Escort bipartisan: Tarantini forniva ragazze a pagamento a politici del Pd in cambio di appalti

23 07 2009

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La vicenda escort non mi ha mai appassionato, la trovo assolutamente irrilevante e totalmente attinente alle vicende personali del premier, non mi attirano nè le discussioni bacchettone alla Repubblica nè le visioni complottiste nè l’analisi di quanto accaduto con la D’Addario assunta a fonte di qualsiasi verità o bugia.

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Amarcord: quando D’Alema gioiva per l’indulto

17 07 2009

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La sinistra sui temi della sicurezza. Un po’ di amarcord non fa mai male

So che mi fischierete ma io ho votato a favore sull’indulto e l’ho fatto con gioia. Io sono uno di sinistra, vicino ai poveracci e dico: valeva la pena fare questo compromesso

Ricordiamo che l’indulto è stato l’unico atto legislativo sui temi della sicurezza e criminalità del governo Prodi e che ha prodotto una recrudescenza dei reati tra fine 2006 e tutto il 2007. Emergenza sicurezza che non fu mai affrontata dal centrosinistra (non che sia una novità) nemmeno quando a chiederlo fu Veltroni dopo l’atroce delitto Reggiani





I tafazziani piddini: sempre e solo litigi, scontri, attacchi….

9 07 2009

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Un po’ di titoli sugli avvenimenti del Pd in questi giorni (ma si potrebbe dire mesi o anni e non cambierebbe nulla)

«Gattopardi». «Notabili» Nel Pd volano pietre

PD: FASSINO, D’ALEMA STATISTA HA PAURA DELLA SERRACCHIANI?

D’Alema si arma per riprendersi il partito

Pd, Fassino e D’Alema litigano su Franceschini

E fra Fassino e D’Alema volano stracci

L’attacco di D’Alema a Franceschini scuote il Pd. Fassino: ‘Errore’

CONGRESSO PD: SI SURRISCALDA IL MATCH FRANCESCHINI-BERSANI

PD: VELTRONI, IN ME TANTE AMAREZZE IN SCRIGNO CHE NON VERRA’ MAI APERTO

Il Pd verso il congresso: solo litigi e nessuna idea

Pd, scontro Franceschini-Bersani. Frattura sul rinnovamento

D’Alema accende la guerra nel Pd

Pd, Rutelli spara su Franceschini e Bersani

Insomma non si smentiscono mai, sono costantemente alla ricerca dello scontro interno in un crescendo di accuse insulse tra leader, attacchi incrociati tra plurisconfitti e pluriperdenti. E questi vorrebbero essere un’alternativa credibile?





Le nuove stelle del Pd. Serracchiani: “Scelgo Franceschini perchè è il più simpatico!”

1 07 2009

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Era stata definita la promessa del Pd, colei che aveva infiammato le speranze per il futuro del Pd, presa ad esempio dai cosiddetti giovani del partito (quarantenni tra l’altro). Le era stato chiesto anche di candidarsi alla segreteria come segno di rottura e novità rispetto al solito duopolio D’Alema-Veltroni.

E invece alla fine si accoda a tutti i cuordileone piddini e sceglie di appoggiare il segretario che l’ha sdoganata. E lo fa con motivazioni sensate, ragionate e studiate nei giorni

Non candidarmi mi sembra la scelta più coraggiosa. La strada più semplice era candidarmi, riempire la terza casella. Farmi la mia bella corrente, prendere il mio pezzetto di partito e cucirci sopra il nome.

Ho deciso di appoggiare Franceschini perchè è il più simpatico

Caspita che ragionamento. A parte che Franceschini ha una simpatia veramente dilagante ma si può rispondere in questo modo? E questa sarebbe la promessa del Pd. Era più decoroso se ammetteva che lo appoggia perchè le ha promesso qualche poltrona in cambio.

Ovviamente nel Pd subito sono scattate le critiche ironiche

Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma ha ironizzato: «Anche Totò e Tina Pica erano simpatici, sarebbero stati un ticket straordinario». E Barbara Pollastrini aggiunge: «Potrei rispondere “sapete perchè preferisco Bersani? perchè sa cantare…”. Ma per favore, non scherziamo! Cerchiamo di rispettarci di più e di saperci ascoltare».

e ancora

Toni simili nelle dichiarazioni del senatore del Pd Marco Follini: “Ho letto una densa e pensosa intervista di Deborah Serracchiani che annuncia che voterà Franceschini ‘perché’ è più simpatico. Ora finalmente so a cosa serve il rinnovamento: a sbaragliare gli antipatici”.

