Tabella Riassuntiva Sondaggi: Pdl vicino al 40%, bene Lega e Idv

21 05 2009

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Pubblichiamo la tabella dei sondaggi con gli ultimi 6 sondaggi pubblicati dai vari istituti con relativa media e confronto con i dati della Camera 2008 e la precedente media

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La media vede delle piccole variazioni rispetto alla scorsa rilevazione. Ricordo sempre che dipende dai sondaggi che vengono presi in considerazione nel periodo rilevato (per esempio Ispo è la casa di sondaggi che più sbaglio per le politiche 2008).

In ogni caso leggero calo per il Pdl (-0.5), forse dovuto alle recenti notizie con protagonista il premier. Guadagna lievemente la Lega (+0.2), ormai da settimane vicino al 10%. Nel centrosinistra ricomincia a scendere il Pd (-0.55) ma la sua discesa viene compensata dalla buona performance dell’Idv (+0.5). Crescono i Radicali, sempre piuttosto snobbati dai sondaggisti (+0.3). Stabile anche l’Udc intorno al 6% (+0.2). A sinistra cambia pochissimo e le 2 liste non riescono ad avvicinarsi all’asticella del 4% (Comunisti =, S&L +0.1). Il polo L’autonomia viene incredibilmente non rilevato da alcuni sondaggi e non si capisce perchè, visto che potenzialmente ha discrete possibilità come le liste di sinistra di raggiungere il quorum (-0.5).

In generale le percentuali ormai sono abbastanza stabili da settimane, non si rilevano scossoni. Il centrodestra è vicino al 50% , quasi 15 punti più avanti del centrosinistra (dove il Pd smette di perdere ma non guadagna nulla dall’Idv in salita)

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Tabella riassuntiva sondaggi: Pdl al 40.1%

14 05 2009

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La media conferma una certa stabilità nelle percentuali dei partiti. Nel centrodestra il Pdl rimane intorno al 40% (+0.1%), la Lega scende leggermente (-0.5%). Nel centrosinistra risale ai livelli di 2 settimane il Pd (+1%), perde qualcosina l’Idv (-0.3%). L’Udc rimane sul 6% (-0.1%). Tra le formazioni minore stazionarie le liste L’Autonomia (=), Comunisti (=), Sinistra&Libertà (-0.1%) e Radicali (=).





I Radicali fuori dal Pd: andranno da soli alle Europee con la Lista Bonino

13 04 2009

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Alle prossime Europee i radicali abbandoneranno il Pd e si presenteranno sotto le insegne della Lista Bonino. Lo ha annunciato proprio Emma Bonino

Per via di queste leggi non proprio da stato di diritto si possono presentare al Parlamento Europeo, senza raggiungere 175 mila firme, solo coloro che sono stati gia’ eletti con lo stesso simbolo. Il simbolo e’ la Lista Bonino e quindi mi candidero

Non si capisce ancora chiaramente se la Lista Bonino sarà composta da radicali o sarà aperta a personalità esterne come i liberali del Pli o i repubblicani del Pri. Ipotesi che tra l’altro era partita dai liberali di De Luca in un comunicato della segreteria

Per tale motivo le forze politiche di tradizione liberale democratica e riformatrice devono ritrovarsi in un’unica lista, collegata all’ELDR di forte caratterizzazione laica guidata da Marco Pannella, che si ponga come alternativa al bipartitismo all’italiana, al clericalismo dilagante, al conformismo incolto da reality dei messaggi pubblicitari diffusi dai talk show.

Nel suo intervento a Otto e Mezzo la Bonino ha anche attaccato pesantemente il Pd

I rapporti con il Pd? “Non ci sono. Che ci sia Veltroni o Franceschini segretario e’ come se fossimo degli appestati” Ci sono silenzi che sono piu’ eloquenti piu’ di mille parole. Siamo al 10 aprile e noi non abbiamo rapporti di sorta con il Pd. Li abbiamo all’interno del gruppo, facciamo a volte battaglie insieme e a volte no. Credo che abbiamo avuto sempre un comportamento leale nelle differenze che pure erano note, ma in termini di rapporto con il segretario Franceschini non ci sono e non so il perche. Si sono alleati con Di Pietro che non ha rispettato nessuna delle parole date e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Se non facessero un altro sbaglio, non sarebbe male

Vedo favorevolmente il ritorno della Lista Bonino anche se oggettivamente l’asticella del 4% è difficilmente raggiungibile (nonostante l’incredibile exploit delle europee del 99). Anche perchè senza innesti esterni (seppur modesti) l’obiettivo è difficile. In ogni caso il Pd perde un quasi 2% in uscita e questo potrebbe portare i democratici ad un risultato pesante.

