Referendum e Ballottaggi Provinciali e Comunali: scrutinio in diretta

22 06 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

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Eccoci per la consueta diretta.

Riaggiornate la pagina per vedere le novita

23.06: comunali: cs passa da 25 a 16, cd da 5 a 14
23.05: provinciali: cs passa da 50 a 28, cd da 9 a 34 (3 erano nuove province)
22.37: 34 province al centrodestra, erano 9 5 anni fa
22.21: anche Lecce e Frosinone dovrebbero andare al centrodestra
21.56: Crotone passa a sorpresa al centrodestra
21.19: anche il comune di Caltanissetta passa al centrodestra
21.14: Cremona ufficiale al centrodestra cosi come la provincia di Savona
20.59: Pazzesco la diretta di Repubblica segnala solo le vittorie del centrosinistra
20.44: si riapre la partita a Crotone
20.32: Belluno ufficialmente al centrodestra
19.48: Rovigo ormai è del centrosinistra
19.29: incredibile sorpasso a Prato città e Cremona (roccaforte rossa) passa al cntrodestra
19.22: Cd avanti a Caltanissetta, cs a Foggia
19.20: Cs avanti ad Alessandria e Rimini
19.04: a Frosinone testa a testa cosi come a Milano
18.40: Testa a testa a Fermo
18.35: Prato provincia e comune testa a testa
18.25: centrodestra avanti ad Ascoli, centrosinistra nettamente avanti a Torino e Parma
18.23: sorpasso del centrodestra anche a Belluno
18.17: centrosinistra avanti a Rieti e Frosinone
18.10: sorpasso del centrodestra a Rovigo
18.04: centrosinistra avanti ad Ancona, avanti il centrodestra a Cremona
17.54: Brindisi cs 50.7-cd 49.3
17.51: avanti Zanonato a Padova e Emiliano a Bari
17.46: testa a testa a Milano (secondo me vince Penati). Centrodestra avanti a Savona
17.42: centrosinistra avanti ad Alessandria seppur di poco
17.28: male per ora il centrodestra a Belluno e Rovigo, bene a Venezia
17.21: centrosinistra avanti a Parma, Grosseto, Arezzo
17.14: Padova 11 sez Marin 52,42% Zanonato 47,58%
17.05: Firenze 7 sex Renzi 57
16.58: Prato provincia 16/241: cs 53.8 cd 46.2
16.50: Previsioni etv: Delbono 58-62, Cazzola 38-42. CSX in tutta la ragione, Sassuolo in bilico.
16.49: 15 sez Milano: cd 51 – cs 49
16.21: 1 sez Torino: cd 65 – cs 35
16.16: 1 sez Ferrara (Prov): cs 54-cd 45
16.14: 1 sez Savona: cd al 80%. Magari finisse così…
15.55: prima ci sarà lo scrutinio per il referendum quindi per provinciali e comunali ci vorrà un bel po’ prima dei risultati
15.48: affluenza più bassa a Cosenza per ora: 37%
15.42: al momento le 3 province con minor affluenza rispetto al primo turno sono: Rovigo (-36) Arezzo (-34) Torino (-33)
15.40: notevole l’affluenza a Fermo rispetto al resto delle province: 59%
15.38: continuano ad arrivare i risultati sui referendum (affluenza intorno al 17.5): 1q sì 81.5 2q sì 82.2 3q sì 87.3 (quindi come era ipotizzabile il terzo quesito ha visto maggiori pareri favorevoli)
15.32: da Termometro Politico instant poll su provincia di Torino: Saitta (cs) 51.5/53.5 – Porchietto (cd) 46.5/48.5
15.27: provinciali Parma 10/47 sezioni: 47% affluenza -25% rispetto al primo turno
15.24: provinciali Torino sono le più avanti per l’affluenza: 1/10 scrutinio 38% di affluenza, -34% rispetto al primo turno
15.21: i dati dell’affluenza di ieri alle 22 non preannunciano nulla di buono a naso per il centrodestra
15.20: arrivano i primi risultati sul referendum, affluenza intorno al 16%. 1 sezione sul primo quesito: sì 87.1% no 12.9%

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Casa Pd: litigi quotidiani (il referendum)

19 05 2009

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Segnalo un mio articolo pubblicato dal quotidiano online “Il Legno Storto”