E infine anche di Enzo Carra: “A Curzio Maltese – scrive Carra sul suo blog – la ‘promessa’ Debora Serracchiani ha rivelato di stare dalla parte di Franceschini ‘perche’ è il più simpatico’. Un buon motivo, non c’è dubbio. Ma basta per la leadership di un grande partito? Nel mondo di Debora il leader è biondo, bello, di gentile aspetto. E la colonna sonora è dell’orchestra Casadei: ‘Tu sei la mia simpatia'”.

A parte l’uscita pessima sembra che la lunga cavalcata alla segreteria sarà veramente aspra e produrrà (se non arrivano altri candidati) una corsa tra due politici veramente modesti, il vicedisastro e uno del vecchio apparato che vorrebbe riportare il partito sulle posizioni dei sindacati. Già litigano adesso, figuriamoci dopo. Di certo anche il nuovo nel Pd sembra veramente di bassa qualità





I margheritini vogliono l’alleanza con l’udc, i dalemiani con la sinistra. Rischio scissione nel PD?

19 02 2009

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Il PD sembra essere veramente a un bivio determinante. Il suo crollo è un’ipotesi non molto lontana. Ormai si fanno avanti posizioni veramente inconciliabili.

I margheritini da una parte, i dalemiani dall’altra. I primi per un alleanza con l’Udc per creare un polo democratico, cattolico e moderato. I secondi per un’alleanza con socialisti, verdi, vendoliani per creare un polo socialdemocratico, laico e di sinistra.

Partiamo dai primi
Dice la Lanzillotta

“Stimo Bersani ma si è proposto come leader di sinistra, di un partito collaterale al sindacato. Il PD deve essere un partito autonomo, lontano dalle logiche del secolo scorso”

Allearsi con l’UDC?
“Ora lo possiamo dire, si sono rivelate un disastro sia le alleanze che hanno dato vita all’Unione sia quella con Di Pietro. Con l’udc condividiamo molti obiettivi e una certa sensibilità: su giustizia, immigrazione e economia

Conferma Letta

Le dimissioni di Veltroni ci mettono di fronte a una possiblità di un 8 settembre, di un tutti a casa in cui il centrosinistra non esiste più “Senza l’alleanza con l’Udc non andiamo da nessuna parte

E Follini propone il modello Kadima

Non torneranno Ds e Margherita. Verranno, semmai, un partito neolaburista a sinistra e al centro un partito alla Kadima

Dall’altra parte con Bersani candidato c’è già un movimento verso la sinistra extra PD

D’Alema si e’ limitato a dire che la situazione ”e’ diventata molto difficile”, aggiungendo di ritenere necessario che il Pd esca da una autarchica autosufficienza pensando a come si ricostruisce una alleanza di centrosinistra.
E’ intanto ripreso anche ieri il dialogo tra D’Alema e Fausto Bertinotti, ex leader di Rifondazione. Lunedi’ scorso, in occasione della presentazione di un libro di Franco Giordano, Bertinotti ha rivolto un appello a D’Alema: ”Sospendiamo per qualche tempo le categorie riformisti e rivoluzionari, comunisti, socialisti, cattolici democratici per metterci in gioco in un processo ricostituente della sinistra”.
L’ipotesi avanzata da Bertinotti non e’ dispiaciuta all’ex ministro degli Esteri che vi ha visto la fine delle diatribe seguite allo scioglimento del Pci. Del resto da qualche tempo si stanno intensificando i rapporti tra l’ala dalemiana del Pd e alcuni settori della sinistra radicale (da Nichi Vendola a Sinistra democratica). La tentazione di avviare tutti insieme la costruzione di una forza socialdemocratica e’ molto forte.

Insomma cosa accadrà? Ci sarà veramente una scissione tenuto conto delle evidenti differenze in merito alle future alleanze? Ci saranno due partiti come dice Follini? Nasceranno un polo udc+destra pd e sinistra pd+socialisti+vendoliani+verdi?

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I dalemiani volevano il rimborso elettorale anche per i partiti sotto il 4% alle europee

3 02 2009

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Per la serie gli sprechi. Il PD (la sua parte dalemiana) aveva fatto questo emendamento

Anche l’ultima “mina” dalemiana è stata disinnescata: l’emendamento presentato dall’ex tesoriere dei Ds Ugo Sposetti in favore del rimborso elettorale anche per chi non supera la soglia del 4% (Sposetti – e con lui D’Alema – proponeva l’1%) è stato giudicato inammissibile dalla Conferenza dei Capigruppo. Sicuramente un gesto distensivo nei confronti della sinistra radicale sulle barricate, ma certo rischioso di fronte all’opinione pubblica. «Stiamo attenti, è un tema che richiede un approfondimento perché qui sì che si rischia un effetto indulto», aveva avvertito lo stesso Veltroni.

