30 anni, è stato realizzato in quattro con un investimento intorno ai 900 milioni di euro. Si tratta di un nastro d’asfalto di 32,5 chilometri su tre corsie, più una di emergenza a carreggiata, che bypasserà la strozzatura della tangenziale di Mestre, oggi interessata da oltre 140 mila mezzi al giorno con punte si 170 mila.

L’opera collegherà tra loro i tratti della A4 da Milano a Venezia e da Venezia a Trieste nonché la A27 da Venezia a Belluno. Il Passante è per otto segmenti in trincea di cui sette parzialmente coperti, 15 tratti rialzati con quattro viadotti e altrettante gallerie.

Quest’opera è un successo del governo Berlusconi, che in persona diede l’avvio ai lavori

Inaugurazione ufficiale in programma dopodomani con lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che torna qui a cose fatte e concluse dopo aver dato il via ai lavori, l’11 dicembre del 2004, martellando la borchia nel caposaldo topografico del Passante.

Grande soddisfazione per il governatore Galan

La prima Grande Opera italiana del Terzo Millennio apre domenica prossima 8 febbraio ed e’ nel Veneto: c’e’ perche’ abbiamo lavorato sodo, superando ostacoli e contrarieta’ di ogni tipo; sara’ utile all’economia nazionale; migliorera’ la qualita’ della vita dei cittadini di Mestre e dell’intera area centrale della regione

e ancora

Galan e’ felice, il Passante e’ merito soprattutto suo, che si e’ battuto e ha rintuzzato i no e i distinguo dei tantissimi contrari ”alcuni in buonafede, altri in malafede – ha aggiunto – cosi’ tanti che si potrebbe riempire Piazza San Marco”. Ma non vuole ne’ recriminare, ne’ fare nomi, ”ma non ne dimentico nessuno”, alla vigilia di una festa per il Veneto alla quale tantissimi vorrebbero partecipare.

Soddisfazione condivisa da tutto il centrodestra, protagonista della riuscita del progetto

Siamo alla vigilia di un momento che è destinato a lasciare un segno indelebile nella storia della nostra Regione: l’apertura del Passante di Mestre cambierà per sempre la fisionomia e le abitudini di migliaia di persone, influenzerà le strategie di sviluppo commerciale ed imprenditoriale delle nostre aziende, renderà il Veneto funzionale al collegamento dell’Europa dell’ovest con quella dell’Est. Il Passante di Mestre, insomma, segna una svolta per il Veneto, sotto tanti profili. ‘è il punto di vista pratico, naturalmente, visto che il Passante agevola lo spostamento di mezzi e persone e libera la tangenziale dal transito di migliaia di automezzi. Ma non è solo questo: è anche un momento di riconciliazione tra i cittadini e la politica. La critica più frequente mossa dai cittadini a chi, a tutti i livelli, li governa, è quella di non produrre risultati concreti, di perdersi in discussioni astratte senza riuscire a dare risposte serie a problemi veri. L’apertura del Passante  rompe questo schema: è la soluzione ad un problema sentito e vissuto ogni giorno da tanti Veneti; è un fatto che dimostra come la presenza al governo regionale di una persona capace e determinata come Giancarlo Galan ha saputo portare dei frutti

È la dimostrazione – aggiunge la Mistrello Destro – che non esiste una ‘classe politica’ generalmente intesa ma esistono politici capaci ed altri no; per fortuna del Veneto, Giancarlo Galan è un politico capace, un bravissimo presidente, che ha saputo realizzare qualcosa che nessuno, prima di lui, aveva saputo fare. Le opere pubbliche, importanti e strategiche, completate durante gli anni di governo del presidente Galan sono state moltissime, perché la Giunta Regionale ha mostrato di avere le idee chiare e di sapere benissimo come fare per cogliere questi traguardi. Ripenso sorridendo a quanti dicevano che il Veneto era un ‘Gigante economico e un nano politico’: la prima grande opera che si inaugura nel terzo millennio è il Passante di Mestre, un lavoro costato sforzo immane, che non sarebbe stato possibile senza una classe politica fortissima, disinteressata ai fronzoli, che non cerca la visibilità a tutti i costi sui media nazionali, ma lavora per portare a casa il risultato. Giancarlo Galan è la personificazione di questo modo di intendere la politica, ed è una fortuna per i Veneti averlo come presidente. Il Veneto dimostra di poter essere la locomotiva d’Italia, capace di portare a compimento un’opera pubblica di queste dimensioni anche in un momento di crisi. La nostra è una regione a statuto ordinario, per noi non è facile reperire fondi. Eppure il Passante è stato completato, il che significa che l’operato della nostra giunta deve essere preso a modello anche dalle altre regioni. Anche in questo momento, fare grandi opere si può: basta avere alla guida, dei politici capaci. Noi per fortuna abbiamo Galan, e ce lo teniamo stretto

