Soru rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e turbativa d’asta

18 07 2009

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L’ex presidente della Regione Sardegna è stato rinviato a giudizio per la vicenda Saatchi&Saatchi, di cui avevamo già parlato quando ci fu la richiesta della procura

L’accusa è

di aver agevolato la società inglese ‘Saatchi&Saatchi’ che si aggiudicò l’appalto della pubblicità istituzionale della Regione sarda. Abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Con questi due capi d’accusa, l’ex presidente della regione Sardegna, Renato Soru, è stato rinviato a giudizio dal Gup di Cagliari Giorgio Altieri, al termine dell’udienza preliminare nell’ambito dell’inchiesta sul ‘caso Saatchi’, ovvero la società che si aggiudicò l’appalto della pubblicità istituzionale della Regione sarda, che prevedeva un impegno finanziario della Regione di 56 milioni di euro più l’Iva.

In questo articolo si ricostruisce la vicenda (e le accuse mosse dai magistrati)

Vedremo come andrà il processo, di certo si allunga la lista delle regioni italiane in cui membri del Pd sono indagati, prossimi al processo, processati in questo momento o già condannati.





Chiesto rinvio a giudizio per Soru, accusato di abuso d’ufficio e turbativa d’asta

13 03 2009

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Per l’ex presidente della Regione Sardegna la procura di Cagliari ha chiesto il rinvio per la vicenda Saatchi per la quale era indagato per abuso d’ufficio e turbativa d’asta

La procura della Repubblica di Cagliari ha formulato le richieste di rinvio a giudizio per l’ex presidente della Regione Renato Soru, accusato di abuso d’ufficio e turbativa d’asta nell’inchiesta sul cosiddetto caso Saatchi. La richiesta riguarda anche altri sette indagati: il direttore generale della presidenza della Regione Fulvio Dettori (accusato di falso, peculato, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, rivelazione di segreti d’ufficio), i componenti della commissione della gara da circa 56 milioni di euro per la pubblicita’ istituzionale della Sardegna Aldo Brigaglia (falso e rivelazione di segreti d’ufficio), Roberta Sanna e Giovanni Maria Filindeu (accusati entrambi di falso e turbativa d’asta), il legale rappresentante della societa’ Saatchi & Saatchi, cui inizialmente l’appalto era stato assegnato, Fabrizio Caprara e i fratelli Marco e Sergio Benoni (turbativa d’asta). L’11 giugno si terra’ l’udienza preliminare davanti al gup Giorgio Altieri. Altri due indagati, il commissario di gara Letterio Bernava e il segretario Carlo Sanna avevano patteggiato rispettivamente 9 mesi e 5 mesi di reclusione per falso e turbativa d’asta. L’indagine del pubblico ministero Mario Marchetti sul caso ‘Saatchi’ comprende tre vicende: l’assegnazione dell’appalto da 56 milioni di euro per la pubblicita’ istituzionale della Regione Sardegna; l’affidamento diretto, sempre alla Saatchi (gara da un milione di euro), della realizzazione della campagna ‘Sardegna fatti bella’, cioe’ la promozione della pulizia del centri urbani; l’assegnazione del progetto da 30mila euro sul logo della Regione.

Nel particolare

Soru è accusato di abuso d’ufficio e turbativa d’asta (contestazione legata a un’altra gara d’appalto per la campagna promozionale “Sardegna fatti bella”) in quanto avrebbe esercitato pressioni sulla commissione esaminatrice per favorire l’assegnazione a Saatchi.

Hai capito l’Obama sardo? Le voci per le quali si fosse dimesso per andare alle elezioni prima del rinvio a giudizio allora non erano cosi sbagliate…. Certo che per lui è proprio un periodo pessimo.

Con questa richiesta di rinvio a giudizio segnaliamo che sono ben 5 i governatori (o da poco ex governatori) di centrosinistra indagati o rinviati a giudizio. Parliamo di Bassolino (Campania), De Filippo (Basilicata), Loiero (Calabria), Soru (Sardegna) e Del Turco (Abruzzo)

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Il Pd è il partito di chi licenzia

13 03 2009

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Dopo Soru e i licenziamenti in Tiscali e all’Unità, un altro membro del partito diventa protagonista per i licenziamenti facili: Maria Paola Merloni.
La Indesit che è di proprietà della famiglia Merloni ha infatti deciso la chiusura dello stabilimento di None

Lo scorso 5 marzo, con un comunicato stampa piuttosto asettico, l’azienda di Fabriano ha comunicato di aver proposto all’unione industriali torinese la chiusura dell’impianto. Risultato? Circa 600 persone a rischio licenziamento.

