Il successo dei respingimenti

16 07 2009

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Dal Magazine del Corriere della Sera (n.27 – 9 luglio 2009) a pagina 55

Nel centro espulsioni di Lampedusa non c’è più nessuno, poche decine le persone rimaste in quelli di Bari o Trapani. Da maggio le nostre navi hanno riportato in Libia centinaia di disperati. E ora c’è anche il pacchetto sicurezza.

All’inizio dell’estate 2008, il flusso era ininterrotto e capace di finanziare un’industria molto fiorente: piccoli armatori, intermediari, scafisti improvvisati, agenti libici corrotti, basisti di stanza in Italia. Che fine ha fatto tutto questo?

Le statistiche del ministero degli Interni, dopo la svolta di maggio, evidenziano un grande vuoto. Dal 1 gennaio al 24 giugno il numero degli immigrati sulle nostre coste si è ridotto al minimo: 57 in Calabria, 50 in Puglia, 199 in Sardegna e appena 7064 in Sicilia. E così a fine giugno le presenze nei Cie (ex Cpt) non superavano quota 1207. Il dato più eloquente è quello di Lampedusa: 0 presenze di mmigrati clandestini sull’isola. Ma anche negli altri Cie gli effetti della svolta si sono fatti sentire subito: 103 a Bari, 76 a Bologna, 97 a Caltanissetta, 55 a Catanzaro, 94 a Crotone, 196 a Gorizia, 93 a Milano, 56 a Modena, 79 a Torino e 43 a Trapani. Numeri fuori dalle medie stagionali degli sbarchi.

Alla faccia della crudeltà, delle norme razziali, del flop politiche sull’immigrazione clandestina. Ecco i risultati per chi dal basso della propria politica nullafacente, buonista e lassista sa solo starnazzare





Sicurezza: crollo delle rapine in esercizi commerciali -25%

16 07 2009

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Nei primi mesi del 2009 sono calate nettamente le rapine negli esercizi commerciali

Sono calate del 25% le rapine agli esercizi commerciali tra gennaio e aprile 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008, afferma Maroni.Queste rapine, sottolinea il ministro dell’Interno, sono passate da 3.198 a 2.419.

Ricordiamo con nostalgia i bei tempi prodiani quando aumentavano reati come rapine e stupri e il governo era sempre cosi veloce nel produrre provvedimenti per arginare gli allarmi. Erano talmente bravi che riuscivano nell’impresa di far decadere l’unico decreto prodotto sulla sicurezza per errori al suo interno.

Ci manca quella serietà al governo





Tutte le norme dell’ottimo Ddl Sicurezza, approvato oggi

2 07 2009

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Ecco tutte le norme del Ddl sicurezza, diventato legge dello Stato….

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Lotta alle mafie, la pressione dello Stato sta dando grandi risultati. Ecco i dati

27 05 2009

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Giorno dopo giorno si susseguono arresti di latitanti, retate, sequestri e confische di beni. E il ministro Maroni rivendica il successo della lotta alla criminalità organizzata

Non passa giorno senza che non ci siano azioni della Polizia e dei Carabinieri contro la criminalita’ organizzata. Per questo, stiamo vivendo da questo punto di vista una stagione fortunata. Sono oltre settanta i latitanti catturati nei primi mesi di quest’anno nell’elenco dei cento piu’ pericolosi criminali. Inoltre, vi sono state “oggi e ieri altre due operazioni che hanno portato a sgominare delle bande criminali affiliate alla camorra e alla mafia”. Maroni ha aggiunto: penso che in nessun periodo come in questo la pressione dello Stato contro la criminalita’ organizzata stia portando a grandi risultati

Nel particolare

Nell’ultimo anno la mafia ha ricevuto colpi durissimi dallo Stato. Sequestrati oltre 4 miliardi di euro nel 2008, tre volte di piu’ dell’anno precedente. Tutti i beni sequestrati sono immediatamente a disposizione delle forze dell’ordine per la lotta alla mafia. Una lotta – sottolinea – che deve essere senza quartiere e che da’ risultati. Il governo e il Parlamento hanno lavorato e continueranno a lavorare in questo senso”.

Maroni, quindi, segnala che dall’inizio dell’anno sono state arrestate 1.088 persone, ci sono state 93 operazioni di polizia e sono stati arrestati 70 latitanti, 5 dei quali inseriti nei programmi di ricerca fra i 30 piu’ pericolosi, e sono stati sequestrati oltre 1.000 beni per un valore di 330mila euro. Solo a Palermo ci sono state 12 operazioni della polizia contro la mafia e sono state arrestate 129 persone tra cui 5 latitanti.

