600 ordinanze dei sindaci in seguito al decreto Maroni (e molte nelle regioni rosse)

23 03 2009

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Anci ha presentato un report sull’attuazione e sui provvedimenti dei sindaci seguiti al decreto Maroni che ha allargato le competenze e i poteri dei sindaci in merito alle ordinanze su sicurezza e decoro. Ecco i risultati

Il 66,7% delle ordinanze comunali sulla sicurezza urbana, rese possibili dai nuovi poteri previsti dal decreto Maroni, e’ stato emesso da Sindaci del Nord Ovest e del Nord Est (rispettivamente il 40,3% e 26,4%). Solo il 6,7% delle ordinanze e’ stato firmato dai Sindaci delle Isole, mentre nel Centro e Sud le ordinanze adottate sono rispettivamente l’11,7% e il 14,9% del totale. E’ la fotografia che emerge dall’indagine che Anci e Cittalia hanno condotto analizzando piu’ di 600 ordinanze, emesse in base al decreto che ha ampliato i poteri di ordinanza dei sindaci. I risultati dello studio saranno presentati ufficialmente oggi lunedi’ 23 marzo a Novara, nel corso di un convegno organizzato da Anci al quale interverra’ il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Da quando il decreto del ministro dell’Interno e’ entrato in vigore, lo scorso 5 agosto, il tema maggiormente regolato dai primi cittadini e’ stato il divieto di prostituzione (16%), seguito dal divieto di consumo di somministrazione di bevande (13,6%), dal vandalismo (10%) e dall’accattonaggio molesto (8,4%). Secondo l’indagine, e’ la Lombardia la regione in cui si registra il maggior numero di ordinanze: in 82 comuni (il 5,3% dei comuni lombardi) sono stati emessi 144 provvedimenti. Significativi i dati di Emilia Romagna, Toscana e Veneto, in cui, pur essendo stato emesso un numero assoluto inferiore di ordinanze (rispetto alla Lombardia), si registrano percentuali piu’ elevate di coinvolgimento dei comuni. Infatti, il 7,6% dei comuni emiliano- romagnoli, il 7,7% dei comuni toscani e l’8,6% di quelli veneti hanno assunto provvedimenti in materia di sicurezza sulla base della legge e del decreto del Ministero dell’Interno.

Da segnalare il largo uso di questi “nuovi” poteri da parte dei sindaci, segno che certi problemi non sono solo propaganda. Rilevante il dato sulla differenza sostanziale tra Nord e Sud. Sorprendenti i risultati delle regioni rosse come Emilia Romagna e Toscana, visto che la sinistra aveva criticato inizialmente il provvedimento. Evidentemente certe richieste di poteri da parte dei sindaci non erano cosi campate in aria

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50 euro per il permesso di soggiorno? In realtà saranno 200

11 01 2009

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Grandi polemiche aveva suscitato l’emendamento della Lega che mirava a una tassa di 50 euro per ottenere il permesso di soggiorno.
Ma in realtà una tassa sul permesso di soggiorno era già stata introdotta dal Carroccio al ddl Sicurezza ed era stata approvata a novembre da tutta la maggioranza in commissione Giustizia del Senato.
E questa tassa sarebbe pari a 200 euro. Dal sito del Senato siamo andati a controllare ed effettivamente un emendamento di questo tipo è stato recepito in commissione Giustizia dai relatori e dal governo. Eccolo

3.8 (testo 2)

BRICOLO, MAURO, BODEGA, MAZZATORTA, VALLARDI

APPROVATO

Al comma 1, capoverso “Art. 5”, dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

«2-bis. Le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza di cui all’articolo 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, sono soggette al pagamento di una tassa di importo pari ad euro 200.

2-ter. Il gettito derivante dalla tassa di cui al comma 2-bis è attribuito allo stato di previsione del Ministero dell’interno che lo destina per la metà al finanziamento di progetti del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione diretti alla collaborazione internazionale e alla cooperazione ed assistenza ai Paesi terzi in materia di immigrazione anche attraverso la partecipazione a programmi finanziati dall’Unione europea.».

E lo stesso Maroni oggi conferma

Questo è un emendamento che la maggioranza ha scritto, sostenuto e votato nel disegno di legge sulla sicurezza che va in Aula martedì al Senato. Sono francamente un po’ sorpreso delle polemiche. La Lega ha solo cercato di anticiparlo nel decreto legge e mi aspetto che il Senato confermi una decisione che tutta la maggioranza ha condiviso. Volevamo fargli lo sconto. Hanno bocciato i 50 euro? Torneremo ai 200

Pur non entrando nel merito paradossalmente la strategia leghista è stata sbagliata, il loro emendamento ben più pesante era già stato inserito nel disegno di legge sulla sicurezza che martedì arriva in Senato. Riproporlo nel decreto anticrisi con tutti i riflettori della stampa addosso si è rivelato un boomerang. Vedremo cosa succederà ora, da alcune indiscrezioni dovrebbe accadere che l’emendamento al ddl rimanga ma la somma sia decisa di concerto tra il ministero dell’Economia e quello dell’Interno.