Le motivazioni sono assolutamente legittime ovviamente

Malgrado gli sforzi la domanda di mercato è stata molto al di sotto delle previsioni. Di conseguenza l’azienda non ritiene sostenibile la produzione in entrambi gli stabilimenti di None e Radomsko (Polonia). La decisione di mantenere lo stabilimento polacco a scapito di quello torinese è dovuta esclusivamente a criteri di competitività internazionale

Ma il dato di fatto risulta indigesto dopo le uscite demagogiche di Franceschini

Ma come, Franceschini si preoccupa dei disoccupati e Merloni licenzia?

Da segnalare l’intervento di Calearo a difesa della collega

Ha sentito di recente Maria Paola Merloni? «Sì, c’ho parlato mezz’ora fa. Sta soffrendo moltissimo per tutta questa situazione». Sta pensando a qualche soluzione? «Maria Paola è una persona impegnata in politica: so che ha dato degli input alla sua famiglia. Detto questo, lei è praticamente quasi esterna all’azienda.

Se lei sta soffrendo, figuriamoci i lavoratori.

Insomma è il solito Pd della doppia morale.

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Franceschini pensava ai licenziati de L’Unità?

4 03 2009

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Non è che Franceschini con la sua proposta demagogica sui licenziati in realtà pensasse alla situazione de L’Unità?

Leggiamo

Mercoledì l’Unità non sarà in edicola: è il primo sciopero della nuova era del quotidiano, quella iniziata con Renato Soru e Concita De Gregorio. Una crisi scoppiata come un fulmine a cielo sereno e che riporta il giornale in uno stato di incertezza profonda: le speranze della redazione si sono infrante contro l’indisponibilità dell’editore a immettere denaro fresco nelle casse del quotidiano. A questo punto occorrerebbe un altro investitore ma, nel frattempo, la Nie (Nuova iniziativa editoriale, società editrice del giornale) ha presentato un piano di abbattimento dei costi respinto dal Cdr. Ma, sottolinea la proprietà, in assenza di interventi drastici si rischia il fallimento.

e ancora

Il giornale fondato da Antonio Gramsci non trova pace. L’ingresso di Renato Soru come editore sembrava potesse favorire una soluzione alla crisi. La nuova stagiona targata Concita De Gregorio stava dando – dicono – anche qualche frutto sul piano delle vendite. Poca cosa evidentemente se poi non c’è il supporto adeguato sul piano pubblicitario e non solo.

Il non solo doveva venire dalle tasche dell’ex governatore della Sardegna che, evidentemente, dopo la batosta elettorale non sembra più tanto predisposto al “sacrificio” per la storica testata del Pci, oggi del Pd

Da qui il rischio che la società editrice chiuda i battenti per fallimento, a meno che l’imprenditore sardo non torni sulla sua decisione sganciando – stando a quanto si apprende – circa 6milioni come quota di ricapitalizzazione. In alternativa esisterebbe un piano che prevede “la chiusura di alcune redazioni locali, il taglio della foliazione, la riduzione del numero dei collaboratori e dei loro compensi e, infine, un taglio del 40% degli stipendi per tutti i dipendenti rimasti dopo la cura, giornalisti compresi”.

Soru si difende

“C’è una crisi dell’editoria in tutto il mondo di cui dobbiamo essere consapevoli. L’Unità non è da meno. C’e’ da ristrutturare e gli amministratori stanno lavorando”

e intanto pare all’orizzonte un nuove giornale, diretto dall’ex direttore Padellaro, dal nome Il Fatto

Proprio mentre scoppia la crisi de l’Unità, con l’annuncio di un piano “lacrime e sangue” che porterà a tagli e alla chiusura di intere redazioni locali (a partire da quella milanese), l’ex direttore Antonio Padellaro prepara la riscossa.
“Silurato” nei mesi scorsi e sostituito da Concita De Gregorio dopo l’acquisizione da parte di Renato Soru del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, Padellaro – assicurano i bene informati – si prepara a tornare in edicola a breve come direttore de Il Fatto, nuovo giornale che avrà proprio lo scopo di fare concorrenza all’Unità, mirando a raccoglierne l’eredità.

