Bersani: “Voglio un partito come una bocciofila”

8 07 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

IL NUOVO INDIRIZZO DEL SITO E’ http://www.ilfazioso.com

Ennesima super dichiarazione di membri del Pd di grandissima qualità

Io non voglio il Pci, ma un’associazione che funzioni. Voglio fare l’Avis, o una bocciofila in cui ci sono delle regole, non è che puoi fare come vuoi.

Insomma con tutti i paragoni possibili sceglie la bocciofila, ok che la discussione nel Pd è ormai appannaggio solo di sessantenni e che nelle sezioni si fanno vedere solo gli ultrapensionati appassionati di bocce ma questi paragoni… Tra l’altro l”Io non voglio il Pci” contrasta con la continuazione della frase.

Il probabile nuovo segretario piddino continua

serve un minimo di disciplina e meccanismi che garantiscano la partecipazione anche al di fuori di te. Finora noi ce ne siamo dimenticati. Non è che perché si temono i signori delle tessere, non si debba fare più il tesseramento. Se la parola ‘tessera’ diventa impronunciabile, ma che razza di partito è?

Insomma la rinascita degli apparati, dei regolamenti monster, della disciplina di partito, dei signori delle tessere ecc. Ma dove è finito il rinnovamento del/nel Pd?





Una legge sul fine vita? No alla regolamentazione di Stato

10 03 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

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Segnalo questa intervista de Il Riformista a Panebianco

Ne ha parlato sul Corriere della Sera con un editoriale apparso il 23 febbraio e intitolato “I confini della politica”. Qui, Angelo Panebianco, ha voluto dire la sua intorno a una legge sul testamento biologico, o “fine vita” che dir si voglia: «Uno strumento troppo grossolano – ha scritto – troppo rozzo», perché «pretendendo di imporre uguale trattamento in casi diversissimi, essa (la legge, ndr) crea, più o meno involontariamente, le condizioni per nuovi arbitrii».

Angelo Panebianco, dunque lei non vuole una legge sul testamento biologico?

«Dico “no” al fatto che la politica e lo Stato entrino a dire la loro su un tema così delicato. La cosa deve essere lasciata fuori dalla politica e dal diritto. Occorre che tutto sia lasciato al rapporto medico-paziente, alla libertà dei singoli, alle loro posizioni e sensibilità che sull`argomento sono molteplici e mutevoli a seconda delle diverse situazioni che si vengono a creare. Non mi interessa qui parlare specificatamente della vicenda di Eluana Englaro, mi interessa piuttosto esprimere un principio generale: sulla questione della vita e della morte non è necessario che lo Stato dica la sua».

Non tutto è bianco o nero per lei?

In un certo senso è così. Capisco il momento particolare. Si va verso una legge sull`onda di un`emotività accresciuta dalla vicenda di Eluana Englaro. Ma se si legifera è l`etica di Stato che viene imposta, qualunque sia il contenuto della legge stessa. Sia coloro che sostengono il principio dell`autodeterminazione che i sostenitori della sacralità della vita introducono nel dibattito politico una visione etica. A vincere potrebbe essere una maggioranza “neoguelfa” oppure una “neoghibellina”, ma sempre una posizione di parte sarà. E questo, a mio avviso, è sbagliato perché comunque la libertà dei singoli non verrebbe salvaguardata. Settimana scorsa sulle Ragioni del Socialismo allegate al Riformista Luciano Pellicani scriveva che «ci vuole una legge». Io mi domando:«Perché?».

Forse perché una sentenza ha già, di fatto, legiferato in merito?

Giusto. Questa è l`unica obiezione che, in effetti, deve far riflettere. Il problema sono le sentenze, certo, perché hanno inserito laddove cera una mancanza legislativa qualcosa di nuovo. Ma allora, viste le sentenze, occorrerebbe semplicemente cercare di limitare i danni, non per forza di arrivare a una legge definitiva sull`argomento.

Lei è contrario all`eutanasia?

No. Sono contrario a una legge sull`eutanasia, non al principio dell`eutanasia in sé. Sono rimasto molto stupito, in questi giorni, da coloro che mi hanno criticato dicendo che la mia posizione non è liberale. A queste persone rispondo con una domanda: imporre la sacralità della vita, oppure imporre l`opposto, è invece liberale? Eluana Englaro è morta per un`azione eutanasica? La situazione di Eluana era borderline, al limite. Claudia Mancina ha scritto che con Eluana si è sospesa un`attività di accanimento terapeutico. Io dico invece che la situazione di Eluana era borderline e che purtroppo il tutto è stato usato per far passare tramite legge il principio dell`eutanasia.

Biagio De Giovanni ha scritto che lei non tiene conto dei fatto che della vita lo Stato se ne è sempre occupato…

Rispondo che se lo Stato vuole intervenire per garantire una certa libertà di movimento ai cittadini allora non credo che questa libertà possa essere garantita da una legge.

Perché l`Italia fatica a far propria la sua posizione?

Perché ci sono troppi nipotini di Hobbes per i quali la libertà esiste solo e soltanto se lo Stato interviene.

In Italia vige il “legicentrismo”:tutto ciò su cui la legge non interviene è disordine. Ma non è così: ci sono degli spazi di libertà sui quali lo Stato non deve intervenire. Non solo: la libertà, l`ordine e l`efficienza nascono anche laddove i cittadini si auto-regolano.

Mi trovo perfettamente d’accordo. Da liberale io mi aspetto che non sia lo Stato a regolamentare la propria libertà personale, nè da un lato nè dall’altro gettando tutto nello stesso calderone, senza tenere conto delle varie differenze dei singoli e soprattutto delle sensibilità di ognuno.
La morte è un affare privato, la democrazia non è attrezzata per decidere per via legislativa su ogni aspetto della mia vita privata, per questo bisogna non regolamentare.

E lo stesso lo penso per esempio per la regolamentazione delle unioni di fatto, non ce ne è bisogno. Anche quelle vanno regolamentate privatamente, meglio ancora tramite contratti privati.

Insomma perchè la libertà deve essere regolamentata? Allora non è libertà ma piuttosto la concezione della libertà secondo lo stato

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