Bisogna ammettere che le forze dell’ordine stanno registrando grandi risultati. Lodevole anche l’operato in primis del ministro Maroni e del governo. Non per niente il 41bis è diventato legge con i governi di centrodestra. In questa legislatura ci sono stati i 2 decreti sicurezza con l’aumento delle pene per i reati di mafia e il divieto di patteggiamento in appello e nel ddl sicurezza ci sarà il più importante pacchetto antimafia dai tempi di Falcone (con l’inasprimento del 41 bis e l’obbligo di denuncia della richiesta di pizzo). Il centrosinistra oltre alle collusioni in Calabria e Campania denunciate da Saviano ha chiuso le supercarceri dell’Asinaria e di Pianosa, ha introdotto il rito abbreviato (cancellando quasi di fatto l’ergastolo), ha cambiato in senso peggiorativo la legge sui pentiti, ha fatto l’indulto.





Azzerati i flussi di clandestini a Lampedusa, Cie vuoto!

27 05 2009

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Oggi il ministro Maroni in un’interrogazione parlamentare in merito alla lotta all’immigrazione clandestina ha fornito delle cifre sulla situazione a Lampedusa

Il flusso di sbarchi di clandestini sulle coste meridionali dell’Italia «si è praticamente azzerato». Grazie all’efficace politica di contrasto all’immigrazione clandestina attuata dal governo, che ha messo in atto riaccompagnamenti e respingimenti». In conseguenza di ciò il centro di prima accoglienza di Lampedusa, oggi è praticamente vuoto, visto che gli ultimi 20 clandestini sono stati trasferiti nei centri di competenza per i richiedenti asilo. Dal 6 maggio, giorno in cui sono iniziati i respingimenti verso la Libia, «si è arrestato il flusso di immigrati clandestini sulle coste siciliane, in particolare a Lampedusa

e ancora

Nel 2008 si sono registrati 537 sbarchi in Sicilia con l’arrivo di 34.540 persone, mentre quest’anno – dati aggiornati al 20 maggio – i clandestini arrivati sono stati 6.588

In ogni caso il Cie di Lampedusa non verrà smantellato e nei prossimi giorni Maroni ha annunciato che

incontrerà esponenti del governo libico per portare avanti la collaborazione e l’impegno a una sensibilizzazione dell’Unione europea sul tema del contrasto all’immigrazione clandestina.

Il ministro si è lasciato andare anche a una battuta

Noi abbiamo respinto 500 clandestini e siamo stati messi all’indice, mentre la Spagna, che ne ha respinti diecimila va bene solo perche’ e’ un paese guidato da un premier socialista

Insomma ottimi risultati nella lotta all’immigrazione clandestina dopo l’inizio dei pattugliamenti congiunti e dei respingimenti. Finalmente novità importanti dopo anni di lassismo, buonismo e politiche inconcludenti





Il dilettantismo alla camera, grave il no sul tempo di permanenza nei Cpt

8 04 2009

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L’assemblea di Montecitorio ha approvato a scrutinio segreto gli emendamenti del Pd e dell’Udc al decreto che sopprimono l’articolo del testo sull’esecuzione dell’espulsione degli immigrati che aumentava a 180 giorni il tempo di permanenza nei Cpt degli immigrati.

Per capire l’importanza dell’articolo citiamo l’intervento del Capo della Polizia Manganelli

L’aver soppresso la norma che estende la permanenza coatta nei Cie da due a sei mesi rappresenta ”un incentivo ai nuovi arrivi” di clandestini sul nostro territorio e questo ”risulta chiaramente dai dati processuali e investigativi in nostro possesso”. E’ quanto ha affermato il Capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli che, accanto al Ministro dell’Interno Roberto Maroni e al sottosegretario Alfredo Mantovano, ha partecipato alla conferenza stampa al Viminale dopo il voto sul Dl anti-stupri alla Camera. Manganelli ha aggiunto che quanti ”gestiscono i traffici scandiscono il loro operato anche su queste basi” e che un segnale ”di tutti fuori” arriva subito agli ”sfruttatori di clandestini”. Secondo il capo della Polizia in molti casi, insomma, il tempo di 60 giorni per il trattenimento nei Cie dei clandestini e’ insufficiente per procedere alle identificazioni e alle espulsioni. ”Questo – ha voluto aggiungere – e’ un dato tecnico e non ideologico”. ”Se ci accontentiamo con i clandestini del ‘cartellino rosso’ va bene – ha concluso Manganelli facendo riferimento alle ingiunzioni di espulsione – ma in questo caso non tutti, poi, lasciano il terreno di gioco”

