Figuraccia al senato: 3 volte sotto sul ddl sicurezza

4 02 2009

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Non siamo riusciti a essere soddisfatti per più di una serata per le ottime integrazioni al ddl sicurezza (gratuito patrocinio e no domiciliari per gli stupratori) e per gli articoli sulla lotta alla mafia e in generale ad apprezzare complessivamente un ottimo ddl sicurezza (quando sarà votato definitivamente lo descriveremo nei particolari) perchè in serata arrivano 3 batoste

Il governo è stato battuto per tre volte al Senato sul ddl sicurezza. La maggioranza è andata sotto in tre votazioni per le quali era stato chiesto il voto segreto. Sono passati quindi gli emendamenti presentati dall’opposizione per rendere meno complicati i ricongiungimenti familiari per gli immigrati. Una delle parti dell’articolo originale che è stata abrogata prevedeva che il questore dovesse rilasciare il titolo di soggiorno per i familiari di uno straniero regolare soltanto se questi stessi familiari erano regolarmente soggiornanti in Italia “ininterrottamente da almeno cinque anni”.
Sempre in tema di immigrazione, il Senato ha reintrodotto nel ddl sicurezza la norma della Bossi-Fini che fissa in un massimo di 60 giorni la permanenza degli stranieri irregolari nei Centri di identificazione per un periodo superiore ai 60 giorni. Il testo previsto dal governo estendeva invece il periodo a 18 mesi.

Vergognoso l’atteggiamento dei nostri senatori, di chi era assente e dei franchi tiratori. Incredibile (ed indecente) questo atteggiamento della nostra maggioranza (?). Una figura veramente misera. Cosi si rovina l’immagine di un governo, con queste sconfitte assurde in aula. E per di più su provvedimenti sacrosanti, come l’estensione del periodo nei cpt a 18 mesi, norma in vigore in tantissime nazioni europee. Facciamo fare bella figura a un’opposizione becera che pure di fronte a misure di buon senso, attuate ovunque, vota contrario ideologicamente.

Un vero schifo, ripeto non siamo nemmeno riusciti a sentirci soddisfatti per una serata….

Ora sinceramente non so cosa accadrà, se vengono ripresentati gli articoli alla camera immagino ci dovrà essere un nuovo passaggio al senato. Insomma tempo perso (sempre che sia questo l’iter scelto). In ogni caso vergogna!





Sì del senato a emendamenti per domiciliari vietati agli stupratori e per il gratuito patrocinio per le vittime

4 02 2009

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Importanti novità al ddl sicurezza in discussione al senato (e che si preannuncia veramente ottimo nel complesso).

Oggi un emendamento della Lega è stato approvato a maggioranza

Giro di vite contro gli autori di stupri e violenza sessuale. L’aula del Senato ha approvato l’emendamento della Lega Nord al disegno di legge sulla sicurezza che impedisce la concessione degli arresti domiciliari, così come dei benefici di pena, ai criminali. L’emendamento stabilisce anche l’arresto in flagranza per chi compie violenza sessuale, violenza sui minori e violenza sessuale di gruppo. I violentatori saranno quindi tenuti in carcere e non potranno usufruire di altri benefici della legge Gozzini come l’affidamento in prova ai servizi sociali, il regime di semiliberta, i permessi premio e la liberazione anticipata. In pratica, come gia’ e’ previsto per i reati di mafia, anche per chi stupra ci sarà l’obbligo della custodia cautelare in carcere.

Mentre a firma PDL è stato votato l’emendamento per il patrocinio gratuito alle vittime di violenze

L’aula del Senato ha poi approvato anche l’emendamento dei relatori al ddl sicurezza, Carlo Vizzini e Filippo Berselli, che prevede il gratuito patrocinio dello Stato alle vittime di violenza sessuale, violenza minorile e violenza sessuale di gruppo indipendentemente dalle loro condizioni economiche.

Ottimi questi interventi del governo, giusta risposta a certe libertà di interpretazione dei magistrati e agli eventi dell’ultimo periodo.

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Mafia, inasprito il 41bis sul regime di detenzione

4 02 2009

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Novità dal Senato dove oggi è stato votato l’articolo 34 del ddl sicurezza…..

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Campi Rom, nuovi (e duri) regolamenti a Milano

4 02 2009

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Ieri a Milano sono stati firmati dal prefetto Lombardi i nuovi regolamenti per la gestione dei campi Rom.

Ecco le caratteristiche del piano

I dettagli saranno modellati sulle peculiarità di ogni singolo campo. Ma le linee guida varranno per tutti: con il nuovo regolamento per i campi nomadi cambieranno tante cose per i 1.180 ospiti (tanti ne ha contati il censimento ufficiale a fine agosto) dei dodici insediamenti regolari del Comune.

Il regolamento sarà presentato dal prefetto Gian Valerio Lombardi e dall´assessore alle Politiche sociali, Mariolina Moioli. Ma da mesi le bozze si sono sommate, con in comune almeno quattro punti: la partecipazione alle spese del campo, il turnover delle presenze, con una permanenza massima di tre anni, l´allontanamento dal campo, dopo inviti formali ad adeguarsi, per chi trasgredirà, l´obbligo di far frequentare la scuola ai minori e di seguire il percorso di inserimento lavorativo per gli adulti. Un regolamento che ora, assicura il prefetto, commissario straordinario per l´emergenza nomadi fino a maggio, «resterà aperto alle proposte del consiglio comunale».