Il progetto è stato pensato e seguito da Padellaro, che già all’indomani della sua “cacciata” dall’Unità si era messo alla ricerca di un potenziale editore. Che ora sarebbe stato trovato, anche se per il momento non esce allo scoperto.

Insomma già al capolinea l’avventura di Soru? L’obama sardo aveva comprato il giornale solo per la disastrosa campagna elettorale delle regionali?

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Analisi del voto sardo: centrodestra a valanga

17 02 2009

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In apertura volevamo ringraziare gli utenti per le loro visite. Ieri per la diretta dello scrutinio abbiamo avuto 42000 visite in un solo giorno, record di tutti i tempi per questo piccolo sito. Grazie di cuore per l’attenzione!

Pur non essendoci ancora i risultati definitivi (incredibile!) proviamo a fare un’analisi del voto sardo confrontandolo con le politiche del 2008 e le regionali del 2004

Partiamo dalla coalizione vincente.
-Cappellacci rispetto alla coalizione che lo sosteneva ha un -4.8%. L’appeal del candidato è stato evidentemente inferiore alle liste che lo appoggiavano
-Nel complesso il centrodestra ottiene il 56.7%, rispetto al 50.5% delle politiche (pdl+mpa+udc+ferrara+ps.d.az) e al 51.9% delle regionali (fi+an+uds+udc+ps.d.az).
-Il PDL ha preso il 30.5% che sommato a Riformatori Sardi (7%) e Sardegna Unita-Uds (3.3%) che alle politiche erano dentro il PDL fa un 40.8%. Alle politiche prese il 42.4%, alle precedenti regionali Fi+An+Riformatori+uds (che però non sostenevano Pili) arrivarono al 32.4%. Quindi un lieve calo rispetto alle politiche 2008 ma nettamente meglio delle precedenti regionali (e delle politiche 2006)
-Exploit dei riformatori sardi, un piccolo segnale di riformismo-liberalismo dell’elettorato sardo
-L’UDC ottiene un ottimo 9.4%, ben +3.8% rispetto alle politiche 2008 ma rispetto alle regionali del 2004 scende dello 0.9%. In definitiva l’UDC all’interno del centrodestra ha in Sardegna quelle percentuali, ma l’exploit nei fatti non c’è, ha solo avuto l’onda lunga di far parte della coalizione
-Bene il Partito Sardo D’Azione che passa dall’1.5% delle politiche e dal 3.8% delle precedenti regionali al 4.3%
-Bene anche Insieme per le autonomie legata al MPA che sale dallo 0.6% al 2%

Passiamo agli sconfitti
-L’appeal di Soru è stato sovrastimato, altro che futuro leader del centrodestra. Ottiene solo il 4.2% in più della sua coalizione
-Malissimo la coalizione di centrosinistra. Passa da un 45.8% delle regionali e da un 44.5% delle politiche al 38.6% di queste elezioni
-Devastante il risultato del PD. Passa dal 36.2% delle politiche al 24.4%. E alle regionali 2004 ds+margherita+progetto sardegna presero il 31.9%. Insomma una debacle incredibile. Perde voti sia a destra che a sinistra
-Deludente il risultato dell’IDV. In una elezione che vede perdere ben il 10% al PD, ne guadagna solo 1% . Passa dal 4% al 5.2%. Ci si aspettava ben altro
-Buon risultato per le liste comuniste. Rifondazione+PDCI+La sinistra ottengono il 6.6%, che è ben superiore del 3.6% della Sinistra Arcobaleno che sommata a Sinistra Critica e partito di Ferrando faceva il 4.6%. Ma rispetto alle regionali 2004 il dato è uguale (6.7% in quella occasione)

In definitiva la luna di miele di Berlusconi con il paese è ancora fortissima, il centrodestra sale ancora e ottiene in Sardegna percentuali mai viste.

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Soru e le sue previsioni “Siamo avanti di 8 punti, nettamente in vantaggio”

17 02 2009

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A risultati quasi acquisiti e con un Cappellacci nettamente vittorioso, possiamo soffermarci un po’ sulle previsioni della vigilia.
Immagino che Soru fosse stato prudente, avesse capito le difficoltà. Ne sono sicuro!

