Il nuovo che avanza: a sinistra si ripensa a Bassolino sindaco di Napoli

21 08 2009

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I rumors dalla Campania indicano un ritorno di fiamma per l’ipotesi di una ricandidatura di Bassolino a sindaco di Napoli

Ancora qualche mese fa, Antonio Basso­lino assicurava che avrebbe mantenuto la promessa fatta all’allora leader del Pd Vel­troni: lasciar passare l’ora più nera dello scandalo rifiuti, e dimet­tersi da presidente del­la Regione. Ora non so­lo Bassolino terminerà il mandato, che scade l’anno prossimo. Ma po­trebbe essere tentato da un clamoroso ritorno: ricandidarsi sindaco quando nel 2011 scadrà il secondo, tormentato quinquennio di Rosetta Russo Iervolino.

Anche Mastella, profondo conoscitore, delle cose campane prefigura una ricandidatura

Ho sentito la voce di Bassolino candi­dato sindaco, e mi pare decisamente vero­simile. Se poi vincesse Bersani, e penso che vincerà, l’opzione diventerebbe proba­bile. Tutti conoscono il peso delle tessere napoletane dentro il Pd; e qui il Pd è anco­ra in mano a Bassolino, che non a caso so­stiene Bersani. C’è una serie di indizi che fa credere all’ipotesi del ritorno di Antonio nel 2011. Alle Provinciali, dov’era in corsa Nicolais, lui non ha fatto granché; e la de­stra ha stravinto. Alle Europee si è invece impegnato per un suo uomo, Cozzolino, che è andato molto bene. Ha fatto un rim­pasto in Regione e mica ha pescato a Bene­vento, in Irpinia, a Salerno, a Caserta: ha puntato tutto su Napoli, da Santangelo alla Sanità al suo ex vicesindaco, Marone. E poi c’è l’elemento decisivo: senza Bassolino, per la sinistra sarebbe il diluvio. La sua ba­se è tale che, se il partito non si riunificas­se dietro di lui, potrebbe candidarsi da so­lo e vincere al secondo turno, come De Lu­ca a Salerno

Anche Velardi vede un Bassolino carico

Io arrivai, con una scel­ta dadaista, un po’ folle, nel momento più cupo. Trovai Antonio clinicamente morto. Non usciva più dall’ufficio. Per prima cosa gli organizzai una manifestazione, per far­lo reagire. E lui ha dimostrato una forza bruta, una vitalità animalesca. Non do un giudizio di valore: constato che ha seppelli­to politicamente Veltroni che gli chiedeva di andarsene, e si appresta a fare lo stesso con Franceschini. Ora si ritrova davanti questa sfida titanica, da cui dubito uscireb­be vincitore, ma che non è priva di sugge­stione.

Nel Pd negano l’ipotesi, ma della cosa si parla quindi non ci troviamo di fronte a fuffa estiva

Ad aprire le danze è il vicecapogruppo del Pd alla Camera, Marina Sereni: «Non so se questa possibilità sia condivisa da Bersani e dai suoi sostenitori in Campania, ma il nostro partito deve dare prova di grande rinnovamento nelle classi dirigenti». Di seguito, a mettere le mani avanti, ci pensano Luigi Nicolais e Leonardo Impegno. L’ex ministro afferma: «La mia opinione circa la possibilità di una sua futura candidatura al Comune di Napoli è e resterà negativa, non perchè Bassolino non sappia fare il sindaco ma perchè considero che il Pd in Campania debba voltare pagina». Più duro il presidente del consiglio comunale partenopeo: «Sarebbe un’assurdità: al Pd e al centrosinistra servono volti nuovi, ragione per cui — sostiene Impegno— ho accettato la candidatura alla segreteria regionale e mi sto impegnando in coerenza con l’innovazione rappresentata a livello nazionale da Franceschini».

e anche il Pdl, ancora senza candidato, valuta l’ipotesi

Nessuno del Pdl, però, sgomita per correre a Napoli. Perché? Secondo i bene informati i motivi sareb­bero due: primo, e più importante, la possibile (per taluni probabile) discesa in campo del governatore; secondo, a ben vedere i numeri delle recenti elezioni europee e pro­vinciali — dove è noto che la forza bassolinana è stata con­centrata quasi esclusivamente sull’elezione di Andrea Coz­zolino a Strasburgo — fotograferebbero una distanza in realtà assai modesta tra Pdl e Pd.