Uno dei punti fermi dovrebbe essere il pagamento della “tassa di soggiorno”: la proposta del Comune era di far pagare un euro al giorno a ogni ospite. Di fatto la bozza licenziata ieri prevede che una sorta di affitto, comprensivo di un concorso spese per la raccolta rifiuti, venga pagato da ogni nucleo familiare. Al Triboniano, per esempio – che è il campo in cui già è in vigore in patto di legalità che è una componente del regolamento – i nomadi pagano luce e gas. «È giusto che chi viene ospitato nei campi contribuisca pagando una quota, che sarà fissata in misura compatibile con le condizioni delle famiglie e delle persone», precisa l´assessore Moioli.

A stabilire i canoni e a gestirne la riscossione, comunque, dovrebbe essere il comitato di gestione che verrà istituito per ogni campo. Legata alle singole realtà sarà anche la durata massima della permanenza – «del resto, i campi sono definiti come di transito e sosta», sottolinea il prefetto – e potrà essere flessibile se, semplicemente, chi ha raggiunto il periodo massimo avrà bisogno di qualche settimana ancora per una sistemazione definitiva.

e ancora

Dice il regolamento: «La mancata adesione, per due volte, a un percorso d’inserimento lavorativo proposto dal Comune» porta all’automatica espulsione dal campo. Cartellino rosso anche per chi non manda i figli a scuola, per chi evade il canone e perfino per il mancato pagamento di luce e gas. Per il resto è già tutto scritto nel patto di legalità e solidarietà sperimentato nel maxi-campo via Triboniano già da qualche stagione. Badge, rispetto delle norme igienico-sanitarie, controlli possibili in ogni momenti. Per chi sgarra, multe. Da venticinque a cinquecento euro.

Il progetto potrebbe essere un buon punto di partenza per una convivenza civile tra istituzioni e gruppi nomadi.Di sicuro va incontro alle richieste di legalità avanzate negli anni. Niente inutili buonismi ma rigore e rispetto delle regole, seguendo il positivo esempio del primo campo (San Triboniano) nel quale queste regole ci sono già da un po’.





Indagato Genchi, meno male che era una bufala di Berlusconi secondo Di Pietro

4 02 2009

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Per il caso intercettazioni, il consulente informatico Genchi risulta indagato

E’ stato iscritto nel registro degli indagati Gioacchino Genchi, l’ex consulente dell’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris. A Genchi la procura di Roma contesta i reati di violazione della privacy e abuso d’ufficio.

La decisione di iscrivere Genchi nel registro degli indagati è stata presa oggi dal procuratore Giovanni Ferrara e dagli aggiunti Nello Rossi e Achille Toro. L’ipotesi di abuso di ufficio è conseguente al fatto che Genchi come consulente del pubblico ministero di Catanzaro nel momento in cui allestì il suo archivio rivestiva la carica di pubblico ufficiale. Sempre in questa veste oltre che acquisire le indicazioni ha anche trattato, secondo l’ipotesi di reato, illecitamente, i dati personali delle persone il cui archivio fa riferimento.

La decisione di iscrivere Genchi nel registro degli indagati è stata presa dai tre magistrati sulla base dell’esame svolto dai carabinieri del Ros che collaborano all’inchiesta relativa a 570mila numeri telefonici che gli investigatori hanno ricavato da un esame di una prima parte delle carte acquisite. Molte di queste carte sono ancora da ”studiare” e comunque tutto il materiale fa riferimento alle indagini Why Not e Poseidone.

Nel carteggio che i giudici di Catanzaro hanno inviato ai colleghi della capitale ritenendo la loro competenza ci sono anche numerosi tabulati che fanno riferimento a parlamentari e a funzionari dei servizi. Il loro esame sarà completato dai Ros che poi faranno rapporto alla Procura di Roma. Lo stesso materiale sarà anche inviato al Copasir che lo ha richiesto in maniera specifica alla Procura di Roma.

Ricordiamo come aveva definito Di Pietro l’affaire Genchi

L’allarme intercettazioni rilanciato da Berlusconi è una bufala

Non è vero, infatti quanto da lui affermato, secondo cui ‘un signore ha messo sotto controllo 350.000 persone’, (riferendosi al consulente della Procura Gioacchino Genchi), né è vero che ci siano mai state intercettazioni telefoniche o acquisizioni di tabulati telefonici avvenuti abusivamente o in modo non consentito dalla legge o nei riguardi di persone che, per il loro ruolo di parlamentari o agenti segreti, non potevano essere intercettati.

Il consulente del pm Genchi ha semplicemente archiviato informaticamente tutti i dati dei flussi telefonici legittimamente acquisiti: la differenza fra ciò che si fa normalmente in tutte le Procure e quella che è stato fatto nel caso di specie è di non essersi limitato ad archiviare la copia cartacea, ma i dati sono stati acquisiti e trattati informaticamente. Ma questa è un’innovazione tecnologica apprezzabile

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