E’ la seconda parte, in chiave ironica, di un precedente pezzo incentrato sull’incredibile differenza di idee nel Pd

L’impresa di scorgere una linea comune nel Pd è davvero ardua. Dopo aver miseramente fallito sui temi legati all’immigrazione proviamo a trovare una via democratica unitaria e definita sul referendum sulla legge elettorale. Siamo sicuri che questa volta ci sarà da rimanere soddisfatti dell’opinione condivisa sui quesiti referendari. E’ chiarissimo il segretario Franceschini: “Abbiamo discusso, abbiamo votato, abbiamo deciso. Abbiamo il dovere di seguire questa strada, non di riaprire un dibattito che si è già risolto nella direzione, dopo tanti approfondimenti. Siamo per il sì, per abolire il porcellum che tanto avevamo criticato” ed avvisa i compagni di partito “Da segretario dico che un partito non può sbandare continuamente”.
Ma i distinguo sono già partiti. Chiti denuncia: “Il referendum non corregge una legge sbagliata e inutile per il Paese ma ne accentua i difetti. Non solo aiuta Berlusconi ma soprattutto produce un effetto negativo per la democrazia. Ed è questo il punto che a me preme più di tutti: non il giovamento che ne ricaverebbe il premier, ma il funzionamento della democrazia”.
Ceccanti critica le voci discordanti: “Non c’è nessun motivo per cambiare posizione Pd né ora né dopo le europee. Sbagliano coloro che dall’interno del Pd chiedono che il partito cambi la sua posizione appena decisa. Un conto è il dissenso dei singoli, del tutto legittimo in un grande partito plurale. Un altro conto è dare l’impressione di un partito indeciso e pronto a cambiare continuamente posizione”.
Castagnetti invita a ripensare il sostegno al Sì: “Il Pd non vuole né il porcellum, cioè l’attuale legge elettorale, né il superporcellum, cioè quello che uscirebbe dal referendum e che peggiorerebbe ulteriormente la situazione, rifiutiamo entrambe le leggi. Se la maggioranza non ha nessuna intenzione di modificare la legge che uscisse dal referendum è evidente che viene a cessare la condizione che ha ispirato la direzione del Pd ad assumere quella decisione”.
E tra i democratici scatta l’allarme. Gentiloni è addirittura terrorizzato: “Noi diciamo di sì sperando che il quorum non sia raggiunto. Adesso però è tutto più chiaro, se Berlusconi spinge sull’acceleratore e il referendum passa per noi è un disastro. Per questo sarebbe un’ottima idea ridiscutere tutto”.
Attacca il prodiano Barbi: “Quante stranezze nel Pd sul referendum! Chi si pone contro il referendum esprime la vocazione restauratrice del Pd”.
E Rutelli già vede il potenziale boomerang della scelta del Pd: “La vittoria del sì al referendum produrrebbe il porcellissimum, peggio del porcellum: liste di nomina padronale e maggioranza assoluta a un singolo partito. Franceschini aveva giustamente detto che dopo il pronunciamento del Pd non ne avrebbe più parlato e invece vedo che insiste ogni giorno per il sì. La destra ha già detto che vota sì e che poi il risultato del voto non si tocca. Bel capolavoro di furbizia, da parte nostra”.
A onor del vero anche negli amici/nemici dell’Idv la coerenza è un optional. Di Pietro aveva addirittura raccolto le firme per il referendum ma ora rigetta il suo appoggio: “Con questo referendum si passa dalla padella nella brace e si rischia di avere un Parlamento in cui Berlusconi nomina la maggioranza assoluta dei membri”.
In definitiva anche questa volta il Pd ci ha regalato un’autentica sorpresa, non facendoci capire assolutamente nulla circa la sua linea sull’argomento. E a questo punto rimaniamo sinceramente scettici sul riuscire a trovarne una coerente su qualsiasi materia. E’ prevedibile che nelle prossime settimane impazzerà il nuovo tormentone per gli italiani sotto l’ombrellone: “Trova la posizione del Pd su un tema a caso”. Un rompicapo dalla soluzione quasi impossibile.





