Di Pietro impazzito “Governo ricalca orme del nazismo”

5 02 2009

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Ormai Di Pietro è impazzito. Dopo aver insultato Napolitano (che oggi tira di nuovo per la giacchietta richiedendogli – confermandosi un asino- di fare qualcosa che la costituzione non gli consente di fare), oggi se ne esce con un’altra dichiarazione francamente imbarazzante. Leggiamo

Quello che sta avvenendo nel nostro Paese, ad opera dell’attuale governo, sembra ricalcare più le orme del partito nazionalsocialista tedesco degli anni 30 che quelle di una democrazia fondata sul diritto.

e ancora

Ora, con un colpo solo, si accinge ad un “poker di porcherie” degno del peggior modello argentino: la nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione della Rai, la modifica dell’organo di autogoverno della Corte dei Conti, la limitazione delle intercettazioni telefoniche, la modifica dei regolamenti parlamentari.

Bastano i commenti di Gasparri e Cicchitto per definire quest’uscita vergognosa del trebbiatore

Maurizio Gasparri si affida all’ironia e dice “ho acquistato uno scolapasta che mandero’ all’on. Di Pietro, che potra’ agevolmente utilizzarlo come cappello alla sera, quando rientra nella clinica psichiatrica dove certamente risiede“. Ma il capogruppo Pdl al Senato non scherza quando aggiunge che “non posso dire altro di fronte alla follia di una persona che definisce nazista Berlusconi” e lamenta: “Abbiamo un pazzo tra noi“.

Fabrizio Cicchitto: “L’evocazione del nazismo negli anni ’30 per definire il governo Berlusconi e’ una esibizione di umorismo involontario da parte di Di Pietro“.

Senza parole

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Penalisti: servono limiti alle intercettazioni

30 01 2009

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Sulle intercettazioni ci sono molte polemiche e la legge che uscirà dal parlamento (che dovrebbe avere l’appoggio di udc e radicali) sarà comunque presa a pretesto per lo scontro da una parte dell’opposizione.
Per diritto di cronaca segnaliamo l’opinione della Camera dei Penalisti

Le intercettazioni “servono, quel che non serve e’ ‘il gioco delle tre carte’ per ricercare notizie di reato che non ci sono, in spregio delle regole costituzionali ed a favore del protagonismo delle procure”. Lo rilevano gli avvocati penalisti, rilevando che “sulla funzione delle intercettazioni telefoniche, quale strumento di indagine, e’ impossibile dissentire, ma di certo la prassi invalsa di utilizzarle quale strumento di ricerca della notizia di reato e’ fermamente da condannare e necessita di adeguate contromisure”.

Per l’Ucpi, “e’ inammissibile che dalla lettura di una delibera di una giunta comunale o da un’interpellanza di opposizione si possa trarre il presupposto per andare a ricercare tramite lo strumento piu’ invasivo della liberta della persona, un’ipotetica notizia di reato, in ordine alla quale non si sia acquisito in precedenza il benche’ minimo indizio: questo – sottolineano le Camere penali in una nota – e’ cio’ che oggi, purtroppo da anni, avviene e continua essere avallato con costanza dalla Corte di Cassazione: consentire che il nulla indiziario generi il controllo a tappeto delle comunicazioni fra cittadini e la violazione dei loro diritti fondamentali”.

Il vero problema, secondo i penalisti, “e’ quello dei controlli della giurisdizione sulle richieste di intercettazione dei pm: si possono prevedere anche 10 giudici, ma se questi non sono terzi e sono contigui per cultura e per carriera alla logica di chi accusa ogni riforma sara’ inutile. Aspettiamoci – concludono – di vedere mortificata ogni riforma, come accaduto in passato, dalla giurisprudenza ‘creativa ed evolutiva’ della magistratura. Ogni formula legislativa sara’ posta nel nulla: tutti lo sanno ma ipocritamente fanno finta di nulla”.