In tutto questo l’opposizione come al solito è assente. Non si era accorta dell’emendamento al ddl nè si è lamentata per prima del nuovo emendamento al decreto anticrisi. Poi si lamentano quando gli si dice che l’opposizione non esiste

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La Lega che non ci piace

15 12 2008

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Personalmente ho simpatia per la Lega e molte sue battaglie, soprattutto sulla Sicurezza, le condivido. Ma negli ultimi giorni almeno su 3 argomenti mi sono trovato distantissimo dalle loro opinioni e ho trovato il loro comportamento un blocco per la maggioranza e un danno per l’immagine del governo.

Riassumo i 3 punti con degli interventi degli esponenti leghisti

1) Maroni e i graffiti

Sono venuto per studiare il modello di sicurezza urbana di New York, basato sul concetto della tolleranza zero, un modello che vogliamo applicare in tutte le città italiane

e fin qui tutto bene ma poi

Vorrebbe esportare il metodo newyorkese alla lettera?
No c’è una cosa che non voglio copiare: la tolleranza zero contro i graffiti sui muri. Io sono stato un graffitaro e come Bossi rimango dell’idea che i muri sono i libri dei popoli. io sono più tollerante, si può pensare di regolamentare ma non di vietare, per questo ho bloccato la proposta di mandare in galera i graffitari. Nelle nostre città è pieno di muri grigi e tristi come di vecchie fabbriche o caserme in disuso dove si potrebbe concedere libertà di graffito. La mia idea è che anche su questo dovremmo lasciare ai sindaci di decidere dove si può fare e dove no ma niente divieti assoluti

Sono sconcertato da risposte di questo tipo, della serie lassismo stile sinistra buonista. Le nostre città sono deturpate da scrittacce anche su monumenti e le multe sono irrisorie. Senza contare che non sarebbe per forza necessario il reato ma multe salatissime e soprattutto l’obbligo per chi viene scoperto a ripulire le facciate dei palazzi (o altro) sporcati.

2) Calderoli e l’equiparazione uomo-donna sulle pensioni

Gli impegni delle donne sono impegni e responsabilità che credo giustifichino ampiamente l’attuale differenza di età pensionabile tra uomini e donne e pertanto, per queste ragioni, riteniamo che l’età pensionabile per le donne debba rimanere quella attuale, magari migliorandola, utilizzando tutti quegli strumenti che possano consentire alle donne di poter essere al contempo madri e lavoratrici

e ovviamente e giustamente Brunetta oggi gli risponde così

Il suo “amico” Calderoli che è anche un suo collega di governo non l’ha trattata bene. Ha detto: “Brunetto-scherzetto”, come i bambini quando festeggiano Halloween

Guardi, io non ho fatto alcuna proposta. Io devo ottemperare a una condanna della Corte di Giustizia europea. E qui sta l’ignoranza..Calderoli ha risolto tutto con una battuta scherzosa che non fa onore alla sua genialità. Molto probabilmente vede solo il federalismo e qualsiasi altra cosa lo fa diventare nervoso e gli fa perdere di lucidità. Lo incontrerò, gli spiegherò tutto e capirà

3) Il no all’abolizione delle province

Tra tutte le dichiarazioni leghiste prendo quella di Bossi

Che cosa pensa della campagna per l’abolizione delle Province?
È sbagliata. Tra l’altro le Province controllano i piani regolatori dei Comuni, e se sparissero avrebbero mano libera quelli che vogliono la cementificazione del territorio

A parte le considerazioni abbastanza insulse, è incredibile come questa battaglia che viene dal basso (non solo Libero ma varie iniziative online) sia bocciata per il capriccio poltronaro della Lega. Miliardi risparmiabili (e utilizzabili anche per le infrastrutture del nord che i leghisti rivendicano) bloccati per la casta (e che la lega non si definisca mai più anti casta). Vogliamo parlare poi del danno d’immagine, un’iniziativa del genere con un PD che è anch’esso contrario (il democratico Giorgio Merlo si è avventurato a dire che quella per l’abolizione delle Province è «una campagna qualunquista e demagogica») porterebbe notevoli influssi di popolarità e consenso, oltre a essere un toccasana per le casse statali.