Insomma senza i Pecoraro Scanio e l’attendismo del centrosinistra i progetti hanno inizio e finiscono nei tempi previsti. Con la sinistra la parola infrastrutture è un’utopia, qualsiasi progetto difficilmente inizia. Con il centrodestra ecco un’opera importantissima finita in 4 anni. E tra non molto anche il Mose a Venezia (osteggiato dalla solita sinistra dei no) sarà realtà





Crisi nel PDL in Puglia, lascia la Poli Bortone

22 01 2009

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Notizie non positive dalla Puglia. Nel PDL è crisi in regione, con la senatrice ed ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone che si dimette dal ruolo di coordinatrice di AN

Nelle prime ore del mattino, la senatrice  ha consegnato al presidente della Camera Gianfranco Fini  le proprie dimissioni dalla carica di coordinatore di Alleanza Nazionale in Puglia.

La notizia delle dimissioni della senatrice di An Adriana Poli Bortone ha creato nel Mezzogiorno (e non  solo) immediate reazioni politiche. Ad annunciare le dimissioni è stata la stessa parlamentare in una nota. “I miei convincimenti in tema di Mezzogiorno – precisa – e l’attuale scarsa attenzione nei riguardi di un territorio di rilevante importanza per l’Europa e l’area del Mediterraneo mi impediscono di mantenere la carica, seppur elettiva, di coordinatore regionale di Alleanza Nazionale”.”Stamane – conclude – ho coerentemente rimesso le mie dimissioni nelle mani del presidente Fini e del reggente La Russa”.

Le dimissioni sarebbero dovute a

La polemica di Poli Bortone è nei confronti del governo nazionale, accusato di essere troppo poco sensibile alle esigenze del Sud del Paese.

e tutto questo potrebbe portare a problemi in vista delle future amministrative

Lo strappo rischia di provocare un terremoto anche a Palazzo Carafa. Paolo Perrone, sindaco del Comune di Lecce, ha infatti dichiarato che avrebbe tenuto in giunta solo gli aderenti al PdL. Il suo essersi tirata fuori da Alleanza nazionale potrebbe costare alla vicesindaca, l’uscita anche dalla maggioranza comunale. E c’è chi, ora che le carte si rimescolano in tavola, non esclude una sua candidatura alla guida di Palazzo dei Celestini..

Immediata la replica di La Russa

Il reggente di Alleanza nazionale, Ignazio La Russa, ha accolto le dimissioni di Adriana Poli Bortone dall’incarico di coordinatore regionale di An in Puglia e ha nominto Francesco Amoruso commissario regionale.”Poli Bortone , di cui non va dimenticato il contributo dato negli anni alla destra – si legge in una nota della direzione nazionale del partito -, aveva gia’ reso peraltro incompatibile il suo ruolo di coordinatore regionale con sue recenti ripetute dichiarazioni pubbliche. Dichiarazioni che contrastavano irrimediabilmente con la possibilita’ di poter svolgere un ruolo utile ed efficace al rilancio della Puglia in un quadro unitario che An vuole perseguire insieme a tutto il Pdl.

E ora è sempre più probabile che la senatrice voglia creare un proprio partito, una specie di Alleanza per il Sud, con queste caratteristiche

E’ stato un ultimo, coraggioso tentativo per non spegnere una parte notevole della storia della destra italiana. A quanto pare fallito. I fedelissimi di Adriana oggi stanno già lavorando alla creazione di una nuova formazione politica, che potrebbe chiamarsi Alleanza Federale, nella quale potrebbero confluire tutti coloro (e sono tantissimi, specie i giovani) che non vogliono morire berlusconiani e che comunque credono ad una destra sociale, democratica, ma molto più vicina ai valori “fondanti” del vecchio MSI.