Meno male che è stato bloccato in partenza. Sarebbe stato uno spreco incredibile, un assurdo regalo a chi prende 2 voti e proprio grazie a quei 2 voti pretende ed ottiene i soldi degli italiani. Complimenti a D’Alema per la pensata geniale.

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PD: Bersani pronto a prendere il posto di Veltroni

31 01 2009

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Ormai per Walter la situazione è veramente difficile. Se alle europee non dovesse arrivare al 30% (ora è circa al 25%) sarebbero quasi sicure le sue dimissioni (o addirittura destituzione nel congresso).
E nel partito c’è già un ampio movimento per chi dovrà succedergli.
E’ Bersani il più attivo

Pierluigi Bersani è ormai in campo, e non smentisce di essere in corsa per la successione. “Ho qualche idea su come rafforzare il progetto e quando sarà il momento la esporrò”. Un riferimento sin troppo chiaro alla scadenza congressuale d’autunno quando all’interno del Pd saranno tirate le somme. Dopo le elezioni europee, e dopo quelle amministrative. Stando ai gossip più accreditati, Bersani avrebbe ottenuto il via libera dei dalemiani e sarebbe ottimista sulla possibilità di recuperare in corso d’opera il sostegno, che non non ha ancora ottenuto, del mondo delle cooperative, che sembra molto incerto e diviso su quale sia la strada migliore da seguire per dare una risposta alla crisi che ha investito il Pd.

Addirittura si parla anche di un’accelerazione in caso di sconfitta alle regionali in Sardegna

Tuttavia, il quadro potrebbe cambiare, e il confronto interno subire un’accelerazione, se le elezioni in Sardegna, in calendario a metà febbraio, dovessero registrare la sconfitta di Renato Soru. Una sconfitta, dopo quella subita dal Pd in Abruzzo, che Walter Veltroni potrebbe avere qualche difficoltà a gestire senza trarne le conseguenze. E le previsioni non sono rassicuranti.

Comunque sono i dalemiani a spingere fortemente

La candidatura di Pierluigi Bersani alla segreteria del Pd diventa sempre più cosa probabile, ieri l’ipotesi è stata evocata durante una riunione di ReD alla presenza di Massimo D’Alema e dello stesso ex ministro dello Sviluppo economico e oggi è stata la ‘Velina rossa’ di Pasquale Laurito a divulgare la notizia, scatenando il dibattito nel Pd. Nella riunione di ReD, raccontano, è stato lungo l’elenco delle lamentele sulla linea politica del partito, sullo stesso accordo per lo sbarramento al 4%.

La stessa Velina Rossa sostiene l’ipotesi

Molti nel Pd starebbero pensando di accelerare i tempi della ‘verifica’ sulla linea politica e sulla leadership e si appresterebbero a chiedere una “assemblea costituente subito”, indicando in Pierluigi Bersani il candidato alla segreteria alternativo a Walter Veltroni. Lo scrive la ‘Velina rossa’, la nota politica quotidiana redatta da Pasquale Laurito. “Numerosi parlamentari del Pd stamani ci hanno dichiarato che non è più possibile attendere per un chiarimento nel partito”, scrive Laurito. “Si sollecita da più parti la convocazione dell’assemblea costituente del partito e per la prima volta viene indicata ufficialmente la candidatura di Pierluigi Bersani come alternativa all’attuale segretario”.

Più d’uno dei presenti alla riunione di Red ha chiesto a Bersani di predisporsi a fare un passo avanti al congresso di ottobre. Il ministro ombra dell’Economia ha ribadito che per lui quello che conta non è la leadership ma la «solidità e credibilità del progetto», ma si è pure detto preoccupato proprio per le incertezze che riguardano il progetto politico del partito.

Ma non si sa se nella ex Margherita sono d’accordo

C’è però fibrillazione tra gli ex Ppi. Un autorevole dirigente ex popolare mette in fila quello che è successo nelle ultime settimane e precisa: “Quando vedo D’Alema che fa l’elogio di Hamas, che vuole ripristinare le vecchie cinghie di trasmissione con la Cgil… Beh, il punto è che c’è chi pensa di tornare indietro. Invece bisogna sapere che il Pd è una cosa nuova. E se si torna indietro non è detto che tutte le componenti restino le stesse…”. Il messaggio è chiaro, se il disegno è quello di trasformare il Pd in un partito socialista gli ex Popolari non ci staranno.

E’ quindi ormai molto probabile un’uscita pubblica di Bersani per la leadership, addirittura forse in anticipo rispetto ai tempi. E’ l’uomo giusto? Per noi è meglio che rimanga Veltroni che ci porta a notevoli successi con scarso impegno

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