La mancanza di temi-bandiera nel PDL attuale

10 01 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

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Bisogna ammetterlo, la Lega la fa da padrona nel rendere mediatici i propri cavalli di battaglia. Ma non è solo perchè sono abituati a creare grandi polveroni e a partire a testa bassa su alcuni temi. Ma anche perchè oggettivamente la Lega ha 4-5 argomenti cardine che segue con entusiasmo e impegno.

Lo vediamo tutti i giorni con le varie discussioni su federalismo, sicurezza, immigrazione, questione settentrionale.

Invece il PDL che della comunicazione dovrebbe essere protagonista annaspa senza degli obiettivi a breve termine. Il problema è che evidentemente non ha temi bandiera da conseguire al momento. All’inizio della legislatura con ICI e rifiuti a Napoli si sono ottenuti ottimi risultati ma adesso sembra mancare una bussola nell’azione del governo.

Perchè bisogna dirlo, attualmente il tema che sembra più a cuore del PDL è la giustizia. Ovviamente è da riformare e un’azione legislativa in tal senso è la benvenuta. Ma parliamoci chiaro, non è uno di quei temi popolarissimi tra la gente. Insomma il PDL sembra essere in difficoltà nel mettere in calendario nuove riforme e non riuscire a recuperare i suoi cavalli di battaglia.

Temi storici come l’abbassamento delle tasse non sono raggiungibili nel breve termine per via del debito colossale del paese. Proposte sugli sprechi pubblici come l’abolizione di enti inutili come le province, le comunità montane ecc sono finiti nel dimenticatoio, per il diktat degli alleati. Un’incredibile occasione persa per attirare consenso e rimpinguare le casse statali. Sul lato economico-sociale, nonostante i buoni interventi, manca una svolta rapida e decisa verso un riformismo necessario. La proposta di equiparazione dell’età pensionabile, che per forza di cose ovviamente non è cosi sentita dalla popolazione, è stata comunque rimandata. Andrebbe rivista in una complessiva nuova riforma delle pensioni (discutendo anche di un adeguamento di quelle anticipate)

Sulla scuola e l’università la Gelmini si è impegnata e l’ultimo decreto sull’università è stato ampiamente apprezzato. Servirebbe un nuovo scatto, tracciato da questa via ma ho paura che le polemiche insulse dell’ondina e della sinistra potrebbero bloccare nuovi interventi in tal senso. E un provvedimento come l’abolizione del valore legale della laurea, auspicato in ampi settori della maggioranza, non raggiunge mai il consiglio dei ministri.

Giorni fa Cicchitto ha detto che i prossimi temi da affrontare sono meridione e presidenzialismo. Premesso che il meridione ha ovviamente bisogno di interventi (ma non dell’ennesimo assistenzialismo) non mi sembra ci sia stata una discussione nè proposte in tal senso. E il presidenzialismo pare già essersi arenato, ben più facile sarebbe riprendere una riforma complessiva costituzionale anche attingendo dalle proposte della scorsa legislatura per evitare un nuovo referendum. La riduzione dei parlamentari, la velocizzazione dell’iter delle leggi nelle camere, la separazione delle funzioni tra Senato e Camera sono interventi auspicabili e apprezzati da molti. Almeno da questo lato bisogna agire in velocità.

Anche sul lato delle liberalizzazioni non sembra esserci uno sprint complessivo. Si era discusso di quella dei servizi pubblici locali e qualcosa c’è in finanziaria. Poco sviluppato e male reclamizzato. Ora si è aperto con il caso Malpensa una buonissima prospettiva per la liberalizzazione dei diritti di voli su alcune rotte e in accordo con i bilaterali ridiscussi. Altra eventualità che sarebbe apprezzata dai consumatori. Sfruttiamo il momento.

Sui temi etici il nulla assoluto. Nemmeno sul testamento biologico dove il consenso è più bipartisan si muove una foglia. Sui diritti per le coppie di fatto, i didore di Brunetta e Rotondi subito c’è stata polemica con un blocco preventivo.

E non solo in Forza Italia ma anche in An, le proposte singole sono abbastanza ma non c’è un argomento più generale da portare avanti. Tra gli uomini di Fini ci sono addirittura meno cose da rivendicare e meno ancora da sostenere, il massimo ottenuto sembrano essere i soldati nelle città (ottimo intervento da prolungare).

Con un ministro alle infrastrutture ci si aspetterebbe un impegno totale per la riapertura dei cantieri e per nuove grandi opere. La recente riunione del Cipe è quasi finita nel dimenticatoio anche se in effetti i soldi sono stati stanziati. Ma più che proposte di nuove opere servirebbe mettere mano a soluzioni per evitare i cantieri infiniti, i ricorsi continui al Tar, le continue richieste di adeguamenti ecc

Insomma l’azione del governo finora è stata positiva ma è necessario che non sia solo la Lega a dettare la linea. Che il PDL riprenda il proprio ruolo di guida e agisca con determinazione per un vero riformismo, non badando agli starnazzamenti di un quasi defunto PD e ai lamenti dei vari sindacati.

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