Il Governo vuole eliminare 3000 enti (consorzi, comunità montane ecc) e ridurre i componenti dei consigli circoscrizionali

30 06 2009

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Il Codice delle Autonomie che è attualmente in preparazione prevede notevoli novità in merito alla soppressione dei cosiddetti enti inutili

Un dossier del Sole 24 Ore analizza le novità

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-Per gestire il territorio bastano Comuni, Province, Regioni e nulla più. Il Ddl riscrive gli ordinamenti delle autonomie locali cancellerà almeno 3 mila enti.

-All’esodo di enti si aggiungerebbero inoltre 86 mila politici locali che si vedrebbero portare via il seggio della riduzione dei consigli e delle giunte in Comuni e Province

-Nel taglia-enti finiranno comunità montane, consorzi di bonifica, Ato

-In gioco ci sono migliaia di presidenze, vicepresidenze e consigli di amministrazioni

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Province, pronto un piano Brunetta-Maroni per il loro svuotamento

2 04 2009

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Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ha annunciato che tra poco più di una settimana presenterà il “Codice delle autonomie” che ha realizzato con il ministro dell’Interno Maroni

È “il codice degli enti locali”, un piano che dovrebbe entrare a regime prima del voto immediatamente successivo, tra 4 o 5 anni. L’idea è che, alla scadenza della prossima tornata amministrativa, “le Province molto probabilmente non saranno più quelle che abbiamo conosciuto fino a oggi…”. Saranno cioè degli “enti di secondo livello”. Le elezioni amministrative di giugno potrebbero essere le ultime per alcune delle province dove il consiglio sarà rinnovato

Cosa cambierebbe nel merito?

La Provincia non sparirà dal punto di vista formale, ma non avrà più un costo politico: «Rimarrà l’ente provincia ma non avrà più degli eletti», ha chiarito Brunetta: «I consiglieri provinciali e presidente non saranno altro che i sindaci dei comuni nella provincia». Il presidente sarà il sindaco del capoluogo di provincia, e il parlamentino sarà formata dagli altri primi cittadini del territorio. Si «elimineranno così un po’ di costi della politica – ha detto ancora il ministro nemico dei fannulloni – e quello che fa ora la provincia lo faranno i Comuni all’interno della provincia». Tra cittadino e Stato rimarranno quindi solo due livelli: «Regione e comune». Che possono bastare.

In definitiva si può riassumere così

Le province non saranno cancellate ma semplicemente svuotate di costi e poteri. In altre parole rimarranno come enti di secondo livello tra comuni e regione, privati di una reale rappresentanza espressa mediante il voto. Saranno presiedute dal sindaco del comune capoluogo e composte dai primi cittadini degli altri comuni, mantenendo i soli compiti strettamente inerenti all’amministrazione della provincia stessa. Questo consentirà di ridurre enormemente il costo di un ente fondamentalmente inutile, andando ad abbattere la spesa per gli amministratori attualmente stimata in 115 milioni di euro circa. Rimane il costo del personale, ma almeno un primo passo sulla via del risanamento dello spreco sarebbe compiuto.

e potrebbe aggirare una possibile lunga revisione costituzionale

Il progetto così com’è andrebbe anche ad ovviare al problema costituzionale, che l’abolizione tout court ovviamente pone. Eliminare completamente le province imporrebbe infatti un iter di revisione costituzionale lungo e difficile, mentre il semplice “svuotamento” consente di raggiungere l’auspicato risultato economico. Una volta ottenuto questo nulla vieta di arrivare anche alla revisione della carta in un secondo momento.

L’idea non si riduce solo alle province

E lo stesso criterio si adotterà «per le comunità montane» che verranno «cancellate come enti autonomi».

Speriamo che ai buoni propositi seguano i fatti, per ora rimaniamo dubbiosi sull’effettivo intento di seguire questa strada. Ne sapremo di più nelle prossime settimane

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Indiscrezioni sul pacchetto Tremonti

16 06 2008

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Ecco una bella tabella de La Stampa sui probabili interventi del pacchetto Tremonti che domani arriveranno in consiglio dei ministri.

QUI l’articolo completo








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