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Ecco gli articoli del pacchetto sicurezza

21 05 2008

Segnaliamo l’articolo de Il Giornale che oggi pubblica in anteprima i passaggi più importanti del decreto sicurezza

ESPULSIONE
L’articolo 1 del decreto affronta il tema fondamentale delle espulsioni: «Il giudice ordina l’espulsione ovvero l’allontanamento dello straniero dal territorio dello Stato, oltre che nei casi espressamente preveduti dalla legge, quando lo straniero sia condannato alla reclusione per un tempo superiore ai due anni. Il trasgressore dell’ordine di espulsione o allontanamento pronunciato dal giudice è punito con la reclusione da uno a quattro anni»; «Il giudice ordina l’espulsione ovvero l’allontanamento dello straniero dal territorio dello Stato, quando lo straniero sia condannato a una pena restrittiva della libertà personale per taluno dei delitti preveduti da questo titolo. Il trasgressore dell’ordine di espulsione o allontanamento pronunciato dal giudice è punito con la reclusione da uno a quattro mani».

Ottimo! E’ necessario però che le espulsioni siano effettive. Il corriere di oggi segnala che in Spagna sono aumentate del 40% in 2 anni. In Italia c’è un lassismo diffuso sul tema, bisogna attuare con durezza questa parte del decreto

UBRIACHI AL VOLANTE
Nella seconda parte dell’articolo 1 ecco la stretta su chi guida ubriaco o drogato: a chi provoca incidenti stradali mortali «Si applica la pena della reclusione da 3 a 10 anni se il fatto commesso con la violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale da 1) soggetto in stato di ebbrezza alcolica; 2) soggetto sotto effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope».

Importantissimo, fanno molto clamore episodi di vittime dei pirati della strada ubriachi e intervenire in tal senso è un deterrente. Assurdo che chi uccide non faccia nemmeno un giorno di carcere. Ho letto anche che saranno forse sequestrate le autovetture dei pirati

AGGRAVANTE CLANDESTINITÀ
L’articolo 4 sostiene che «quando uno straniero commette un delitto durante la permanenza illegale nel territorio dello Stato, la pena prevista è aumentata di un terzo. Quando ricorre la circostanza di cui al comma 1, le concorrenti circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 114 del codice penale, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste».

Altro articolo che potrebbe servire da deterrente, è giusto che chi non dovrebbe essere in Italia e delinque sia maggiormente penalizzato.

DICIOTTO MESI NEI CPT
«La convalida comporta la permanenza nel centro per un periodo di complessivi 60 giorni. Qualora l’accertamento dell’identità e della nazionalità, ovvero l’acquisizione di documenti per il viaggio presenti difficoltà, il giudice, su richiesta del questore, può prorogare il termine di ulteriori sessanta giorni. Anche prima di tale termine, il questore esegue l’espulsione o il respingimento, dandone comunicazione senza ritardo al giudice. Decorso il suddetto termine, qualora il soggetto trattenuto non abbia reso disponibile un suo documento identificativo utile all’espatrio in originale, il questore può chiedere al giudice la proroga del periodo di 60 giorni. La durata complessiva della permanenza nel centro non potrà, in ogni caso, essere superiore a 18 mesi».

Ho letto che su questo punto, che tra l’altro segue una direttiva europea, ci sarebbero problemi perchè i cpt non sono ancora attrezzati

VIETATO AFFITTARE AI CLANDESTINI
L’articolo 5 affronta uno dei temi più importanti, quello dell’affitto di immobili ai clandestini: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi cede in locazione o in godimento ovvero consente per un tempo superiore a un mese, l’uso di un immobile di cui abbia la disponibilità, o di parte di esso, a uno straniero irregolarmente soggiornante, senza osservare l’obbligo di comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza, è punito con la reclusione da 6 mesi a tre anni e con la multa da diecimila a cinquantamila».

Giustissimo, se si favorisce l’immigrazione clandestina si crea un circolo vizioso che va fermato

Il disegno di legge che sarà presentato oggi e poi discusso in Parlamento è composto da 19 articoli ed entra più in profondità.

VIOLENZA AD ANZIANI E DISABILI
L’articolo 1 aggiunge, fra le aggravanti, quella per chi commette reati contro gli anziani: «L’avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età avanzata, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa».
L’articolo 2 introduce l’aggravante per chi i reati commessi verso i portatori di handicap. Se i reati di atti osceni, delitti verso la persona e il patrimonio e sfruttamento della prostituzione «sono commessi in danno di persona portatrice di minorazione fisica, la pena è aumentata da un terzo alla metà».