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Possibile rottura PD-Radicali per la mancata candidatura di Pannella alle europee?

5 02 2009

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Denuncia Emma Bonino

Quando, giusto un anno fa, esclusero Marco Pannella dalle liste del Pd per le elezioni politiche, Goffredo Bettini, in uno degli incontri avuti con noi, disse testualmente: “Pannella è più adeguato per le Europee, in quell’occasione lo eleggeremo con 200mila preferenze”. Dopodiché, però, non abbiamo più sentito niente e perciò…

Conferma e tuona Pannella

La promessa di essere candidato alle prossime elezioni europee gliela fecero, sì o no? «Sì. O meglio: non a me direttamente, ma ad alcuni miei esponenti». La Bonino dice che però, da allora, sull’argomento, non si son fatti più sentire. «Ed è vero, verissimo. Ma sa, non è che poi io mi meravigli troppo…». E perché? «Perché quelli del Pd sono del tutto incapaci di mantenere anche il più piccolo impegno… perciò si figuri quanto può contare la loro parola…». Sono affermazioni pesanti, Pannella. «È la mesta, tragica verità. Non è un partito, quello, in grado di mantenere ciò che promette». E se la promessa l’avesse fatta Walter Veltroni in persona? «Peggio… Assolutamente peggio… Veltroni è il primo che non riesce a mantenere la parola che dà… Per carità, guardi, lo spieghi chiaramente ai lettori del Corriere: io, da Veltroni e dai suoi compari di ventura, non m’aspetto proprio niente».

Quindi si può scrivere che alle Europee non sarà ripetibile l’accordo di cartello che faceste in occasione delle politiche nello scorso aprile? «Guardi, prima di tutto, dev’esser chiara una cosa: se Veltroni e compagnia bella hanno un qualche interesse nei miei confronti, che chiamino, che si facciano vivi… Noi certo non andiamo a portargli spontaneamente le nostre ceste piene… Ma lei mi chiedeva?…». È ancora realistico pensare di riproporre alle Europee l’alleanza tra voi, il Pd e l’Italia dei valori? «Mah, sono successe così tante cose…». Pannella, è realistico o no? «Guardi, le dico: quello fu nient’altro che un accordo elettorale che il Pd letteralmente ci impose… e vuol sapere perché ce lo impose…». Prosegua, lo spieghi lei. «Perché volevano portare il nostro scalpo dall’altra parte del Tevere…». Dalle parti della Santa Sede… «Volevano andar lì e farsi belli, con il nostro scalpo, e dire: ecco, guardate un po’ quanto siamo stati bravi e abili. Ci siamo annessi i radicali, e finalmente non avrete più quel simbolo sulle schede elettorali, e soprattutto non avrete più loro in mezzo a tutte le questioni che vi stanno a cuore…». E invece. «Invece noi siamo rimasti vivi, ancora una volta abbiamo resistito e ogni volta che ci è stato possibile abbiamo alzato la mano dicendo no, così non va: noi radicali la pensiamo, se permettete, un po’ diversamente da voi».

Bettini chiude completamente le porte a questa eventualità

Restando sulle Europee, Emma Bonino sostiene che lei promise un seggio a Pannella. Conferma?

Ai tempi dell`accordo del 2008 abbiamo avuto moltissime riunioni coi Radicali, alcune delle qua- li sono state estenuanti. Può darsi che in qualcuna di queste io, per meglio sottolineare la non opportunità della candidatura di Pannella alle politiche, abbia rilevato che il suo profilo era più adatto a una platea internazionale. Detto questo, rilevo che le accuse che ci ha rivolto ieri dimostrano quanto la sensibilità di Marco sia oggi lontana dal progetto del Pd. Discorso chiuso: su questo caso non dirò più neanche una parola.