e attenzione perchè qualcuno chiede addittura le dimissioni della Iervolino per un voto combinato Regione-Città

C’è un fronte trasversale nel mondo politico napoletano che spinge per il voto anticipato al Comune, in concomitanza con le Regionali del 2010. Una soluzione che spianerebbe la strada all’eventuale ritorno a Palazzo San Giacomo di Antonio Bassolino, il quale tra pochi mesi lascerà l’incarico di governatore. L’ipotesi sta prendendo sempre più corpo nel Pd: «La giunta Iervolino può restare in sella solo con un serio piano di fine legislatura. Altrimenti non ha senso continuare» dice il consigliere comunale Pietro Mastranzo

Insomma il peso di Bassolino, evidentissimo nel tesseramento campano per le primarie, pare debba avere una forte contropartita e Don Antonio di nuovo candidato sindaco non è poi così fantascienza. D’altronde andrà pure “rimborsato” l’impegno dell’uomo delle tessere dal suo partito, che d’altronde non lo ha mai mollato, nonostante le numerose inchieste che gli pesano sulle spalle e il fallimento politico in regione.





Pd: scoppia lo scandalo tessere gonfiate in Campania

15 07 2009

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A poca distanza dal caso Grillo, scoppia un nuovo “scandalo” in casa Pd. Il tesseramento altamente anomalo del Pd in Campania

La classe dirigente del Partito Democratico deve affrontare l’ennesimo scandalo. In un solo pomeriggio, a Napoli, più di 6000 persone avrebbero deciso di aderire al Partito di Dario Franceschini.
Ignazio Marino, eletto nuovo castigatore del Partito Democratico per i dubbi sollevati sulla moralità del progetto politico che vorrebbe rappresentare, ha supposto che nel capoluogo campano in pochi giorni ci sarà più tesserati che elettori.

Di fatto l’ennesima notizia che punta a minare gli equilibri interni del Partito tendenzialmente di centro-sinistra non è una totale novità. Ad oggi, stando ai dati ufficiali, un quinto degli iscritti a Partito Democratico si sarebbe iscritto a Napoli.

Entrando nel particolare dei dati in regione

Ci sono Comuni dove il Pd, alle Provinciali di un mese fa, ha preso meno voti degli iscritti. Un’anomalia eclatante. È successo a San Giuseppe Vesuviano, a Pimonte, a Casola, a Casamarciano, a Visciano.

I rapporti votanti-iscritti con un tesseramento normale li spiega un consigliere regionale del Pd

In teoria, in un partito trasparente, ad ogni iscritto dovrebbero corrispondere almeno dieci voti, perché il militante porta a votare anche parenti ed amici che non sono tesserati. Invece a Napoli e provincia accade per lo più il contrario. Nella stragrande maggioranza dei Comuni e delle Municipalità il rapporto tra iscritti e voti si ferma attorno a 2 o 3. Cifre da considerarsi sospette

e invece…

è evidente che il rapporto «corretto» di uno a dieci viene mantenuto solo in 12 Comuni della provincia e due Municipalità della città di Napoli. Qualche esempio? A Frattamaggiore il Pd ha 2062 tesserati ed ha ottenuto 5.012 voti. Rapporto: 2,32. A San Giorgio a Cremano, altro grosso centro alle porte di Napoli, gli iscritti sono 2.414 ma i voti si sono fermati a 5.820. Un rapporto di 2,41. A Napoli le Municipalità con le più evidenti anomalie sono anche quelle a più alta incidenza di camorra

Notevole il confronto con altre zone dell’Italia

In provincia di Caserta arriveremo forse a 10mila tessere. Tutta la Lombardia ne conta meno della metà. Napoli e provincia sfiorerà le 60mila, Benevento e Avellino intorno alle 6mila ciascuna. Salerno il doppio.

Domanda finale

Se le tessere sono fasulle, allora che Partito Democratico è?

Insomma il potere Bassoliniano in Campania sembra resistere fortissimo. Sarà essenziale nella corsa alla segreteria del Pd, tanto è vero che Bersani si limita a non discutere la questione dicendo di avere massima fiducia negli organi locali (ovvio visto che Bassolino lo sosterrà). Notevole il fatto che in Campania dove ultimamente il Pd è crollato dopo 15 anni di potere assoluto del centrosinistra abbia così tante tessere






Le genialità del Pd a livello locale

23 06 2009

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Segnalo un mio articolo pubblicato oggi sul sito di approfondimento quotidiano Il Predellino

Non contento dei risultati veramente modesti alle elezioni europee e di un tracollo generalizzato alle amministrative, il Pd (e il centrosinistra in generale) ultimamente si stanno rendendo protagonisti di alcune ordinanze, decisioni e progetti piuttosto pittoreschi.