Insomma una situazione complicata e un’uscita non piacevole, visto anche il seguito e la stima di cui gode la senatrice in regione.

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Bassolino aveva promesso le dimissioni ma ormai è ufficiale che non ci saranno (lo dice il PD)

15 01 2009

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Ricordiamo quanto disse Bassolino ad aprile

Un ciclo è finito. Me ne vado ma tra un anno. L’orizzonte giusto del nostro impegno e del nostro lavoro è attorno a un anno, sarebbe terribile se abbandonassimo all’incertezza la questione rifiuti e l’indirizzo delle risorse economiche strutturali. Poi, per quello che mi riguarda, si può andare al voto ben prima della scadenza naturale portando avanti l’interesse dei cittadini che è la mia stella di riferimento

e tutti i giornali lo avevano segnalato aggiungendo particolari commoventi

Ancora un anno, poi Bassolino si farà da parte e in Campania si andrà alle elezioni anticipate per rinnovare il governo regionale. Lui giura di aver deciso in totale solitudine e senza avvertire nessuno, dice che aveva accanto soltanto la sua gatta quando ha buttato giù gli appunti per il discorso da fare ai giornalisti convocati a Palazzo Santa Lucia per l’ annuncio.

Il PD ne era contento

Veltroni parla di scelta dettata da «senso di responsabilità e amore per la Campania». Se Bassolino la racconta così, bisogna credergli. Tanto più che dai vertici del Pd in qualche modo confermano: «Decisione autonoma», fanno sapere. Ma «auspicata», e quindi «molto soddisfacente»

A inizio dicembre sembrava che il PD volesse chiedere chiaramente le dimissioni, magari in cambio di una candidatura alle europee

C’è aria di dimissioni: Veltroni convoca Bassolino e Iervolino. Secondo indiscrezioni, a Bassolino che fino ad ora non è stato apertamente invitato da Veltroni a dimettersi, potrebbe aprirsi la strada della candidatura al parlamento europeo nel 2009. Se ciò si verificasse si porrebbe un chiaro stop al processo che lo vede coinvolto nella gestione dei rifiuti in Campania.

Ma le cose sembrano cambiate, Veltroni non conta nulla e non ottiene niente e Bassolino se ne esce con affermazioni fumose

Io mi sento un uomo delle istituzioni che per quattro volte si e’ sottoposto al giudizio e all’elezione diretta da parte dei cittadini. Dovere degli uomini e delle donne delle istituzioni e dovere di chi e’ eletto dai cittadini e’ cercare di unire, e’ cercare di fare gli interessi generali. Mentre, esattamente al contrario, interesse dei capibastone e’ dividere

e c’è qualcuno che azzarda un partito fai da te di Bassolino che non intende proprio fare un passo indietro

Resistenza istituzionale a oltranza. E poi il motto della Terza internazionale, “Il socialismo in un solo Paese”, declinato nel napoletanissimo “bassolinismo in una sola regione”.
Il partito personale di Bassolino è già nato, anche se i vagiti piuttosto flebili sono sopraffatti dall’implosione del Partito democratico. Scaricato da Massimo D’Alema, svillaneggiato dai veltroniani, eletto a icona del malgoverno del Sud da Chiamparino e Cacciari, perennemente sotto il fuoco dei miglioristi napoletani che lui stesso cacciò nel lontano ’93, quando il partito lo inviò qui come commissario, il governatore è pronto a ribaltare il tavolo.

In tutta questa confusione è il commissario Morando a mettere una parola fine sulla questione, ammettendo che le presunte dimissioni postdatate di Bassolino erano una farsa e che Don Antonio non si dimetterà. Insomma l’ammissione di una frode politica

Sì, ho visto Bassolino. Riconosco che l’ impressione è quella: di dimissioni non si parla più. Ormai si va alla scadenza naturale del mandato, a metà 2010.