CITTADINANZA SOLO DOPO DUE ANNI DAL MATRIMONIO
L’articolo 3 del disegno di legge modifica la legge 5 febbraio 92 sul diritto alla cittadinanza proponendo che «il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano può acquistare la cittadinanza italiana quando, dopo il matrimonio, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se residente all’estero». Questi tempi sono «ridotti della metà in presenza di figli nati dai coniugi».

Sempre più spesso si aggira il problema cittadinanza in questo modo e quindi è giusto intervenire in tal senso

REATO D’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
È il provvedimento di cui tanto si è discusso in questi giorni, poi inserito nel disegno di legge (e non nel decreto legge) all’articolo 7 bis, dal titolo «Ingresso illegale nel territorio dello Stato»: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle disposizione del presente testo unico è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni».

Esiste già in altri paesi. Assurda la motivazione al no della sinistra e cioè che ingolferebbe la nostra giustizia malandata. Quindi per i problemi della giustizia non dobbiamo fare nulla? Tra l’altro questi casi andrebbero giudicati per direttissima e quindi il problema non si pone

POTERE DEI SINDACI
Nel disegno di legge si sostiene che «Il sindaco concorre ad assicurare anche la cooperazione della polizia locale con le forze di polizia statali, nell’ambito delle direttive di coordinamento impartite dal ministro dell’Interno». «Il sindaco può adottare «provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana». «In casi di emergenza connessi con il traffico o con l’inquinamento atmosferico o acustico, ovvero quando a causa di circostanze straordinarie si verifichino particolari necessità dell’utenza il sindaco può modificare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché d’intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari dell’apertura al pubblico degli uffici».

Giustissimo, i sindaci conoscono meglio i bisogni della propria cittadinanza.

PIÙ POTERI ALLE POLIZIE MUNICIPALI
L’articolo 6 del disegno di legge consente la «collaborazione della polizia municipale nell’ambito dei piani coordinati di controllo del territorio». Con l’articolo 7 si consente ai vigili urbani «l’accesso al centro elaborazione dati del ministero dell’Interno» e la possibilità dell’inserimento dei dati «acquisiti autonomamente».

TUTELA DI MINORI E BAMBINI NELL’ACCATTONAGGIO
L’articolo 10 del disegno di legge modifica l’articolo 112 del codice penale sulla «responsabilità delle persone maggiorenni nei delitti commessi dai minori, «mentre l’articolo 12 modifica il codice penale per un maggiore «contrasto nell’impiego di minori nell’accattonaggio»: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque si avvale per mendicare di una persona minore degli anni quattordici, o, comunque, non imputabile, ovvero permette che tale persona, ove sottoposta alla sua autorità o affidata alla sua custodia o vigilanza, mendichi, o che altri se ne avvalga per mendicare, è punito con la reclusione fino a tre anni». Lo stesso articolo prevede anche «pene accessorie» se lo sfruttamento dei minori avviene da parte dei genitori: «La condanna per i reati di cui agli articoli 600, 601 e 602 comporta, qualora i fatti di cui al primo comma dei citati articoli siano commessi dal genitore o dal tutore rispettivamente: 1) la decadenza dell’esercizio della podestà del genitore; 2) l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente all’amministrazione di sostegno, alla tutela e alla cura».

Mi sembra sacrosanto. Le bande criminali che sfruttano i bambini per accattonaggio e furti e gli impongono guadagni di un certo tipo ogni giorno (puniti da botte in caso di insuccessi) sono feccia umana.

PENE CONTRO VANDALI
All’articolo 8 e 9 del disegno di legge si prevedono «disposizioni concernenti il reato di danneggiamento» e il reato di «deturpamento e imbrattamento di cose altrui». In particolare all’articolo 9 si interviene sull’articolo 639 del codice penale nel punto in cui si prevede la pena di un anno per chi commette deturpamento e imbrattamento su immobili «compresi nel perimetro dei centro storici», estendendo questa variante anche a «immobili sottoposti a risanamento edilizio o ambientale o su ogni altro immobile, quando al fatto consegue un pregiudizio del decoro urbano».

Non se ne può più di queste tag inutili che coprono le nostre città

CONFISCA BENI MAFIOSI
All’articolo 15 si legge: «Con l’applicazione della misura di prevenzione il tribunale dispone la confisca dei beni sequestrati di cui la persona, nei cui confronti è instaurato il procedimento, non possa giustificare la legittima provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulti essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito, dichiarato ai fini delle imposte sul reddito o alla propria attività economica».