E’ di questi giorni il clamore suscitato dal progetto della Regione Campania di Bassolino per il reinserimento degli ex detenuti nel mondo del lavoro. I lungimiranti amministratori democratici hanno pensato bene che il modo migliore per offrire una nuova possibilità agli ex galeotti sia quello di dare loro la carica di operatori per la sicurezza turistica urbana. Insomma indultati e clienti abituali delle carceri danno e daranno informazioni e indicazioni ai turisti. L’assessore le definisce ronde partenopee tramite le quali questi ex detenuti diventano rappresentanti della città nell’accoglienza a coloro che visitano Napoli. Insomma non bastava l’immagine degradante e legata alla Camorra della città, ora il biglietto da visita città/criminalità è addirittura promosso e pubblicizzato.
Passiamo a Bergamo: la giunta dell’ormai ex sindaco Bruni poco prima delle elezioni, in un disperato tentativo di demagogia pre-elettorale (le comunali a Bergamo sono state vinte dal centrodestra al primo turno) ha tentato la carta di una serie di ordinanze sulla sicurezza, tema molto sentito nel Nord Italia. Il nuovo regolamento oltre a prevedere norme sulla prostituzione e sul commercio abusivo prevedeva l’elemosina a tempo. Sì avete capito bene, per gli strateghi del centrosinistra l’unico modo di combattere l’accattonaggio  era quello di proporre delle fasce orarie in cui mendicare per strada. Non si sa come i geniali democratici sarebbero riusciti a far rispettare la norma, probabilmente o con un gratta e sosta o con un disco orario.

Nel Pisano
9 comuni (compreso il capoluogo) si sono inventati il deterrente per mandare via i rom: 500 euro per andarsene e non tornare. Una scommessa, con i soldi dei cittadini, improntata sulla fiducia nel non ritorno degli zingari. Tra l’altro non erano per l’integrazione i soloni del solidarismo del centrosinistra?

Rimaniamo a Pisa per un’altra genialata democratica. Il sindaco Filippeschi ha creato la multa per chi non festeggia il Santo Ranieri durante la celebrazione cittadina. Chi non appone i lumini alle finestre è punito con una multa fino a 500 euro e dall’anno prossimo l’ordinanza prevede l’obbligo di acquisto dei ceri. L’assessore è riuscito a motivare la decisione con una questione sicurezza: i ceri non accesi renderebbero troppo buia la città durante la festa. Ma quanto sono laici questi democratici, arrivano persino a multare chi non rispetta il culto obbligatorio.
D’altronde ormai il centrosinistra si adopera in modo fantasioso sia quando è al governo cittadino sia quando vuole arrivarci.

A Bologna per far vincere Delbono a tutti i costi il Pd ha organizzato per il fine settimana elettorale dei pullman che vadano a prendere i bolognesi (soprattutto anziani) dalle località balneari per portarli a votare in città. In alternativa ha chiesto (e ottenuto) dai sindacati organici di bloccare le gite nel weekend per i pensionati. Non sia mai che il povero vecchietto vada a riposarsi nel fine settimana, l’ordine tassativo è farlo votare con ogni mezzo.
Insomma i democratici piddini se ne inventano una ogni giorno, l’originalità (ogni tanto condita da un po’ di stupidità) è il marchio di fabbrica per questo centrosinistra felicemente perdente.





Parte il primo termovalorizzatore della Campania. Ennesimo successo del governo

25 03 2009

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Domani è un giorno storico per la Campania. Aprirà infatti il termovalorizzatore di Acerra

Ad Acerra, e non solo, si contano le ore ed i minuti di un conto alla rovescia storico: l’attivazione del primo termovalorizzatore della Campania, impianto capace di produrre energia (elettrica e calore) dal trattamento termico dei rifiuti consentendo non solo l’avvio della soluzione di una delle piu’ drammatiche emergenze d’Italia, ma la produzione di energia utile grazie alla quale risparmiare sul fronte delle risorse energetiche non rinnovabili. Simbolo delle lotte ambientaliste, fatte proprie dalla sinistra radicale o dagli individualismi locali, teatro di scontro di battaglie politiche, oggetto di indagini dei magistrati, l’impianto diventera’ operativo domani