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Le vedove del gossip

8 07 2008

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Li senti nelle discussioni, li vedi per strada, li leggi sui giornali e nella rete. Sono le vedove sinistrate del gossip. Quelli tremendamente curiosi che volevano gustarsi il gossip sexy per tutta l’estate, quelli che credevano che un’eventuale uscita sui giornali sarebbe servita a far cadere il governo, quelli che si erano presi un giorno di ferie per aspettare gioiosi le intercettazioni, quelli che stavano per organizzare seratine tra amici al grido di Berlusconi sputtanato.

Vagano inebetiti delusi dai giornali, dallo stato, dai magistrati che non vogliono mostrare quelle intercettazioni. Sbraitano paroloni, urlano contro la censura di stato, ritengono quelle telefonate piccanti più importanti di tutto il resto. Altro che economia, sicurezza, rifiuti ecc; per loro erano quelle parole al telefono la nota più rilevante della politica italiana, gli italiani dovevano sapere, era loro diritto, sarebbe stato vitale.

Loro ci speravano, volevano il regalino prima delle vacanze, i giustizialisti gli avevano fatto assaporare il gusto della rivincita, per loro era tutto, il momento clou che avrebbe distrutto la realtà dei 5 anni di governo. E non possono accettare che il dittatore fascista a Palazzo Chigi non sia stato distrutto e messo alla gogna. Chissenefrega della privacy, della non importanza giuridica di quelle telefonate, della scala di valori delle priorità del paese. Per loro le intercettazioni erano il mezzo che sarebbe servito a modificare il voto delle urne.

E invece vagano, vagano, sbraitando, additando, deprimendosi….

Sono sinistrati…





Cosa diceva Di Pietro ai tempi di Sircana….

3 07 2008

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Interviene oggi una controfigura di Di Pietro, tal Donadi facendo allusioni

E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo, la vicenda sarebbe diventata di rilevanza politica oppure no? Il dirimente tra pubblico e privato nella politica nel caso di un capo di governo è molto labile, credo che l’informazione debba prevalere

Ma guardate cosa diceva Di Pietro ai tempi dello scandalo Sircana

Di Pietro: “Cambiamo la legge sulle intercettazioni” – Sul caso Sircana interviene anche il ministro delle Infrastrutture che chiede di modificare e approvare con urgenza la norma ferma in Parlamento sulle intercettazioni. “Uno può andare a letto con chiunque – ha detto il ministro – basta che questo non configuri estorsione, prostituzione o ricatto. Queste notizie – ha proseguito il ministro, riferendosi alle indiscrezioni sul portavoe di Prodi – vengono usate o abusate per gossip o strumentalizzazione politica. Ci vuole una norma, che è ferma in Parlamento e che va modificata e approvata al più presto. Ci sono tre tipi di documenti giudiziari: segreti, pubblici e riservati. Su questa terza tipologia manca una norma che impedisca a chiunque di spargerli nell’etere”. Link

Quindi il buon Di Pietro ai tempi di Sircana era contro la strumentalizzazione politica, i gossip e pro legge sulle intercettazioni ora che ci sono retroscena (e ancora nessuna intercettazione o foto pubblicata) su Berlusconi manda i suoi scagnozzi a cercare di spargere veleni e dicerie di quarto livello ed è contrario a qualsiasi legge sulle intercettazioni.

Per la serie: la coerenza di Di Pietro

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Alla gente non interessa….

2 07 2008

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Alla gente non interessa tutto questo rumore giustizialista, tutto questo battage mediatico su intercettazioni e magistratura. La gente ha altro da pensare, non ritiene priorità questi temi. Gli stolti alla Di Pietro utilizzano questi argomenti per lisciare il pelo ai giustizialisti travagliati e guadagnare qualche voto mentre i piddini confusi (e confusionari) ne rimangono colpiti perchè non sanno se inseguire l’ignorantone di Montenero di Bisaccia o dimostrarsi per una volta riformisti.

