“Ma la Robin Tax non era sbagliata?”

19 05 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

IL NUOVO INDIRIZZO DEL SITO E’ http://www.ilfazioso.com

Nei giorni scorsi, nel silenzio della stampa (per ragioni abbastanza chiare), è stato approvato un emendamento, con voto bipartisan, che ripristina i contributi all’editoria e quindi salva decine di giornali di partito che rischiavano il taglio dei finanziamenti pubblici.

Il primo firmatario è Vincenzo Vita del Pd.

Oggi Tremonti fa ironia sul fatto che questi contributi saranno finanziati con un’addizionale della Robin Tax

‘Sulla cosiddetta Robin tax mettiamola cosi’: tra gli emendamenti presentati dall’opposizione per il terremoto c’e’ anche l’aumento della Robin tax: ma non era sbagliata? Ora la vogliono aumentare?”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, avvicinato dai giornalisti a margine della presentazione del libro di Marta Dassu’ ”Speranze e paure: le emozioni nella geopolitica globale”.
Sempre su questo argomento il ministro ha ricordato che anche tra gli emendamenti fatti ad integrazione dei fondi sull’editoria figura una addizionale votata dall’opposizione sulla Robin tax: ”ma se e’ sbagliata vuoi metterci addirittura la addizionale?’

In effetti il ministro non ha tutti i torti. Il Pd ha criticato in ogni modo questa Robin Tax ma poi per qualsiasi argomento cerca di fare aumentare l’addizionale. Non che il Pd sia incoerente da oggi, ma ogni occasione è buona per confermarlo.

Tra parentesi ritengo vergognoso questo ennesimo salvataggio dei giornalacci di partito. Il solo pensiero che contribuirò con le tasse a salvare L’Unità, Il Manifesto, Europa ecc mi fa leggermente (ma proprio leggermente) arrabbiare.

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6 responses

19 05 2009
John Christian Falkenberg

Quando si tratta di mettere le mani in tasca ai contribuenti, i socialisti ex comunisti e cattocomunisti del PD riscoprono le comuni radici con gli ex-socialisti che si sono incistati nel PdL.

19 05 2009
tooby

Su su, consolati, pagherai anche per Il Giornale (una paio di milioni), Libero (una cinquina) e Il Foglio (che si ferma a tre).

(Ah, una rondine non fa primavera: se Vita non ha capito niente – essendo giornalista è probabile – non vuol dire che non abbia capito tutto il PD).

Come se io dicessi che se hanno condannato (virtualmente) Berlusconi per corruzione, allora tutti quelli del PdL sono dei corrotti.

È esagerato, non ti sembra?

19 05 2009
fazioso

Non ho capito l’obiezione di Vita, l’emendamento è stato votato da tutto il Pd e l’aumento della robin tax (sia per il terremoto che per l’editoria) nel particolare è stato proposto proprio dal Pd.

19 05 2009
tooby

Ecco, l’emendamento era a firma Vita (giornalista), Lusi (PD – avvocato) e Butti (PdL, pubblicista), cui si sono poi aggiunti Garraffa, Pignedoli, Armato, Augello e Mura (tre PD, un PdL, un LNP) e approvato quasi all’unanimità (ti lascio indovinare chi ha votato contro). Insomma, un’altra bella e sana magnata bipartisan per salvare i giornali di partito.

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&leg=16&id=417832&idoggetto=428483

Aggiungo una rettifica: Il Giornale non prende contributi. Li prendono ottimi e abbondanti i giornali di Ciarrapico che vengono venduti obbligatoriamente assieme a Il Giornale (tipo il mitico Ciociaria Oggi). Un totale non di due, di cinque milioni (che si aggiungono ai trenta milioni che prende la galassia Mondadori).

19 05 2009
Berluscano

Pensa quanto fa leggermente arrabbiare me sapere che con le mie tasse (che pago in pieno e regolarmente, a differenza di molti “liberali”) mantengo in parlamento gente come La Russa o Calderoli, o addirittura pago gli stipendi a gente che lavora nelle scuole “private” (ma mantenute da tutti i contribuenti) o agli inutili (e per fortuna sempre meno apprezzati) insegnanti di religione nelle scuole pubbliche….

20 05 2009
John Christian Falkenberg

Le scuole pubbliche sono mantenute anche da coloro che pagano anche la retta delle scuole private. Non vale l’opposto: non tutto il costo di una scuola privata viene pagata dalla fiscalità generale. Il problema dovrebbe essere di finanziare la scuola che da’ una istruzione migliore, non se sia pubblica o privata. Parliamo piuttosto del problema di scuole confessionali sussidiate dallo stato.

D’accordissimo sugli insegnanti di religione.

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