Molto importante perchè spesso, come documentato da tanti reportage, i beni rimangono bloccati quando servirebbero alla casse dello stato o direttamente alle procure

TRASFERIMENTO DI SOLDI
L’ultimo articolo del disegno di legge stringe le maglie del trasferimento di soldi dall’estero: «Chi è autorizzato a prestare servizi volti al trasferimento di danaro deve provvedere personalmente o a mezzo di incaricato, ad acquisite la copia del documento d’identità di colui che chiede la prestazione. Se questi è straniero, deve essere acquisita pure la copia del suo titolo di soggiorno; qualora la copia di tale documento di soggiorno non sia disponibile, il servizio erogato deve essere segnalato entro 12 ore all’autorità locale di pubblica sicurezza, inviando alla stessa la copia del documento identificativo del richiedente. Le copie dei suddetti documenti, comunque, devono essere stati conservati e resi disponibili a ogni richiesta dell’autorità di pubblica sicurezza. L’inosservanza di tale disposizione è sanzionata con la revoca dell’autorizzazione».

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Lista Ministri, il nostro giudizio

7 05 2008

Silvio Berlusconi accetta l’incarico e presenta la sua squadra di governo.
Dodici i ministri con portafoglio: Alfano (Giustizia), Maroni (Interni), Scajola (Attività Produttive) La Russa (Difesa) Tremonti (Economia), Frattini (Esteri), Matteoli (Infrastrutture), Prestigiacomo (Ambiente) Sacconi (Welfare), Bondi (Beni Culturali), Gelmini (Istruzione), Zaia (Politiche Agricole).

Nove i dicasteri senza portafoglio: Vito (Rapporti con il Parlamento), Bossi (Riforme) Calderoli (Semplificazione) Ronchi (Politiche Comunitarie), Fitto (Affari Regionali), Brunetta (Funzione Pubblica), Rotondi (Attuazione del Programma), Meloni (Politiche Giovanili), Carfagna (Pari Opportunità)

Tra i ministri con portafoglio
ottimi – maroni, sacconi (l’ipotesi prestigiacomo non era il massimo), frattini
buoni – tremonti (preferivo martino), matteoli, scajola, la russa, gelmini (anche se è una ciellina quindi aspettiamoci polemiche)
discreti – prestigiacomo
non conosco – zaia, alfano (è una scommessa, non potrà fare peggio di mastella)
male – bondi (massima simpatia ma non mi sembra tra i migliori del pdl)

Tra i ministri senza portafoglio
ottimi – meloni (possibile leader del futuro), brunetta (ottimo nome)
buoni – ronchi, fitto
discreti – carfagna (non è completamente sprovveduta anche se non le avrei dato un ministero), vito (anche se conoscendono non è il massimo per mediare con il parlamento), calderoli (se ne intende di leggine e regolamenti)
male – bossi (secondo me non è in grado), rotondi (basta con sti dc)

Ho letto anche della brambilla viceministro alla salute (pessimo), mantovano dell’interno (ottimo) e di deleghe per giovanardi (lotta alle tossicodipendenze), urso e landolfi.

La cosa positiva è il numero totale dell’esecutivo: 60
I nomi non sono eccezionali ma nei posti chiave veramente buoni.
Peccato per la Poli Bortone ma immagino che sarà candidata alle regionali in Puglia. Alla giustizia forse c’erano nomi migliori (bongiorno, mantovano, pera) ma come già detto alfano è una novità, vedremo





Vogliamo Maroni Ministro dell’Interno

20 04 2008

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In questi giorni, in cui la cronaca segnala fatti gravissimi di sangue e violenza con un incredibile aumento di stupri e reati compiuti spesso da clandestini, è necessaria un’azione forte, di tolleranza zero, di rapidità e chiarezza. Siamo stanchi di vedere la nostra Italia maltrattata da criminali, di vedere la gente impaurita per mancanza di sicurezza. Ci piacerebbe che il ministero dell’interno fosse dato a personalità che han già dimostrato in passato serietà e fermezza. Pur avendo votato PDL, credo che il nome giusto sarebbe Roberto Maroni, uno dei migliori esponenti della Lega. Non è il momento del lassismo, del lascia fare tanto caro alla sinistra, dell’immobilità buonista alla Veltroni. Dopo la figuraccia del decreto sicurezza del governo Prodi, presentato e ritirato per errori, ripresentato e nuovamente fatto decadere per dissidi nel consiglio dei ministri è giunto il momento dell’azione. Chiediamo al presidente Berlusconi di affidare il dicastero a chi possa agire in questo senso. Vogliamo Roberto Maroni al Viminale

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