La tassa sul permesso di soggiorno la voleva anche il PD!

16 01 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

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Giorni di bordate dalla sinistra. Razzisti, vergogna, voi volete il male per gli immigrati ecc Insomma le solite banalità sinistrate. I giornali rossi come Repubblica e l’Unità a rinfocolare la polemica, reclamizzando i buonismi lassisti della solita becera sinistra
E oggi cosa si viene a scoprire?

Mentre ieri Walter Veltroni commentava così il «contributo»: «Pagare i permessi di soggiorno? Uno spot demagogico». Scartabellando le correzioni al disegno di legge sicurezza in discussione al Senato, il presidente del gruppo leghista, Federico Bricolo, ha trovato una pepita parlamentare: «Siamo certi che rientreranno tutte le polemiche, anche quelle sul contributo a carico degli stranieri che chiedono e rinnovano il permesso di soggiorno – ha commentato divertito -. D’altra parte ci risulta che anche il Pd ha fatto una richiesta simile con un emendamento…».

Ma dai, non può essere possibile, sarà la solita boutade leghista. E invece

Colpo di scena! La carta preziosa è per l’appunto un emendamento, il numero 39.106 così come risulta agli atti del Senato, ritirato dal Partito democratico questa settimana ma depositato fino all’altro ieri e che infatti risulta ancora nell’elenco con titolo e nomi. Il primo firmatario è il senatore Alberto Maritati, a seguire compaiono le firme di Nicola Latorre, Felice Casson, Gerardo D’Ambrosio, Enzo Bianco per citarne alcuni. Non senatori di primo pelo, insomma. L’emendamento del Pd chiede di istituire il «fondo nazionale rimpatri» per finanziare i programmi di riaccompagnamento «volontario e assistito» dei clandestini che accettano di tornare nel loro Paese con un sostegno. Un incentivo all’autoespulsione.
Ebbene, questo fondo rimpatri, secondo la proposta del Pd, sarà alimentato da «un contributo a carico dei datori di lavoro e degli stranieri richiedenti il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno». La stessa «tassa» prevista dalla Lega, anzi, la stessa parola: «contributo» degli immigrati. E quindi di chi è lo «spot»? Del governo o dell’opposizione?

E ancora

nell’emendamento ritirato infatti si legge: «Con decreto del ministro dell’Interno, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, sono determinati l’importo e le forme di versamento». Esattamente quello che prevede l’emendamento del governo al disegno di legge, che nella versione depositata al Senato non indica un ammontare preciso, ma parla genericamente del «versamento di un contributo». L’importo verrà fissato (come aveva suggerito anche il Pd) «con decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il ministero dell’Interno». L’emendamento del governo istituisce egualmente un «fondo rimpatri», anche se non viene inteso come cassaforte degli incentivi, ma come budget da distribuire alle questure per il riaccompagnamento dei clandestini. Il fondo rimpatri verrà alimentato dal 50% delle entrate arrivate dal «contributo» sui permessi.

Veramente vergognoso. Questi mentecatti attaccano chi fa una proposta per partito preso e non sanno nemmeno che loro stessi avevano presentato lo stesso identico emendamento. Complimenti al PD!

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