Realacci però sarebbe per la conferma della promessa

Io sono sempre stato del parere che ‘pacta sunt servanda’. Se questo e’ quello che e’ stato detto a Pannella da Bettini e da Veltroni all’epoca, questo va ripreso in considerazione

Intanto è lotta aperta nel partito tra popolari e radicali

Scontro tra Popolari e Radicali nel gruppo del Partito democratico. “Via i parlamentari di Marco Pannella”, tuonano i primi. “Noi non ci muoviamo” è la risposta da Torre Argentina.
A dare fuoco alle polveri una petizione di marca popolare. “In aula ci chiamano ‘ladri di democrazia e di moralità. Ci paragonano insomma ai fascisti. Mi sembra chiaro a questo punto che non vogliono continuare il progetto intrapreso con il partito democratico e sono incompatibili con noi“, dice il promotore dell’iniziativa Antonello Giacomelli, presidente di Quarta Fase.
La petizione sarà avviata nei prossimi giorni tra i parlamentari, per arrivare ad una decisione definitiva la settimana prossima. “Il rapporto non doveva neanche iniziare- aggiunge Giacomelli- ma le parole di ieri di Bernardini e Coscioni in aula, in ogni caso, mettono la parola fine”. Quanto alla candidatura di Marco Pannella con il Pd alle Europee, Giacomelli è tranchant: “E’ stato un errore di credibilità aprire ai Radicali, sarebbe un errore mortale ripeterlo“.

Intanto Turco rievoca i retroscena della promessa

Esplicita la posizione dei Radicali anche sulla candidatura di Pannella alle prossime elezioni europee. Se Goffredo Bettini smentisce di aver preso un impegno in tal senso, Maurizio Turco ricorre alla sua agenda personale per rievocare il momento in cui Bettini promise la candidatura a Pannella. “Era esattamente la sera di domenica 17 febbraio del 2008. Noi tornavamo dal congresso dell’associazione Coscioni a Salerno. A casa di Bettini c’eravamo io, Marco Cappato e un esponente del Pd con incarichi istituzionali nel Lazio. Bettini promise l’elezione di 9 parlamentari, un rimborso elettorale di 3 milioni di euro, e per quanto riguarda Pannella disse: ‘lo candidiamo alle Europee e gli facciamo prendere 200mila preferenze”. Turco spiega di aver subito riferito “al partito, e non solo, anche i termini dell’intesa che riguardavano Pannella”. Peraltro aggiunge che questa posizione è stata ufficialmente ribadita da ultimo nel corso di un incontro “dello scorso ottobre, quando andammo nella sede del Pd per proporre l’anagrafe degli iscritti. Erano presenti sia Franceschini che Veltroni. Per noi conclude Turco, quello è un impegno che vale e vogliamo che sia rispettato“.

Insomma l’unione PD-Radicali è vicina a una fine? Le dichiarazioni vanno in questo senso, per il PD sarebbe una perdita di qualche punto percentuale, per i radicali un modo per ritrovare dignità e magari costituire un listone con liberali, socialisti e repubblicani dei due schieramenti (ipotesi che noi auspichiamo).

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Brunetta propone l’equiparazione uomo-donna sulle pensioni e la sinistra subito sulle barricate (peccato che nel PD ci siano molti favorevoli)

13 12 2008

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Ottima proposta oggi del super attivo ministro Brunetta

La corte di giustizia ci chiede di non fare discriminazioni tra uomini e donne e di innalzare l’eta’ pensionabile delle donne, che oggi invece di avere un vantaggio ne hanno uno svantaggio, perche’ hanno progressioni di carriera e livelli di pensione piu’ bassi, in quanto costrette ad andare in pensione prima

quindi il ministro vuole ottenere, almeno per quanto riguarda la pubblica amministrazione, l’equiparazione dell’età di pensionamento tra uomini e donne. E spiega come e perchè

Basta con l’ottica di compensazione, di discriminazione, con l’ottica paternalista per cui le donne sarebbero privilegiate perchè penalizzate nella fase di maternità. Perseguirò l’obiettivo di perequazione, ovviamente verso l’alto, tra maschi e femmine per quanto riguarda il pensionamento. Questo per fare giustizia e per perseguire quegli obiettivi di innalzamento del tasso di occupazione, grande gap del nostro Paese rispetto agli altri

Il tutto all’interno di una riforma del welfare complessiva

Abbiamo bisogno di innalzare l’eta’ di pensionamento e dobbiamo farlo in maniera flessibile, volontaria e in modo che ci sia equilibrio sul lungo periodo. Non si deve rimettere mano in maniera pesante alla riforma pensionistica, che dalla Dini in poi ha turbato spesso il sonno degli italiani. Dobbiamo contemperare due esigenze: ricalibrare l’equilibrio del welfare pensionistico intergenerazionale del Paese, ma senza turbare le aspettative pensionistiche degli italiani.