Lo stesso Fioroni del PD in un interessante articolo sull’imbarazzo del PD del Corriere rivela:
“La verità è che, anche se Berlusconi approvasse il decreto con 3 fiducie, al Paese non fregherebbe niente. La gente pensa solo a come arrivare a fine mese. Invece siamo costretti qui, appresso a Tonino…”

Mai parole furono più eloquenti. I giornali per alimentare e inseguire le polemiche rimpolpano i giornali di temi che non interessano alla gente, dieci pagine iniziali su intercettazioni pallosissime, interventi a gamba tesa del csm, improperi del zappatore, rilanci del cavaliere. E’ abbastanza desolante soprattutto notare come i giornali schierati a sinistra se ne escano con frasi sull’emergenza democratica, la dittatura, il regime e solite amenità assortite. E in tutto questo la gente rimane annoiata da polemiche che non interessano.
I sondaggi non segnalano nessun cambiamento nonostante l’aizzarsi dello scontro, il pdl cresce tranquillamente.
Certo anche Berlusconi forse spreca tempo in temi che non sono affatti prioritari, capiamo che per lui sono temi vitali che hanno anche rilevanza politica e che in fondo tenderebbero a difendere il voto popolare che lo ha voluto premier. Ma se da una parte si condanna fortemente le uscite senza ritegno dei forcaioli dall’altra non si può notare una certa confusione governativa.
Salva processi inserita all’ultimo, ddl intercettazioni che forse diventa dl, lodo alfano che poteva essere presentato subito. Se era necessario intervenire, si doveva intervenire più velocemente e in modo più deciso. Paradossalmente l’intervista di domani a Matrix del cavaliere può essere deleteria proprio perchè la gente non è minimamente interessata a questi temi.
Le priorità sono altre, i problemi quotidiani ben diversi e più pressanti
Ritornare sulle priorità gioverebbe maggiormente, nel frattempo ci tocca annoiarci per settimane leggendo la propaganda sinistra sui quotidiani.





Repubblica si riduce a spiegarci il termine Magnaccia

29 06 2008

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Ha dell’incredibile la faziosità di Pravda Repubblica. Stamattina dopo le polemiche seguite alle eleganti uscite di Tonino nazionale Repubblica si è sentita in dovere di spiegare agli stolti e ignoranti italiani il significato del termine Magnaccia.
Nell’articolo ci viene spiegato con dovizia di particolari il significato della parola ed è quasi comico notare come nelle righe si cerchi in tutti i modi di ridurre agli occhi del lettore la volgarità del termine. E’ tutto un fiorire di spiegazioni dialettali, ci sono tanti ma… che cercano di frenare la spiegazione più ovvia e reale del termine.
Ma è possibile che un giornale serio per difendere i propri paladini giustizialisti ci debba fare la lezioncina delle elementari? E’ possibile che in un paese serio ci si debba ridurre a questi livelli per non condannare le parole dell’ignorantone di Montenero di Bisaccia?

Credevamo che dopo l’incredibile bufala del massimo 160 senatori per Berlusconi alle politiche di aprile la faziosità della pravda repubblica avesse un limite.

E invece no, sempre più irrecuperabili…

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Autogol: le intercettazioni non sono una priorità

8 06 2008

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Hanno fatto scalpore le dichiarazioni di Berlusconi in merito alla presentazione nel prossimo cdm di una nuova legge per limitare le intercettazioni a livello investigativo. Personalmente ritengo eccessivamente limitante la proposta; so benissimo che i costi dovuti alle intercettazioni sono pesantissimi sul bilancio della giustizia ma è innegabile che le intercettazioni siano utili in molte inchieste e che comunque non si può sapere a priori come un’intercettazione possa servire (mettiamo che sia autorizzata per mafia ma durante gli ascolti si scoprano altri reati, a quel punto non può più essere utilizzata?) Sarebbe da punire l’abuso e l’uso smodato dei mass media mentre il divieto allargato a cosi tanti reati mi sembra un controsenso. In ogni caso non è tanto la questione in sè che non mi torna ma piuttosto il fatto che sia diventata una priorità cosi ineludibile. Con tutti i problemi che ha il nostro paese, le intercettazioni diventano un caso di emergenza nazionale? Spero che se si seguirà questo cammino (che porterà innumerevoli polemiche) ci siano almeno provvedimenti collaterali più popolari, soprattutto per quanto riguarda la lunghezza dei processi.

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