Diciamolo chiaramente. E’ vergognoso questo assenteismo della maggioranza in parlamento e il comportamento dei franchi tiratori che non si sa per chi facciano il gioco. Che il Pd voti contro non è più una sorpresa, ormai agiscono solo in modo demagogico visto che questa norma esiste in tutta Europa e la direttiva europea prevede tempi addirittura fino ai 18 mesi. Ma nel momento in cui persino l’Idv si astiene dimostrando che la norma è sicuramente giusta questi incredibili errori di dilettantismo gettano ombre pesanti sulla qualità della maggioranza in Parlamento.

Speriamo che in qualche modo la norma venga recuperata o in un ddl o in qualche altro modo.





Province, pronto un piano Brunetta-Maroni per il loro svuotamento

2 04 2009

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Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ha annunciato che tra poco più di una settimana presenterà il “Codice delle autonomie” che ha realizzato con il ministro dell’Interno Maroni

È “il codice degli enti locali”, un piano che dovrebbe entrare a regime prima del voto immediatamente successivo, tra 4 o 5 anni. L’idea è che, alla scadenza della prossima tornata amministrativa, “le Province molto probabilmente non saranno più quelle che abbiamo conosciuto fino a oggi…”. Saranno cioè degli “enti di secondo livello”. Le elezioni amministrative di giugno potrebbero essere le ultime per alcune delle province dove il consiglio sarà rinnovato

Cosa cambierebbe nel merito?

La Provincia non sparirà dal punto di vista formale, ma non avrà più un costo politico: «Rimarrà l’ente provincia ma non avrà più degli eletti», ha chiarito Brunetta: «I consiglieri provinciali e presidente non saranno altro che i sindaci dei comuni nella provincia». Il presidente sarà il sindaco del capoluogo di provincia, e il parlamentino sarà formata dagli altri primi cittadini del territorio. Si «elimineranno così un po’ di costi della politica – ha detto ancora il ministro nemico dei fannulloni – e quello che fa ora la provincia lo faranno i Comuni all’interno della provincia». Tra cittadino e Stato rimarranno quindi solo due livelli: «Regione e comune». Che possono bastare.

In definitiva si può riassumere così

Le province non saranno cancellate ma semplicemente svuotate di costi e poteri. In altre parole rimarranno come enti di secondo livello tra comuni e regione, privati di una reale rappresentanza espressa mediante il voto. Saranno presiedute dal sindaco del comune capoluogo e composte dai primi cittadini degli altri comuni, mantenendo i soli compiti strettamente inerenti all’amministrazione della provincia stessa. Questo consentirà di ridurre enormemente il costo di un ente fondamentalmente inutile, andando ad abbattere la spesa per gli amministratori attualmente stimata in 115 milioni di euro circa. Rimane il costo del personale, ma almeno un primo passo sulla via del risanamento dello spreco sarebbe compiuto.

e potrebbe aggirare una possibile lunga revisione costituzionale

Il progetto così com’è andrebbe anche ad ovviare al problema costituzionale, che l’abolizione tout court ovviamente pone. Eliminare completamente le province imporrebbe infatti un iter di revisione costituzionale lungo e difficile, mentre il semplice “svuotamento” consente di raggiungere l’auspicato risultato economico. Una volta ottenuto questo nulla vieta di arrivare anche alla revisione della carta in un secondo momento.

L’idea non si riduce solo alle province

E lo stesso criterio si adotterà «per le comunità montane» che verranno «cancellate come enti autonomi».