Ovviamente subito i sindacati si oppongono convintamente

Netto il no della Cgil. “Il governo non ci provi nemmeno a mettere mano”, ha commentato il segretario confederale della Cgil Funzione Pubblica, Carlo Podda. “Le donne  vanno in pensione con il massimo dell’età e con il nostro sistema si va sulla base dei contributi, sono altre le sperequazioni che riguardano le donne, e comunque parliamo di sperequazioni subite, non certo di privilegi”. “Ci manca solo che si obblighino le donne ad andare in pensione più tardi: dire che la misura serve per risolvere la sperequazione è una provocazione intollerabile

Solito intervento fuori dal mondo e ideologico della Pravda L’Unità

Fannulloni anche da “vecchi”. L’ossessione del ministro Brunetta per gli scansafatiche questa volta prende di mira chi avrebbe diritto ad andare in pensione. Soprattutto le donne. Quelle che magari è una vita che fanno tre lavori – i figli, la casa, i genitori anziani – e che andando in pensione qualche anno prima diventano un sostituto eccellente di quel welfare che non c’è. Ma per Brunetta chi non timbra il cartellino tutti i giorni, chi non ha la vita scandita dal ruotare di un tornello, va punito senza scrupoli.

Peccato che nel PD la radicale Bonino avesse proposto la stessa cosa più di un anno fa

Il ministro del Commercio internazionale e per le politiche europee, Emma Bonino, ritiene “indispensabile” parificare l’età della pensione tra uomo e donna. E’ contraria a “discriminazioni normative” tra uomini e donne sul tema dell’età pensionabile. “Credo che anche per il trend demografico che abbiamo non è proprio pensabile andare in pensione a 58 anni non è pensabile neanche una discriminazione normativa donne-uomini: fa sorridere, se non di peggio“.

e altri membri del PD avessero mandato una lettera a Sacconi proprio sullo stesso tema

Nella lettera inviata al ministro per il Welfare, Maurizio Sacconi, e firmata da parlamentari del Pd e dei Radicali (Emma Bonino, Pietro Ichino, Linda Lanzillotta, Donatella Poretti, Nicola Rossi, Rita Bernardini, Maria Antonietta Farina Coscioni, Maria Leddi Maiola, Francesca Maria Marinaro, Elisabetta Zamparutti) ma anche da economiste come Fiorella Kostoris Padoa Schioppa e Stefania Sidoli si dice testualmente che esiste la possibilità di una prima rivoluzione a costo zero per lo Stato: l`equiparazione dell`età pensionabile. La questione non può più essere elusa – rimarcano gli estensori dell`appello – considerati i venti di crisi e una probabile salatissima multa ai danni dell`Italia conseguente alla procedura d`infrazione della Corte europea per discriminazione retributiva: in un sistema totalmente contributivo in cui tanti più anni di versamento dei contributi si hanno, quanto più aumenta l`importo della pensione di vecchiaia, stabilire per legge che una donna debba avere meno anni di contributi di un uomo, è a tutti gli effetti una discriminazione retributiva. Per altro verso, una maggiore flessibilità per tutti nella scelta del momento del pensionamento sarebbe pienamente compatibile con la logica del regime pensionistico contributivo

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Nessuno si vuole sciogliere nel PD

4 05 2008

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Non abbiamo mai detto che ci saremmo sciolti – ricorda il ministro uscente al Commercio estero, intervenendo all’Assemblea dei Mille a Chianciano – è già difficile costruirla la galassia radicale, figuriamoci scioglierla. E poi che sciolgo, duemila iscritti?” Bonino rivendica la fedeltà radicale agli impegni presi: “Facciamo difficoltà a dirle le parole, ma una volta dette – ammonisce – ecco siamo diversi da Di Pietro”. Per costruire la convivenza con il Pd, però, “non ci sono scorciatoie positive, servono tempi di maturazione e comprensione, tempi di condivisione delle regole”

E meno male che Uolter aveva promesso gruppo parlamentare unico con radicali e di pietro – PROMESSA NON MANTENUTA

E meno male che Uolter aveva promesso che i radicali si sarebbero sciolti nel Pd – PROMESSA NON MANTENUTA

Caspita più credibile di Veltroni non c’è nessuno. Da segnalare che nessuno vuole accomodarsi in una barca che sembra quasi affondare

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