E invece il caro Soru durante la campagna elettorale è stato in grado di regalarci questa perla tragicomica

Come? Il presidente del Consiglio parla di quattro punti di vantaggio? Personalmente non trovo corretto diffondere dati con tanta leggerezza in campagna elettorale. Comunque non dicono la verità, perché loro la verità la conoscono molto bene. E cioé che noi siamo avanti di otto punti

Insomma Soru con un effetto esilarante a posteriori non solo diceva di essere sicuro della vittoria ma anche di un vantaggio bello grande. Probabilmente aveva la febbre quando se ne è uscito con questa barzelletta.

Ma d’altronde a sinistra non sono nuovi a queste figuracce, tutti ricorderemo Veltroni parlare di più grande rimonta della storia, di una partita che avrebbero vinto al tie break, della freccia del sorpasso, di un pd come la nazionale di Bearzot del 82

Lo stesso Di Pietro prima delle regionali abruzzesi disse, come avevamo già segnalato, queste parole

Berlusconi da’ i numeri e da’ di testa. Infatti mente sapendo di mentire. Anche noi abbiamo i nostri sondaggi e sappiamo che la coalizione guidata da Carlo Costantini e’ quasi 5 punti avanti rispetto a quella guidata da Chiodi. Questo continuo mentire di Berlusconi dimostra che vuole taroccare i voti e prendere in giro gli abruzzesi

Non solo questi signori continuano a prendere bastonate ma collezionano frasi che rimarranno nella storia per la loro comicità. Continuano a inventarsi numeri, prendono in giro i sondaggi berlusconiani (che ogni volta si rivelano azzeccati), professano vantaggi fantascientifici e puntualmente invece vengono puniti dalle urne.

Poi ci si chiede perchè il centrosinistra continua a essere asfaltato ovunque, finchè non manderà via certi personaggi che hanno attaccata sulla fronte la patente di cazzari c’è poco da fare

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Elezioni Sardegna – scrutinio in diretta

16 02 2009

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Ci vediamo domani mattina con i risultati, con un’analisi del voto e con una chicca comica in merito alle previsioni. Grazie a tutti per averci seguito in questa diretta

00.06: 806/1812 sezioni Cappellacci 50 Soru 44,9

23.54: Ugo Cappellacci commenta il suo vantaggio su Renato Soru, dopo lo scrutinio di oltre 600 sezioni. “Mi aspettavo una vittoria ma non di queste proporzioni: questi dati ancora non ancora definitivi ci rendono felici”

23.45: 700/1812 sezioni Cappellacci 50.4 Soru 44.74

23.16: 683/1812 sezioni Cappellacci 50,1 Soru 45,1. Il vantaggio si sta stabilizzando

23.15: Curiosità: Carbonia e Iglesias fanno provincia ma mentre nella prima Soru è avanti di 5 punti, a Iglesias Cappellacci è avanti di 25. In pochi chilometri una tale differenza è incredibile

23.01: 625/1812 sezioni Cappellacci 50,1 Soru 45,2

22.58 Alghero (49/53) Cappellacci 51,6 Soru 44,6 Oristano (26/35) Cappellacci 53.9 Soru 40.5 Olbia (24/48 ) Cappellacci 59,2 Soru 37,8

22.43: Sempre più vergognoso il ritardo dello scrutinio. In America a 7 ore dalla chiusura dei seggi si sapeva già il presidente

22.39: Soru 44.9 Cappellacci 50.4 sez. 523/1812 29% delle sezioni scrutinate

22.09: cdx (pdl+autonomie/mpa+rif.sardi) = 38.5% csx (pd+idv) = 31.6

22.09: Sezioni 426/1812 Soru 45.4% – Cappellacci 49.8%

22.05: Termometro Politico assegna la vittoria nelle elezioni regionali in Sardegna a Ugo Cappellacci, candidato del centrodestra, che sconfigge Renato Soru, presidente uscente, candidato dal centrosinistra.

