Il povero Sircana si riduce a cantare “O’ Tesseramento” del Pd e svela gli abbiocchi di Prodi

19 07 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

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Dove è finito il mitico Sircana, portavoce di Prodi, reso celebre oltre per una fotina con un trans anche perchè era stato designato per essere l’unica voce di sintesi del governo (aspetta e spera!)?

Bene, non essendo più il portavoce di nonno Prodi, anche lui si ricicla in qualche modo. Come cantautore…

Meno male che Silvio c’è. Silvio Sircana. L’ex portavoce di Prodi, in realtà un cantautore, ha scritto, altro che Apicella, una malinconica canzone stile De André dedicata però al tesseramento del Pd. Titolo: «’O tesseramento». Vi canta amaro le pratiche con cui si recluterebbero gli iscritti nel Napoletano, in vista del congresso. La canzone, postata ieri sul sito del Riformista, ha per protagonista un guappo che entra in un locale e «dopo ’o brindisi / spiega stu bisiniss / e tessere l’avimm a piglià nui / sore, frate, parenti, accussì disse / accussì quanno si vota alla primaria / dint e circuli, a ’o congresso d’o Pd / ’a voce e Napule se sentirà pe l’aria / e chi simm avranno da capì». Musica, per Silvio.

Il caro Sircana ci svela anche qualche retroscena sul pensionato Mortadella (e sulle sue innumerevoli qualità. si fa per dire eh..)

Il Professore ha fama di gaffeur?
Romano non soggiace volentieri agli obblighi del protocollo. Quando lo irreggimenti va in sofferenza, ma sa dissimulare. Sicuramente non è uno che per una battuta si gioca un incontro diplomatico. Talvolta è vittima di distrazioni.

Tra le “distrazioni” rientra qualche pisolino durante gli incontri ufficiali?
Di pisolini di leader ne ho visti tanti in questi anni. Si fa una vita stancante, ci si addormenta. L’abbiocco, come si dice a Roma, è uno degli aspetti dell’essere informale di Prodi. L’altro è la sua espressività colorata. Sono passate per gaffe anche cose che non lo erano, magari dette di corsa su questioni non in agenda.

È il decennale dalla nomina di Prodi a presidente della Commissione europea. Ecco cosa scrissero in quegli anni alcuni giornali. Financial Times: «Manager incapace». Times: «Un problema per l’Europa». Libération: «Il peggiore presidente dell’Europa». Der Spiegel: «Non ha visione strategica».
Io non c’ero e non mi piace parlare di cose che conosco poco. Dico solo questo. Gli inglesi li espungerei in blocco. Lì c’era un’ostilità dichiarata e un mandato a sabotare, a cominciare dal commissario inglese, Mandelson

E il mandato africano all’Onu?
Lui nei paesi africani ha una credibilità e una forza che non ha alcun altro leader europeo. C’è stima e speranza nelle personalità che lo avvicinano. Da quelle parti non ha rivali. Per questo noi amici, scherzando, lo chiamiamo il leader degli sfigati

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