La lotta per la leadership nel Partito Liberale Italiano: si scontreranno i tandem Guzzanti-De Luca vs Taradash-Diaconale

2 02 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

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Come saprete sono un liberale e guardo sempre con attenzione le vicende del Partito Liberale Italiano. Purtroppo ormai è un micropartito (alle politiche ha preso lo 0.3%) e ultimamente sembrava addirittura essersi spinto verso il centrosinistra.
Perchè scrivo del glorioso PLI?

Per i giorni 20-21-22 febbraio è stato convocato il 5° Congresso Nazionale del PLI (27° dalla fondazione) suscitando un rinnovato interesse da parte di molti iscritti e di numerosi cittadini di area liberale non iscritti. Diversi siti o blog di area liberale  si sono rifatti vivi e tramite Facebook diversi giovani hanno cominciato anche ad interessarsi per un rilancio del PLI , delusi dal costituendo nuovo PDL, per la sua politica inficiata da un “doroteismo” neo-democristiano e da un preoccupante e crescente interventismo neo-statalista.

Una certa voglia di rinnovamento sembra esserci

Negli ultimi anni infatti il PLI non si è mai praticamente fatto sentire e molti iscritti, delusi, si sono gradualmente allontanati dal partito. Il segretario nazionale, Stefano De Luca, come ha detto qualcuno della stessa Direzione Nazionale, si è sempre barcamenato “alla ricerca affannosa di approcci con tutti i partiti dell’arco parlamentare”, “preferendo perseguire una visione personalistica del progetto dell’intero partito, costruendo intorno a se semplicemente il nulla.” (si vedano, poi, gli ultimissimi errori politici: il tentativo di fare una lista con l’UDC nelle ultime elezioni politiche dell’aprile 2008 oppure l’appoggio al candidato Rutelli nel ballottaggio per le elezioni a sindaco di Roma).

L’idea che sta emergendo è di un partito autonomo e indipendente, ma chiaramente collocato nell’area del centro-destra. Si ha anche la sensazione che qualcosa di nuovo arrivi dal basso tramite un coordinamento di diverse  organizzazioni e associazioni di ispirazione liberale e da una maggior partecipazione di giovani  (tramite Facebook) per un ricambio anche generazionale dell’attuale dirigenza

La novità è che questa volta ci sarà una battaglia per la leadership, l’uscente De Luca sarà sfidato da

Arturo Diaconale (storico direttore del quotidiano liberale “L’Opinione”) e Marco Taradash (ex-radicale e riformatori liberali) si sono candidati , il primo per la segreteria nazionale, e il secondo per la presidenza.

Taradash e soci

cercano di organizzarsi. Hanno aperto su Facebook un gruppo di discussione intitolato Per un nuovo Partito Liberale Italiano,  che registra oggi piu’ di 800 accreditati.

Diaconale spiega così la sua scelta (nel link potete leggere la versione integrale della lettera)

Il mio obbiettivo è di rilanciare il Pli e di riportarlo all’interno della sua area naturale, che è quella del centro destra, in una collocazione autonoma ed indipendente. <Il mio timore, in sostanza, è che l’attuale gruppo dirigente del Pli, non essendo riuscito a “ vendere “ il proprio titolo nobiliare al Pdl in cambio di un posto in Parlamento, voglia ora tentare una operazione analoga con l’Udc o con il Partito Democratico.

E indica 4 punti: Il primo riguarda la difesa dell’unità nazionale che non può essere messa in discussione da un federalismo burocratico che destinato a riproporre il centralismo su scala regionale e ad appesantire il peso dello stato sulle spalle del cittadino innescando, oltre tutto, pericolosi processi centrifughi. Il secondo punto riguarda la democrazia all’interno dei partiti, che è la questione prioritaria rispetto anche all’evoluzione del sistema bipolare in bipartitico o ad un ipotetico ritorno al proporzionale. Il terzo punto riguarda la difesa della democrazia liberale, della società aperta, dello stato di diritto e della legittima pretesa dei cittadini ad avere una giustizia giusta e non al servizio dei potenti o delle corporazioni. Il quarto, infine, è rappresentato dalla collocazione internazionale del nostro paese a fianco delle grandi democrazie del pianeta e la difesa dei valori dell’Occidente.