21.56: Buon risultato per i comunisti (rifo+pdci+la sinistra) che sono al 7.5% rispetto al 3.6% della sinistra arcobaleno delle politiche. PD drenato di voti sia a destra che a sinistra ma stranamente non dall’idv

21.54: A sorpresa leggerissimo vantaggio di Soru (+1%) nel nuorese dove si attendeva un vantaggio ben più marcato per il patron di Tiscali

21.45: Gran risultato dell’Udc che al momento guadagna 4 punti rispetto alle politiche (dal 5.6 al 9.4)

21.44: Olbia 15/48 Cappellacci 59,2 Soru 37,9

21.27: Da segnalare il PD che al momento rispetto alle politiche crolla dal 36.2% al 25.8%

21.24: 309 SEZIONI SU 1.812 (fonte: Nova TV): Cappellacci 50,0% Soru 45,3% Siamo quasi al 20% dello spoglio

21.23: Incredibile risultato dei Riformatori Sardi al 8.5%. Alle politiche erano dentro il pdl, un po’ di riformismo-liberalismo si fa sentire?

21.16: Pare che il piano paesaggistico sulle coste non sia piaciuto, Cappellacci domina ovunque sulle coste sarde

21.09: Risultati provvisori (250 sezioni scrutinate su 1.872) Cappellacci 49,6% (53.070 voti), Soru 45,7% (48.889 voti)

20.52: 10% sezioni totali: Cappellacci 49%, Soru 46.3%

20.49: La seconda proiezione di Termometro politico assegna a Soru il 44.5-48.5% e a Cappellacci il 46.5-50.5%

20.29: 174 sezioni Cappellacci 48.6% Soru 46.6%

20.26: Iglesias (24% sezioni) Cappellacci 59%, Oristano (7/35) Cappellacci 57%, Alghero (38/53) Cappellacci 52%. La tendenza è positiva per Cappellacci

20.05: 153 sezioni su 1812 Soru 48%, Cappellacci 47.5%

20.04: cagliari, aumenta il vantaggio di cappellacci 71 sez su 179 soru 44.9 cappellacci 51.3

20.00: si prevede un risultato molto combattuto. Delle sezioni scrutinate molte vengono da Cagliari (meglio Cappellacci) e Sassari (meglio Soru)

19.53 127 sezioni su 1812 Soru 49.1% Cappellacci 46.1%

19.28: I dati pervenuti alla Regione (107 sezioni su 1812) vedono Soru in testa col 49,7% dei consensi nei confronti di Cappellacci che si attesta al 45,3%.

19.28: Secondo la prima proiezione realizzata da Termometro Politico i due candidati sono in parità, tra 46 e 50%. Dal punto di vista della geografia elettorale si segnala, allo stato delle cose, una certa spaccatura tra le diverse aree della Sardegna, che rende in ogni caso impossibile fornire una stima più precisa a questo punto. In particolare, Sassari spingerebbe in alto Soru, che è però bilanciato verso il basso dai dati di Cagliari, Oristano e Iglesias

19.22: 30% sezioni scrutinate a Cagliari: cappellacci 50.24 soru 45.82

19.12: Primi dati seri, Risultati provvisori (61 sezioni scrutinate su 1.872): Cappellacci 48,9%, Soru 46,9%

18.51: Dopo 3h50m si sveglia il sito della Regione

18.46: Cagliari, 31 sezioni Cappellacci 50.8%, Soru 45.4%

18.44: Sito Corriere, 8 sezioni scrutinate Soru 57.8 Cappellacci 37.5

18.26: Nel Comune di Cagliari, dopo lo spoglio di 4 sezioni su 565, Soru è in vantaggio su Cappellacci

18.23: 10% sezioni scrutinate ad Oristano. Cappellacci intorno al 60%

18.11: Abbastanza incredibile che dopo tutte queste ore per sapere i risultati si debba saltellare nei siti dei comuni

18.07: Ad Iglesias 4 sezioni scrutinate, Cappellacci doppia Soru

17.57: Ad Alghero una sezione scrutinata, avanti Cappellacci

17.23: Affluenza nelle province: Sassari 69,19%; Carbonia-Iglesias 64,50%; Cagliari 67,58%; Medio Campidano 64,96%; Nuoro 69,54%; Ogliastra 67,14; Gallura 68,85%; Oristano 65,72%; Olbia Tempio 68,85%