Coerenza Di Pietro: raccoglie le firme per il referendum e poi dice di votare no

6 05 2009

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Antonio Di Pietro fa una clamorosa retromarcia. Il leader dell’Italia dei Valori raccolse le firme per il referendum abrogativo della legge elettorale con promotori Guzzetta e Segni. Fu uno dei più favorevoli nella prima fase di raccolta firme, mettendo il suo partito a disposizione dei promotori.

Ora a poche settimane dal voto il clamoroso dietrofront

Vogliamo sapere in modo forte e chiaro da quelli che come noi hanno costruito e sostenuto il sì al referendum, se questo sì è strumentale a un impegno formale per il cambio della legge elettorale in Parlamento o al mantenimento dello status quo. Se si dovesse accettare il mero quesito referendario  finiremmo non solo per non avere candidati scelti dal popolo, ma addirittura che partiti minoritari possano avere la maggioranza parlamentare.

e ancora

L’Italia dei Valori e’ sempre stata referendaria e vuole scardinare questa legge elettorale. Ma con questo referendum si passa dalla padella nella brace e si rischia di avere un Parlamento in cui Berlusconi nomina la maggioranza assoluta dei membri

Quindi Di Pietro si è impegnato nella raccolta delle firme per un referendum che riteneva giusto, ora però si dice contrario per le conseguenze del referendum stesso e auspica che in caso vinca il sì non si tenga conto del risultato e si faccia una nuova modifica della legge elettorale, fregandosene della volontà popolare.

Coerente!





Grillo-Pinocchio

11 11 2008

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Il comico più politico che ci sia ci ha rotto le scatole per mesi con i suoi v day, con le sue piazze sempre strapiene (mica tanto), con i suoi refendum sostenuti da centinaia di migliaia, ma che dico migliaia milioni, ma che dico milioni miliardi di firme. E oggi giunge questa notizia….

Cassazione, non ci sono le firme Saltano i referendum di Grillo

ROMA – Sarebbero meno di 500mila le firme depositate da Beppe Grillo in Cassazione per i tre referendum in materia di informazione. Per discutere sulla questione si è riunito oggi a palazzaccio l’ufficio nazionale centrale per i referendum, che ha deciso di convocare il comitato promotore per il 25 novembre.
I tre referendum riguardavano l’abolizione dell’ordine dei giornalisti, i finanziamenti pubblici all’editoria e la legge Gasparri sulle frequenze tv. Le firme erano state raccolte a partire dal 25 aprile scorso, in occasione del secondo ‘vaffaday’ promosso da Grillo, e depositate in Cassazione in luglio.

Sembra alquanto cazzaro come certi esponenti della casta che tanto ha criticato.

W Grillo-Pinocchio





Il referendum pro case chiuse de La Destra

29 05 2008

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Daniela Santanché, lancia un appello bipartisan perché sia riveduta la normativa che, nel 1958, decretò la fine della della regolamentazione della prostituzione in Italia.
«A cinquant’anni dalla sua nascita, la legge Merlin non può essere considerata un tabù. E’ necessario cambiarla profondamente garantendo strade sicure ai cittadini e libertà dalla schiavitù alle prostitute», così precisa la portavoce de La Destra, che alla guida di un comitato promotore rigorosamente femminile, lancia un’iniziativa referenadaria.

Il quesito, che si può leggere sul sito che promuove l’iniziativa StradeProtette.com, è già stato depositato dalla sua madrina presso la cancelleria della Cassazione, dove attende il via libera dalla suprema Corte.
Se il testo verrà approvato, verrà immediatamente avviata la raccolta di firme (ne occorrono almeno 500mila) per indire la consultazione popolare.
La campagna referendaria si muoverà “dalle spiagge alle strade”, assicura battagliera Santanché, che fa anche un appello a tutte le forze politiche, e soprattutto alle donne, di qualunque schieramento.

L’iniziativa vuole essere una sfida all'”ipocrisia e ai furbi”. Perché, si chiedono infatti Santanché e le donne del comitato sul sito dedicato all’iniziativa, deve essere ancora in vigore una normativa che “fa reato della prostituzione esercitata nel chiuso di un’abitazione e lascia invece campo libero alla prostituzione esercitata all’aperto?

Insomma La Destra fa sul serio, proponendo un’iniziativa che se arriverà al referendum porterà sicuramente polemiche e ampie discussioni. Voi come la vedete? Iniziativa da sostenere?

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