L’opera era stata fortemente voluta dal governo Berlusconi e bloccata nel 2007 causa i diktat al governo Prodi dell’ala ambientalista, con a capo il ministro Pecoraro Scanio

A quasi cinque anni dalla posa della prima pietra (agosto 2004) nell’impianto arrivera’, finalmente, la spazzatura. I lavori ad Acerra – sospesi nel giugno del 2007, quando l’impianto era completato all’87% – sono ripresi a fine luglio 2008

L’impianto di Acerra

si estende complessivamente su una superficie di circa 9 ettari ed e’ costituito da tre linee di termovalorizzazione (di uguale capacita’ pari a 27 t/h) e da una sezione di produzione di energia elettrica in grado di produrre 120 Mwe. La capacita’ complessiva di smaltimento e recupero energetico e’ pari a 600.000 t/a di rifiuti urbani non pericolosi. A pieno regime e’ previsto il trattamento di circa 2.000 tonnellate di rifiuti al giorno.

E’ stato decisivo l’intervento di Berlusconi

Il piano del governo (annunciato da Berlusconi in occasione della prima riunione del Consiglio dei Ministri tenuta nel Palazzo Reale di Napoli il 21 maggio 2008) ha posto come punto imprescindibile il completamento e l’operativita’ del termovalorizzatore di Acerra. Ma bisognera’ portare a compimento tutti gli altri interventi previsti dal decreto legge n. 90 del 23 maggio 2008 (poi convertito nella Legge n. 123 del 14 luglio 2008) che ha consentito di superare la fase piu’ acuta di una crisi decennale cominciando con il liberare le strade dai rifiuti e proseguendo con interventi mirati su: discariche, termovalorizzatori, raccolta differenziata e Consorzio Unico di Bacino.

La legge 123 prevede

la realizzazione di altri tre impianti di termovalorizzazione (Salerno, Napoli e Santa Maria La Fossa) oltre quello di Acerra

Intanto è partita un’ampio e interessante progetto per la raccolta differenziata in regione

Raccolta differenziata: e’ partita il 9 dicembre 2008 quella che Bertolaso definisce la ”rivoluzione della differenziata in Campania”. L’iniziativa, battezzata ‘Campania pulita’, prevede la possibilita’ per i privati di conferire personalmente la raccolta differenziata di vetro, carta e cartone, plastica ed alluminio ricevendo un corrispettivo economico.

Insomma la situazione pare ormai avviarsi alla normalità grazie all’intervento serio, accurato e veloce del governo Berlusconi. Governo che ha spazzato via l’indecente conduzione della emergenza delle amministrazioni di sinistra e l’assoluta incapacità di intervento del governo Prodi.

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Bassolino quasi sicuro candidato alle europee e fiero di essere rimasto in regione

18 03 2009

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Bassolino dopo la performance ad Annozero continua a essere protagonista e il suo futuro pare essere uno degli argomenti clou della nuova strategia piddina.

Nei giorni precedenti ci sono state molte indiscrezioni sulla probabile candidatura di Bassolino alle europee

Sarà perché Bassolino ai doppi incarichi è abituato (sindaco-ministro del Lavoro nel governo D´Alema), fatto sta che al termine della trasmissione Annozero di giovedì scorso, nel-l´intrattenersi con alcuni cronisti, si sarebbe lasciato sfuggire: «Se fanno la legge (ndr modifica normativa per i doppi incarichi dei governatori), non ho problemi». Insomma il presidente si vuole candidare alle europee. Deve mettere a frutto le tante ore passate a studiare inglese.

e nel caso non ci fosse la legge si è già trovato un rimedio

Anche se esiste una seconda opzione: lo statuto regionale appena varato permette all´esecutivo di Santa Lucia di rimanere in piedi anche senza Bassolino. Fino al 2010 le redini della Regione le terrebbe il vicepresidente Antonio Valiante.

Insomma un accordo pare essere stato trovato nei minimi particolari

Dunque l´accordo è stato stretto. E dovrebbe prevedere Nicolais candidato della neonata coalizione di centrosinistra alla Provincia, il dalemiano Enzo Amendola alla segreteria provinciale del partito, Bassolino in Europa. Altro che odio profondo, altro che rottura insanabile, salta un altro turno l´assessore Andrea Cozzolino che a Strasburgo già pensava da tempo. Sul fronte provinciale, ma casertano, sembra assai complicato evitare il commissariamento dopo le dimissioni di Sandro de Franciscis. Ma si sta tentando il possibile.