17.12: prime sezioni scrutinate a Sassari. Soru nettamente avanti

17.07: (ANSA) – CAGLIARI, 16 FEB – E’ del 67,58% il dato definitivo sull’affluenza alle urne in Sardegna per l’elezione del governatore e il rinnovo del Consiglio regionale. La percentuale e’ stata rilevata alle 15, alla chiusura dei seggi. Nelle Regionali del 2004 aveva votato il 71,2% degli aventi diritto.
Un dato che riporterebbe la partita secondo le previsioni combinate affluenza-candidati su un sostanziale pareggio, con distacchi potenziali inferiori al 2%

17.00: Affluenza definitiva: Alghero 65,34 %

16.53: Secondo L’Unità, I primi scrutini di voti nella zona di Oristano, tradizionalmente di centrodestra, vedrebbero i due candidati alla pari.

16.32: Ci si aspetta un’alta affluenza, soprattutto nelle province più vicine a Soru che da più parti è dato in vantaggio

16.11: Il sondaggio di Crespi non è un exit-poll ma un sondaggio di venerdì, rivela da fonte diretta The Right Nation

16.10 Affluenza definitiva: Olbia 67%

16.06 Affluenza definitiva: Nuoro 74.18% – Sassari 69.37%. Più alta del previsto, favorito Soru in queste condizioni

16.02 Secondo Crespi per Red Tv e L’Unità
«Ha vinto del 1.5%, Renato Soru e sarà riconfermato governatore», è quello che dice a Red Tv Luigi Crespi, direttore dell’Istituto Crespi, intervistato da Aldo Torchiaro.
«La differenza – secondo il sondaggista Crescpi – tra il voto di lista nel centrodestra e quello a Cappellacci, che è mancato, sta negli elettori dell’Udc, Riformisti, Sardi d’Azione e del Nuovo Psi che hanno votato la loro lista ma poi, in molti casi, hanno votato Soru anzichè Cappellacci, identificato con Berlusconi».

15.58: Secondo Freedomland una fonte vicina al Centrodestra ci dice di un Soru in vantaggio di 2.2 punti su Cappellacci.

15.42: Secondo The Right Nation Cappellacci 49.4 – Soru 48.7

15.40: Secondo Freedomland Cappellacci 49.26 – Soru 48.46.
Ma è un dato che non tiene conto della correzione dell’affluenza e potrebbe sovrastimare di qualche decimo Cappellacci. Se l’affluenza fosse confermata attorno al 64%, Cappellacci potrebbe essere leggermente sopra.

Risultati Regionali 2005:

Soru (csx) 50.2% – Pili (cdx) 40.5%

Partiti: FI 15.1 % – DS 13.3% – Margherita 10.8% – UDC 10.3% – Progetto Sardegna (csx) 7.8% – AN 7.4% – Riformatori (cdx) 5.9% – Fortza Paris (cdx) 4.5% – Rif. Com 4.1% – SDI 3.6% -

Risultati Politiche 2008:

PDL 42.4% – MPA 0.6% – PD 36.2% – IDV 4% – UDC 5.6% – SA 3.6% – PS 1.6% – La Destra 1.5% – PS.d.AZ 1.5% – Sardigna Natzione 0.7%

Cappellacci è sostenuto dal centrodestra+udc+ps.d.az tot= 50.2%

Soru è sostenuto dal centrosinistra + i partiti comunisti tot=43.6%

Ricaricate la pagina per vedere le novità.

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PD in Sardegna nel caos, si dimette anche il presidente della provincia di Cagliari (che forse si candida contro Soru)

29 12 2008

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In Sardegna il centrosinistra è veramente allo sbando, dopo le dimissioni di Soru e il commissariamento arrivano oggi anche le dimissioni del presidente della provincia di Cagliari, Graziano Milia del PD.

Riportiamo le sue dichiarazioni dall’Unione Sarda

I veri motivi delle dimissioni risiedono nella constatazione che si è interrotto un rapporto di fiducia con la maggioranza. Domani mattina protocollerò le mie dimissioni che afferiscono poco con le imminenti elezioni regionali

Ora il presidente della provincia ha 20 giorni per ripensarci, anche se molti incominciano a ipotizzare una sua possibile candidatura per le prossime regionali, addirittura in competizione con Soru. Ipotesi che tra l’altro non viene negata a prescindere.

