Ottimo intervento del governo: approvato DDL-Reati sui Minori

13 02 2009

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Il Consiglio dei ministri ha approvato un ddl con modifiche del codice di procedura penale e civile per rafforzare la protezione dei minori contro gli atti di violenza e di abuso. Il provvedimento e’ stato approvato all’unanimita

Nel particolare

ROMA – Pene più severe per chi recluta i minori per farli prostituire o li sfrutta in tal senso (da 6 a 12 anni di carcere e fino a 150 mila euro di multa), ma anche per chi compie atti sessuali a pagamento con un minorenne tra i 14 ed i 18 anni (da 6 mesi a 4 anni di reclusione e fino a 6mila euro di multa). Termini di prescrizione raddoppiati per gli abusi sessuali commessi a danno di minorenni. E ancora, un’autorità nazionale (il ministero dell’Interno) per la raccolta di “dati biologici” (il dna) di chi è condannato per reati sessuali. Sono questi i contenuti del disegno di legge approvato oggi “all’unanimità”, come spiega il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, dal Consiglio dei ministri. Il ddl ratifica la Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale e prevede “modifiche al codice penale e al codice di procedura penale”, in direzione, sottolinea Carfagna, di una “maggiore tutela dei minori”. è prevista anche una eliminazione di parte delle attenuanti per abusi commessi a danno di minori.

In particolare il ddl, all’articolo 3, prevede l’istituzione di una Autorità nazionale (il ministero dell’Interno) che dovrà conservare “il dna e i dati biologici di chi è condannato per reati sessuali, in modo da agevolare le indagini”, illustra Carfagna. Quanto al codice penale, vengono raddoppiati i termini di prescrizione per i reati di abuso sessuale commessi a danno dei minori di 14 anni.

Viene configurata, poi, una nuova forma di associazione a delinquere, quella finalizzata alla commissione di reati quali la prostituzione di minore, la pornografia minorile, la detenzione di materiale pedopornografico, la pedopornografia diffusa via Internet, la violenza sessuale (in tutti questi casi la detenzione va da 4 a 8 anni), la corruzione di minorenne, la violenza sessuale di gruppo (la detenzione va da 2 a 6 anni).

Chi recluta o induce alla prostituzione un minore o lo sfrutta a fini sessuali rischia da 6 a 12 anni di carcere e una multa da 15mila a 150mila euro. Chi compie atti sessuali a pagamento con un minorenne tra i 14 ed i 18 anni rischia da 6 mesi a 4 anni di reclusione e fino a 6mila euro di multa. Le pene sono aumentate da un terzo e fino alla metà se il minore ha meno di 16 anni. E non si ci si può appellare al fatto di non conoscere l’età della persona offesa.

Pugno duro anche con chi usa un minorenne per produrre materiale pornografico: da 6 a 12 anni di reclusione e fino a 240mila euro di multa. Chi assiste a spettacoli porno con minori rischia invece fino a 3 anni e fino a 6mila euro di multa. Si aggravano poi le pene per chi approfitta la condizione di “necessità” del minore per indurlo alla prostituzione. Anche i minori, in base alle nuove disposizioni, possono essere sentiti come testimoni durante l’incidente probatorio.

Molto soddisfatta il ministro Carfagna

Commentando il decreto il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, ha sottolineato che “questi sono temi molto delicati e sentiti come urgenti dall’opinione pubblica: l’Italia ha già fatto molto in favore delle vittime degli abusi, la nostra legislazione è all’avanguardia e in questo modo il Governo dimostra sensibilità: i minori – ha concluso – hanno diritto di divere con un’infanzia felice, soprattutto senza abusi”.

Ottimo intervento del governo! Peccato per la poco pubblicità alla ratifica vista l’estrema importanza del tema in questione

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L’aggressore “razzista” dei bengalesi a Roma ha votato PD