Oggi Bassolino rivendica la sua scelta di rimanere attaccato alla poltrona in Regione

Penso che questo anno abbia dimostrato quanto sia stata saggia la scelta di andare avanti da qualsiasi punto di vista

e si auto-loda rimandando la decisione (o l’annuncio) sulle europee

Per quanto mi riguarda lavoro e continuo a lavorare da presidente della Regione Campania». Il governatore Antonio Bassolino risponde così a chi gli chiede se si candiderà o meno alle prossime europee. Ribadisce di aver fatto la scelta giusta a restare al suo posto e aggiunge anche: «Continuerò a lavorare».

«Mi domando in che situazione saremmo se fosse stata fatta una scelta diversa rispetto a quella doverosa di andare avanti – aggiunge – all’esame del consiglio ci sono altre importanti leggi: sport, delega agli enti locali che considero una di quelle più qualificanti di un’intera legislatura»

Tutto questo, Bassolino, lo definisce «un’eredità importantissima per quelli che dovranno governare la Regione dopo di noi, chiunque essi siano di centrosinistra come di centrodestra». «Immaginiamo se le elezioni si fossero fatte l’anno scorso con l’immondizia in mezzo alle strade, che spettacolo avrebbero dato i gruppi politici, il peggio di sé – aggiunge – ora abbiamo guidato e spinto e spingiamo perchè i partiti possano, invece dare il meglio di sè nella competizione elettorale. Il meglio di sè a partire da una più giusta eredità».

Insomma il solito Bassolino orgoglioso del lavoro fatto (?) e che cerca di riciclarsi ovunque, nonostante i disastri fatti. D’altronde finchè il Pd lo sostiene e lo considera ultranecessario in Campania è in una posizione di forza

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Ci mancava pure Clemente

14 02 2009

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L’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella si candiderà alle elezioni europee nella lista del Pdl.
Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, la notizia è stata resa ufficiale attraverso un comunicato che conferma anche l’appoggio dell’Udeur al Pdl alle elezioni amministrative in Campania.

Il segretario dell’Udeur, Clemente Mastella, sarà candidato alle europee nella lista del Pdl. Lo rende noto un comunicato che formalizza le indiscrezioni dei giorni scorsi e nel quale si puntualizza che il sodalizio tra Pdl e Udeur verrà esteso anche alle elezioni amministrative in Campania, dove i due partiti presenteranno candidati comuni.

PIENA SINTONIA – «L’alleanza con il Pdl vale per le europee – conferma Mastella. – Dove si andrà a votare per le amministrative, in Campania, faremo una verifica e visto come mi hanno trattato non credo che ci saranno altre alleanze a sinistra». L’ex Guardasigilli replica seccato a chi insinua che il premier, Silvio Berlusconi, abbia in qualche modo saldato il debito con chi, di fatto, ha provocato la caduta di Prodi: «Chi dice questo è un farabutto». Mastella non intende però rivolgere nessun messaggio politico ai suoi ex partner del centrosinistra: «Non ho nulla da dire, a Veltroni o ad altri. Ringrazio invece il gruppo dirigente del Pdl: potevano avere molti motivi per dire no all’intesa, invece ho riscontrato piena sintonia sia dai livelli nazionali che da quelli locali». E con quale spirito torna in politica? «Ero angosciato, adesso sono più motivato che mai. Mi batterò per le cose per le quali mi sono sempre battuto». Come la giustizia? «Certo, sulle intercettazioni continuo a pensare che ripartire dal mio ddl sarebbe la cosa migliore per tutti». «Riparto – conclude Mastella – con umiltà e determinazione, dopo un periodo di umiliazioni e amarezze di ogni tipo. Riparto con la coscienza dell’uomo libero, con la serenità di chi riprende a vedere un po’ di luce».