Quando tutto sembrava pronto per la sfida, irrompe come un macigno Paolo Guzzanti che

annuncia, con una lettera aperta a Silvio Berlusconi, di lasciare da oggi il gruppo parlamentare del Pdl alla Camera, iscrivendosi a quello misto, e il partito. Infatti, il deputato annuncia la sua iscrizione al Partito Liberale Italiano con l’idea di candidarsi per prossime responsabilità politiche. Due gli elementi che motivano la scelta di Guzzanti: il sostegno “entusiasta, personale e amicale al signor Vladimir Putin” e il secondo motivo sta nella condizione “preagonica della democrazia parlamentare italiana”

Guzzanti, entrando nel partito, attacca Diaconale e fa ipotesi sulla sua scalata alla segreteria (coinvolgendo Berlusconi)

Due vecchi amici, Arturo Diaconale e Marco Taradash, il primo direttore de l’Opinione e il secondo un valoroso ex deputato radicale di eccellenti qualità, sembra che abbiano purtroppo ricevuto l’imput da Silvio Berlusconi di entrare nel PLI, legarlo, imbavagliarlo e portarne la testa per il muro dei trofei sopra la scrivania di Berlusconi. perché due uomini certamente di grandi qualità e totalmente berlusconiani sarebbero stati inviati con la benedizione del capo ad entrare in un partito che non è il loro? La ragione è ovvia: si tratta di compiere quell’operazione che i vecchi trotskisti chiamavano “entrismo”: si entra in un altro partito e se ne cattura la maggioranza, se ne determina la linea politica, lo si anestetizzza, lo si uccide e se ne fa un gatto impagliato.

Diaconale risponde all’attacco di Guzzanti

Per continuare a conservare il ruolo di segretario che ricopre da oltre dieci anni, Stefano De Luca ha chiesto aiuto a Paolo Guzzanti, in uscita dal Pdl per questioni personali. E Guzzanti, probabilmente ancora in piena sindrome da commissione Mitrokin, non ha trovato di meglio che accusarmi di essere una sorta di infiltrato del berlusconismo dentro il mondo liberale. Ma non sono io ad entrare in un partito che non è il mio. Ricordo a Guzzanti, che dirigo “L’opinione” da quando era organo del Pli e che da allora ad oggi ho sempre fatto parte degli organi direttivi di questo partito. Rispetto, comunque, la scelta di Stefano De Luca di farsi difendere da Guzzanti. Ma non posso non rilevare che forse avrebbe fatto meglio a rivolgersi alla figlia Sabina, che in tema di antiberlusconismo è sicuramente più coerente e credibile del padre. Alle polemiche personali, comunque, preferisco quelle politiche. E quindi invito Guzzanti e De Luca a confrontarsi con me in un pubblico dibattito sul futuro ruolo del Pli.

Incontro che ci sarà

Giovedì 5 febbraio alle 16.00, nella sede de l’Opinione, il segretario uscente del Pli Stefano de Luca e Arturo Diaconale confronteranno le rispettive proposte politiche per il futuro del Partito liberale italiano. Al confronto parteciperà Marco Taradash ed è stato invitato anche Paolo Guzzanti. Su http://www.NeoLib.eu per l’occasione organizzeremo una diretta video via webtv. Non mancate!

Insomma, anche se i personaggi di certo non mi fanno impazzire, è sicuramente stimolante questa sfida e qualunque intento che vada verso la salvezza e lo sviluppo del PLI mi sembra da sostenere, tenuto conto della scarsa ideologia liberale nei due schieramenti. Personalmente mi schiero con Diaconale poichè, da simpatizzante del centrodestra, ritengo che una componente liberale forte e con delle proposte serie sia essenziale

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Dopo la legge sulle europee, probabile anche l’accordo sui regolamenti parlamentari

2 02 2009

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Dopo l’accordo sulla legge elettorale sulle europee (che provoca mal di pancia a sinistra, soprattutto nel PD) è probabile che si raggiunga un compromesso bipartisan anche sui regolamenti parlamentari.

Lo segnala il Sole 24 Ore

Approvazione entro 60 giorni dall’assegnazione alle competenti commissioni per i DDL che attuano il programma del governo. Esattamente lo stesso tempo di conversione dei decreti. In cambio maggiori garanzie e visibilità per le iniziative parlamentari dell’opposizione. La soluzione all’annoso problema della decretazione c’è già ed è bipartisan. Sia la proposta del PDL sia la proposta del PD vanno in questa direzione. Un testo comune verrà presentato una volta approvata la riforma della legge elettorale per le europee.

Nel particolare

Riduzione dei decreti, più diritti all’opposizione, garanzia di discussioni reali e non contingentate per le riforme di sistema. Inoltre si andrà verso una stabilizzazione dei gruppi parlamentari con una stretta sulle microformazioni create per opportunismo

Per l’opposizione

Sembra archiviata l’istituzionalizzazione del governo ombra. Piuttosto viene prevista una quota fissa di tempo e argomenti. Il testo del PDL prevede anche un diretta al mese a richiesta e la facoltà di portare direttamente in aula le proposte.

Le consultazione tra i vari gruppi parlamentari sono già iniziate e l’accordo è veramente dietro l’angolo. Di sicuro sarebbe auspicabile un passaggio del genere, sia per evitare troppi decreti legge ma consentire lo stesso una velocità di manovra al governo sia per consentire più discussioni sulle riforme e dare più spazio all’opposizione.

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