Speriamo che ai buoni propositi seguano i fatti, per ora rimaniamo dubbiosi sull’effettivo intento di seguire questa strada. Ne sapremo di più nelle prossime settimane

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600 ordinanze dei sindaci in seguito al decreto Maroni (e molte nelle regioni rosse)

23 03 2009

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Anci ha presentato un report sull’attuazione e sui provvedimenti dei sindaci seguiti al decreto Maroni che ha allargato le competenze e i poteri dei sindaci in merito alle ordinanze su sicurezza e decoro. Ecco i risultati

Il 66,7% delle ordinanze comunali sulla sicurezza urbana, rese possibili dai nuovi poteri previsti dal decreto Maroni, e’ stato emesso da Sindaci del Nord Ovest e del Nord Est (rispettivamente il 40,3% e 26,4%). Solo il 6,7% delle ordinanze e’ stato firmato dai Sindaci delle Isole, mentre nel Centro e Sud le ordinanze adottate sono rispettivamente l’11,7% e il 14,9% del totale. E’ la fotografia che emerge dall’indagine che Anci e Cittalia hanno condotto analizzando piu’ di 600 ordinanze, emesse in base al decreto che ha ampliato i poteri di ordinanza dei sindaci. I risultati dello studio saranno presentati ufficialmente oggi lunedi’ 23 marzo a Novara, nel corso di un convegno organizzato da Anci al quale interverra’ il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Da quando il decreto del ministro dell’Interno e’ entrato in vigore, lo scorso 5 agosto, il tema maggiormente regolato dai primi cittadini e’ stato il divieto di prostituzione (16%), seguito dal divieto di consumo di somministrazione di bevande (13,6%), dal vandalismo (10%) e dall’accattonaggio molesto (8,4%). Secondo l’indagine, e’ la Lombardia la regione in cui si registra il maggior numero di ordinanze: in 82 comuni (il 5,3% dei comuni lombardi) sono stati emessi 144 provvedimenti. Significativi i dati di Emilia Romagna, Toscana e Veneto, in cui, pur essendo stato emesso un numero assoluto inferiore di ordinanze (rispetto alla Lombardia), si registrano percentuali piu’ elevate di coinvolgimento dei comuni. Infatti, il 7,6% dei comuni emiliano- romagnoli, il 7,7% dei comuni toscani e l’8,6% di quelli veneti hanno assunto provvedimenti in materia di sicurezza sulla base della legge e del decreto del Ministero dell’Interno.

Da segnalare il largo uso di questi “nuovi” poteri da parte dei sindaci, segno che certi problemi non sono solo propaganda. Rilevante il dato sulla differenza sostanziale tra Nord e Sud. Sorprendenti i risultati delle regioni rosse come Emilia Romagna e Toscana, visto che la sinistra aveva criticato inizialmente il provvedimento. Evidentemente certe richieste di poteri da parte dei sindaci non erano cosi campate in aria

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50 euro per il permesso di soggiorno? In realtà saranno 200

11 01 2009

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Grandi polemiche aveva suscitato l’emendamento della Lega che mirava a una tassa di 50 euro per ottenere il permesso di soggiorno.
Ma in realtà una tassa sul permesso di soggiorno era già stata introdotta dal Carroccio al ddl Sicurezza ed era stata approvata a novembre da tutta la maggioranza in commissione Giustizia del Senato.
E questa tassa sarebbe pari a 200 euro. Dal sito del Senato siamo andati a controllare ed effettivamente un emendamento di questo tipo è stato recepito in commissione Giustizia dai relatori e dal governo. Eccolo

3.8 (testo 2)

BRICOLO, MAURO, BODEGA, MAZZATORTA, VALLARDI

APPROVATO

Al comma 1, capoverso “Art. 5″, dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

«2-bis. Le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza di cui all’articolo 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, sono soggette al pagamento di una tassa di importo pari ad euro 200.

2-ter. Il gettito derivante dalla tassa di cui al comma 2-bis è attribuito allo stato di previsione del Ministero dell’interno che lo destina per la metà al finanziamento di progetti del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione diretti alla collaborazione internazionale e alla cooperazione ed assistenza ai Paesi terzi in materia di immigrazione anche attraverso la partecipazione a programmi finanziati dall’Unione europea.».

E lo stesso Maroni oggi conferma

Questo è un emendamento che la maggioranza ha scritto, sostenuto e votato nel disegno di legge sulla sicurezza che va in Aula martedì al Senato. Sono francamente un po’ sorpreso delle polemiche. La Lega ha solo cercato di anticiparlo nel decreto legge e mi aspetto che il Senato confermi una decisione che tutta la maggioranza ha condiviso. Volevamo fargli lo sconto. Hanno bocciato i 50 euro? Torneremo ai 200

Pur non entrando nel merito paradossalmente la strategia leghista è stata sbagliata, il loro emendamento ben più pesante era già stato inserito nel disegno di legge sulla sicurezza che martedì arriva in Senato. Riproporlo nel decreto anticrisi con tutti i riflettori della stampa addosso si è rivelato un boomerang. Vedremo cosa succederà ora, da alcune indiscrezioni dovrebbe accadere che l’emendamento al ddl rimanga ma la somma sia decisa di concerto tra il ministero dell’Economia e quello dell’Interno.