Ovviamente ringraziamo Mastella per essere stato protagonista della caduta del pessimo governo Prodi ma quest’innesto non è sicuramente il massimo per noi elettori del PDL: Anche a torto (poi come è andata a finire l’inchiesta di Santa Maria Capua a Vetere?) Mastella rappresenta nell’immaginario collettivo la peggior politica, quella della casta, dei favori, delle raccomandazioni, degli inciuci, dei voltagabbana. Insomma in Campania probabilmente consentirà di aumentare il bottino del PDL (che andrà oltre il 40% delle politiche) e di conquistare qualche provincia e comune ma come immagine a livello nazionale il PDL sembra voler conquistare definitivamente lo scettro di nuova DC pronta a mettere da parte il rinnovamento per i voti figli del clientelismo. Sul breve periodo può anche essere utile, ma sul lungo periodo con queste decisioni si rischia di far diventare il PDL un partito oggettivamente e volontariamente legato agli schemi della prima repubblica.

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Bassolino aveva promesso le dimissioni ma ormai è ufficiale che non ci saranno (lo dice il PD)

15 01 2009

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Ricordiamo quanto disse Bassolino ad aprile

Un ciclo è finito. Me ne vado ma tra un anno. L’orizzonte giusto del nostro impegno e del nostro lavoro è attorno a un anno, sarebbe terribile se abbandonassimo all’incertezza la questione rifiuti e l’indirizzo delle risorse economiche strutturali. Poi, per quello che mi riguarda, si può andare al voto ben prima della scadenza naturale portando avanti l’interesse dei cittadini che è la mia stella di riferimento

e tutti i giornali lo avevano segnalato aggiungendo particolari commoventi

Ancora un anno, poi Bassolino si farà da parte e in Campania si andrà alle elezioni anticipate per rinnovare il governo regionale. Lui giura di aver deciso in totale solitudine e senza avvertire nessuno, dice che aveva accanto soltanto la sua gatta quando ha buttato giù gli appunti per il discorso da fare ai giornalisti convocati a Palazzo Santa Lucia per l’ annuncio.

Il PD ne era contento

Veltroni parla di scelta dettata da «senso di responsabilità e amore per la Campania». Se Bassolino la racconta così, bisogna credergli. Tanto più che dai vertici del Pd in qualche modo confermano: «Decisione autonoma», fanno sapere. Ma «auspicata», e quindi «molto soddisfacente»

A inizio dicembre sembrava che il PD volesse chiedere chiaramente le dimissioni, magari in cambio di una candidatura alle europee

C’è aria di dimissioni: Veltroni convoca Bassolino e Iervolino. Secondo indiscrezioni, a Bassolino che fino ad ora non è stato apertamente invitato da Veltroni a dimettersi, potrebbe aprirsi la strada della candidatura al parlamento europeo nel 2009. Se ciò si verificasse si porrebbe un chiaro stop al processo che lo vede coinvolto nella gestione dei rifiuti in Campania.

Ma le cose sembrano cambiate, Veltroni non conta nulla e non ottiene niente e Bassolino se ne esce con affermazioni fumose

Io mi sento un uomo delle istituzioni che per quattro volte si e’ sottoposto al giudizio e all’elezione diretta da parte dei cittadini. Dovere degli uomini e delle donne delle istituzioni e dovere di chi e’ eletto dai cittadini e’ cercare di unire, e’ cercare di fare gli interessi generali. Mentre, esattamente al contrario, interesse dei capibastone e’ dividere

e c’è qualcuno che azzarda un partito fai da te di Bassolino che non intende proprio fare un passo indietro

Resistenza istituzionale a oltranza. E poi il motto della Terza internazionale, “Il socialismo in un solo Paese”, declinato nel napoletanissimo “bassolinismo in una sola regione”.
Il partito personale di Bassolino è già nato, anche se i vagiti piuttosto flebili sono sopraffatti dall’implosione del Partito democratico. Scaricato da Massimo D’Alema, svillaneggiato dai veltroniani, eletto a icona del malgoverno del Sud da Chiamparino e Cacciari, perennemente sotto il fuoco dei miglioristi napoletani che lui stesso cacciò nel lontano ’93, quando il partito lo inviò qui come commissario, il governatore è pronto a ribaltare il tavolo.

In tutta questa confusione è il commissario Morando a mettere una parola fine sulla questione, ammettendo che le presunte dimissioni postdatate di Bassolino erano una farsa e che Don Antonio non si dimetterà. Insomma l’ammissione di una frode politica

Sì, ho visto Bassolino. Riconosco che l’ impressione è quella: di dimissioni non si parla più. Ormai si va alla scadenza naturale del mandato, a metà 2010.

E’ il governatore meno amato dai suoi cittadini ed è ancora superprotetto nel partito dove Veltroni non vale più nulla. E’ lui il mitico poltronaro Don Antonio

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