Spunta l’outsider per la segreteria del Pd. Il motto di Nicolini “Ci vuole un ritmo giusto per un buon cocktail”

22 07 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

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Si allarga la platea dei potenziali candidati segretari del Pd. Dopo Grillo spunta Nicolini

Renato Nicolini ha deciso: sarà il quinto candidato alla segreteria del Partito democratico. Dopo l’intervento di lunedì alla manifestazione contro i tagli al Fondo unico per lo spettacolo, l’ex assessore capitolino, inventore dell’Estate romana, ha deciso di «sciogliere ogni riserva» e di candidarsi a segretario del Pd, sfidando l’attuale numero uno dei democratici Dario Franceschini e gli altri tre candidati Pierluigi Bersani, Ignazio Marino e Mario Adinolfi.

Criptico il novello candidato che si spinge in alcuni pensieri alquanto poco comprensibili

Non mi piace lo slogan ‘mescolati, non agitati’ (non voglio nemmeno parlare di Democratic party) della festa di Roma. E’ una frase di James Bond, l’agente 007, e già questo dovrebbe far pensare – spiega ancora Nicolini -. Dice invece Nick, agitando lo shaker nella sequenza iniziale dell”Uomo ombra’, che un buon Martini va agitato secondo un ritmo. Per lui il ritmo era il valzer. E per noi oggi? Che il ritmo giusto per un buon cocktail sia quello della solidarietà? Liberté, egalité, fraternità, per dirla non alla bolscevica ma con le parole della rivoluzione francese? Che è successo? Com’è che l’abbiamo dimenticato? Com’è cominciato quest’inverno dei nostri rancori?“. Per l’ex assessore, poi, ”tutto è politico, se lo si prende con leggerezza e senza integralismo. Due qualità che oggi mancano al Pd, e che sono indispensabili se vogliamo un buon cocktail, un cocktail dei nostri tempi

Nicolini guarda al futuro

Nicolini dice anche di volersi ricollegare alla «grande stagione delle autonomie locali, tra la metà degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, la stagione delle cosiddette giunte rosse», quando egli stesso era assessore a Roma.

e attacca i competitors

Mi sembra assurdo che ci siano due candidati come Bersani e Franceschini. È come se facessimo il gioco dell’oca e fossimo tornati alla casella di partenza, con Bersani che ricorda molto il Pds, il vecchio comunismo emiliano e Franceschini che rievoca la Margherita

Insomma l’ennesima candidatura di qualità, sostenuta da pensieri innovativi e soprattutto chiari








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