In tutto questo l’opposizione come al solito è assente. Non si era accorta dell’emendamento al ddl nè si è lamentata per prima del nuovo emendamento al decreto anticrisi. Poi si lamentano quando gli si dice che l’opposizione non esiste

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La Lega che non ci piace

15 12 2008

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Personalmente ho simpatia per la Lega e molte sue battaglie, soprattutto sulla Sicurezza, le condivido. Ma negli ultimi giorni almeno su 3 argomenti mi sono trovato distantissimo dalle loro opinioni e ho trovato il loro comportamento un blocco per la maggioranza e un danno per l’immagine del governo.

Riassumo i 3 punti con degli interventi degli esponenti leghisti

1) Maroni e i graffiti

Sono venuto per studiare il modello di sicurezza urbana di New York, basato sul concetto della tolleranza zero, un modello che vogliamo applicare in tutte le città italiane

e fin qui tutto bene ma poi

Vorrebbe esportare il metodo newyorkese alla lettera?
No c’è una cosa che non voglio copiare: la tolleranza zero contro i graffiti sui muri. Io sono stato un graffitaro e come Bossi rimango dell’idea che i muri sono i libri dei popoli. io sono più tollerante, si può pensare di regolamentare ma non di vietare, per questo ho bloccato la proposta di mandare in galera i graffitari. Nelle nostre città è pieno di muri grigi e tristi come di vecchie fabbriche o caserme in disuso dove si potrebbe concedere libertà di graffito. La mia idea è che anche su questo dovremmo lasciare ai sindaci di decidere dove si può fare e dove no ma niente divieti assoluti

Sono sconcertato da risposte di questo tipo, della serie lassismo stile sinistra buonista. Le nostre città sono deturpate da scrittacce anche su monumenti e le multe sono irrisorie. Senza contare che non sarebbe per forza necessario il reato ma multe salatissime e soprattutto l’obbligo per chi viene scoperto a ripulire le facciate dei palazzi (o altro) sporcati.

2) Calderoli e l’equiparazione uomo-donna sulle pensioni

Gli impegni delle donne sono impegni e responsabilità che credo giustifichino ampiamente l’attuale differenza di età pensionabile tra uomini e donne e pertanto, per queste ragioni, riteniamo che l’età pensionabile per le donne debba rimanere quella attuale, magari migliorandola, utilizzando tutti quegli strumenti che possano consentire alle donne di poter essere al contempo madri e lavoratrici

e ovviamente e giustamente Brunetta oggi gli risponde così

Il suo “amico” Calderoli che è anche un suo collega di governo non l’ha trattata bene. Ha detto: “Brunetto-scherzetto”, come i bambini quando festeggiano Halloween

Guardi, io non ho fatto alcuna proposta. Io devo ottemperare a una condanna della Corte di Giustizia europea. E qui sta l’ignoranza..Calderoli ha risolto tutto con una battuta scherzosa che non fa onore alla sua genialità. Molto probabilmente vede solo il federalismo e qualsiasi altra cosa lo fa diventare nervoso e gli fa perdere di lucidità. Lo incontrerò, gli spiegherò tutto e capirà

3) Il no all’abolizione delle province

Tra tutte le dichiarazioni leghiste prendo quella di Bossi

Che cosa pensa della campagna per l’abolizione delle Province?
È sbagliata. Tra l’altro le Province controllano i piani regolatori dei Comuni, e se sparissero avrebbero mano libera quelli che vogliono la cementificazione del territorio

A parte le considerazioni abbastanza insulse, è incredibile come questa battaglia che viene dal basso (non solo Libero ma varie iniziative online) sia bocciata per il capriccio poltronaro della Lega. Miliardi risparmiabili (e utilizzabili anche per le infrastrutture del nord che i leghisti rivendicano) bloccati per la casta (e che la lega non si definisca mai più anti casta). Vogliamo parlare poi del danno d’immagine, un’iniziativa del genere con un PD che è anch’esso contrario (il democratico Giorgio Merlo si è avventurato a dire che quella per l’abolizione delle Province è «una campagna qualunquista e demagogica») porterebbe notevoli influssi di popolarità e consenso, oltre a essere un toccasana per le casse statali.

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