E’ il governatore meno amato dai suoi cittadini ed è ancora superprotetto nel partito dove Veltroni non vale più nulla. E’ lui il mitico poltronaro Don Antonio

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Gli amministratori del centrodestra sono i più amati dai cittadini

12 01 2009

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Riportiamo un vasto sondaggio del Sole24Ore sulle pagelle date ai sindaci, presidenti di provincia e governatori, il cosiddetto Governance Poll

A coabitare sul primo scalino del gradimento elettorale, con un favore record tributato loro da tre cittadini su quattro, sono personaggi molto diversi, che mostrano quante siano le applicazioni pratiche possibili del vademecum.
C’è quella della new entry in vetta, il sindaco di Verona Flavio Tosi, della Lega, che guadagna 15 punti dall’anno scorso (e 14,3 dal giorno delle elezioni). Sergio Chiamparino, puntuale sul podio in ogni edizione del Governance Poll, che da buon piemontese non abbandona mai l’understatement, ma nemmeno il puntiglio sui temi che gli stanno a cuore. Che anche per lui trovano una sintesi parziale ma efficace nelle parole d’ordine del federalismo e della sicurezza. Sicurezza che domina l’agenda anche dell’altro habitué del medagliere, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti, che guida anche la classifica dei capoluoghi per il numero delle ordinanze emanate dopo il decreto Maroni.

Bene anche i sindaci del centrodestra delle grandi città

tra i big sorride anche Letizia Moratti, accreditata del favore del 57% dei milanesi (5% in più rispetto al risultato elettorale), e Gianni Alemanno, che con il 56% guadagna 2,3 punti rispetto al giorno delle elezioni.

In generale

Rispetto ai voti ottenuti nelle urne, il 69% dei sindaci di centrosinistra ha perso consensi, mentre nel centrodestra (35 amministrazioni) le pattuglie di chi è in crescita e di chi perde terreno sono quasi equivalenti (16 a 19).

Malissimo molte amministrazioni di centrosinistra

Ma la «questione morale» e le divisioni politiche hanno colpito più duro; e oltre a travolgere le quotazioni della Iervolino con una picchiata degna della crisi finanziaria, hanno assottigliato drasticamente le fila dei sostenitori di Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente dell’Anci, che perde 11 punti rispetto al consenso ottenuto nelle urne alla vigilia di una partita elettorale che si annuncia insolitamente aperta per il capoluogo toscano. Impossibile misurare il favore di Luciano D’Alfonso, agli arresti nei giorni in cui Ipr Marketing effettuava le rilevazioni, ma è l’intero centrosinistra abruzzese a essere schiacciato dalla vicenda nata con gli arresti dell’ex presidente Ottaviano Del Turco: come sa il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che si ferma nove punti sotto il risultato ottenuto l’anno scorso, e il suo collega di Chieti, Francesco Ricci, che rispetto al risultato elettorale ha perso per strada il 18,3% dei consensi.
Ma il Pd soffre anche lontano dalle Procure, tanto da occupare nove delle dieci posizioni di coda

Passando all’analisi dei governatori, vediamo che i primi 3 posti della classifica sono appannaggio dei governatori di centrodestra Lombardo, Formigoni e Galan. Tiene anche Tondo in Friuli.

Malissimo nel centrosinistra con ben 10 governatori su 11 che hanno un apprezzamento peggiore rispetto a quando erano stati eletti e ben 5 sotto la soglia del 50% con addirittura un Bassolino a un pessimo 39%

Tra i presidenti di provincia ben 8 posizioni sulle prime 10 sono occupate da presidenti di centrodestra con l’exploit della Sicilia. Gli ultimi 13 posti della classifica sono tutti di centrosinistra

In 63 Province (il 59% del totale) il 2009 è anno di elezioni e, con i numeri attuali, in 17 (di cui 15 di centrosinistra) si candidano a cambiare colore. Tra le amministrazioni a rischio c’è anche quella milanese, dove Filippo Penati oscilla sul filo del 50%, mentre il presidente di Napoli, Dino Di Palma, dei Verdi, se tornerà a guidare il centrosinistra alle urne, avrà bisogno di una campagna elettorale molto efficace.

Insomma ottimi risultati per gli amministratori di centrodestra e un complessivo sostegno alle politiche della coalizione in tutta Italia

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