13 02 2009

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I fatti del 9 febbraio

Un altro grave episodio di razzismo a Roma, dieci giorni dopo l’aggressione ad un cittadino indiano che dormiva su una panchina a Nettuno. E’ accaduto all’Esquilino, in pieno centro storico.
Non volevano che ragazzini bengalesi frequentassero il quartiere e così dopo averli minacciati di morte e picchiati, hanno tentato di bruciarli usando una bomboletta spray e un accendino a mo’ di lanciafiamme. Uno della banda, un italiano di 20 anni, Ivano Balzanella, writer e con precedenti, è stato arrestato dalla polizia per minacce e lesioni aggravate dall’odio razziale e per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
«Andatevene via dalla zona o vi brucio», ha urlato nei confronti di tre ragazzini bengalesi Balzanella. Poi ha usato una bomboletta di vernice spray con un accendino, indirizzandolo verso il volto di uno degli stranieri ma i poliziotti hanno letteralmente atterrato l’extracomunitario per evitargli la fiammata in volto. Dopo una breve colluttazione gli agenti hanno arrestato, l’italiano, mentre uno o forse due complici, sono riusciti a scappare. Balzanella si è subito dichiarato writer. In passato era stato denunciato per aver imbrattato i treni nella stazione Termini e, pare, sia consumatore abituale di hashish e cocaina.

La presunta matrice razzista (e quindi le conseguenti strumentalizzazioni politiche) era stata subito denunciata dai giornali di sinistra

L´incubo del razzismo violento e terribile esploso nella stazione di Nettuno contro Navtej Singh Sidho ha rischiato così di tornare realtà nel quartiere multietnico di Roma, dove Ivan passava le giornate a ciondolare senza combinare nulla. Ma non è certo la sua attività di piccolo fornitore e forse produttore di droga che preoccupa gli investigatori. È l´odio razziale che aveva già manifestato e che per mesi ha disseminato all´Esquilino. «Il quartiere è mio, andate via, vi brucio! Io sono italiano, vi odio. E se chiamate la polizia vi uccido», ha detto alla sua vittima bengalese agitandogli davanti alla faccia la bomboletta.

e ancora dall’Unità

L’Esquilino è la sua zona. E per questo deve essere off limits per gli immigrati. «Voi qua non potete stare, vi do fuoco» grida già a novembre ad altri stranieri. Due sere fa, lo fa davvero. Prende dalla tasca la bomboletta spray di vernice che usa per i graffiti sui vagoni dei treni e sui muri lungo i binari della stazione Termini e la trasforma in un lanciafiamme. Liquido infiammabile contro tre ragazzi di 18, 19 e 21 anni del Bangladesh. Le fiamme li sfiorano appena. Uno di loro cerca di fermarlo e si rompe un dito.
Razzismo dunque. Era già successo mesi fa al Trullo. Cinque gli arrestati. «Arabi de merda venite qua, pe camminà su sta strada ce dovete dà 10 euro?» sono le minacce ad alcuni egiziani. Per il gip non c’è dubbio. Si tratta di «occupazione fisica del territorio e di intimidazione permanente nei confronti degli stranieri con finalità di pulizia etnica». Ora ci risiamo. A novembre, la banda del 20enne aggredisce alcuni bengalesi. Anche calci e pugni. Un mese dopo, è la volta di due indiani. «Se passate ancora di qua, vi brucio e vi ammazzo».

In città si erano sprecate le accuse ad Alemanno per il clima importato dalla destra, fiumi di parole sull’ennesimo episodio che vede al centro probabili estremisti di destra.

Ma passano i giorni e cosa si scopre? Leggiamo dal Corriere Della Sera (versione cartacea di oggi 13 febbraio, pagina 19 delle Cronache, trafiletto in basso a sinistra) un’incredibile rivelazione. Il ragazzo non è un fascistone, ma un piddino!!!!!!

Titolo: Il writer sotto accusa “Ho votato PD. Non ho aggredito i bengalesi”

Nell’articolo il giovane accusato espone la sua verità “Ma io ho votato PD… Capito? Immaginatevi un po’. Sono i bengalesi ad avermi attaccato, erano parecchi. La mia ragazza è un’immigrata e così’ anche il mio migliore amico (ndr anche lui fermato)”

Inoltre interviene il presidente del Tribunale di Roma, De Fiore: “L’episodio sembra debba essere ricondotto a una banale lite tra spacciatori che si contendevano il territorio“.

Premesso che comunque la pista razzista non è stata ancora derubricata (visti i precedenti del gruppo del ragazzo) generalizzando come fa la sinistra uno potrebbe dire che i razzisti che picchiano gli stranieri, si drogano e spacciano sono del PD.
Appunto se si usassero le generalizzazioni care alla sinistra…

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