Milia ha auspicato l’avvio di un “periodo di confronto e discussione” nei venti giorni di “raffreddamento”, periodo che, peraltro, gli considera anche di verificare l’eventuale candidatura alle regionali visto che, molto probabilmente, il termine di presentazione delle liste scadra’ il 15 gennaio

Non ho ancora valutato l’ipotesi di candidarmi e credo che anche il mio partito, che è in una fase di commissariamento, non sia attualmente nelle condizioni di valutarlo

In molti, già nei giorni scorsi, denunciavano addirittura un trucchetto usato da Milia per decadere dal proprio mandato e poi candidarsi alle regionali. Tutto nasce da una nomina che crea incompatibilità

Il 10 dicembre il presidente del Consiglio Roberto Pili riceve una comunicazione del direttore Generale: «Con la presente si informa la S.V. che venerdì 5 dicembre 2008 il sottoscritto Abramo Garau, Direttore Generale della Provincia di Cagliari, avendo avuto delega a rappresentare nell’assemblea dei Soci della Proservice S.p.a. il Presidente della Provincia, temporaneamente assente per motivi di salute, da parte del Vicepresidente della provincia impossibilitato a partecipare per impegni istituzionali, ha provveduto a nominare lo stesso Presidente della Provincia Graziano Milia presidente della Società Proservice S.p.A, controllata al 100% dalla Provincia di Cagliari».

L’incompatibilità sembra creata ad hoc

Farsi assegnare da se stesso, tramite formalità burocratica delegata a un fu azionario, la presidenza della Proservice S.p.a., controllata al 100% dalla Provincia di Cagliari. La società, 150 dipendenti ex precari, si occupa soprattutto di manutenzione degli edifici scolastici e disinfestazione. Non proprio quello che si può definire un incarico irrinunciabile, specie se la rinuncia è la presidenza della Provincia.

Ma l’intento di Milia sembra chiaro

Tutti a cercare di scongiurare le elezioni anticipate, quelli dell’ala riformista. Ma tra vedere e non vedere, qualcuno cerca di liberare una poltrona, ovviamente per conquistarne un’altra. E che qualcuno: il presidente della Provincia Graziano Milia in persona. Del resto il suo nome circolava da tempo per un’eventuale contrapposizione a Soru. L’ambiziosa spregiudicatezza, sembra fare il resto: lasciare la Provincia per tuffarsi in Regione. Come? Semplice: creando una situazione di incompatibilità.

Anche l’opposizione aveva capito il giochetto

Non c’e’ bisogno di altra documentazione – ha detto Mario Fadda (capogruppo Udc) – perche’ accettando la presidenza della Proservice Milia ha rinunciato a fare il presidente della Provincia. Dobbiamo solo prenderne atto

e oggi quando il consiglio provinciale doveva discutere proprio dell’incompatibilità ecco le dimissioni. Volute o meno queste dimissioni porteranno anche la provincia alle elezioni e di certo una sua eventuale candidatura alle regionali metterebbe nel caos il moribondo centrosinistra sardo.

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Di Pietro sosterrà l’indagato Soru

28 12 2008

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Condannati, rinviati a giudizio o indagati per lui sono sempre stati uguali, gente da escludere dal partito e non candidare.

Ma evidentemente dopo il figlio simil mastelliano, i compagni di partito inciucioni e pronti a qualsiasi cosa per favori, raccomandazioni e appalti pilotati e pure il presunto camorrista, ormai Di Pietro sembra diventato garantista.

Oggi il nostro trebbiatore favorito ha annunciato il proprio sostegno a Renato Soru che peraltro aveva criticato per settimane

Non vogliamo condannati tra le nostre fila e ci auguriamo che non ci siano neppure nelle altre liste – ha detto introducendo il discorso legato alla questione morale – Idv sostiene la non candidabilità delle persone condannate e la non assunzione delle cariche istituzionali per chi è stato rinviato a giudizio. In Sardegna, con la vicenda giudiziaria che riguarda la pubblicità istituzionale della Regione (il cosiddetto caso Saachi) mi pare, invece, che si sia ancora nelle fasi preliminari

Insomma la questione morale pare un optional quando fa comodo. Inoltre pare che Soru sia anche vicino al rinvio a giudizio e quindi cosa succederà, se questo dovesse arrivare prima delle elezioni? Di Pietro toglierà il sostegno o farà come sempre finta di nulla?

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