Quando il velinismo è produttivo

7 05 2009

IL FAZIOSO LIBERALE SI TRASFERISCE

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Segnalo un mio articolo che è stato pubblicato ieri dal quotidiano online “Il Legno Storto”

In questi giorni si sono sprecate le polemiche sulle candidature per le europee e in particolare sulle liste del Pdl.
Interventi scandalizzati e critiche durissime si sono susseguite sui più importanti quotidiani nazionali. Le osservazioni si riducono spesso allo stesso argomento: le presunte “veline” non sarebbero preparate e la scelta delle candidature per un’elezione dovrebbe essere più oculata e all’interno di una platea di aspiranti con certe credenziali e un buon pedigree politico.
Insomma l’accusa è mirata principalmente a chi viene dallo spettacolo e che per colpa di esso non sarebbe in grado né addirittura potrebbe fare politica. Però stranamente l’accusa è solamente mirata alle donne (magari di bell’aspetto) mentre ai “velini” maschi senza particolari competenze non si dice mai nulla. Senza contare che coloro che gridano allo scandalo candidano poi i vari Badaloni, Marrazzo, Gruber, Santoro, Pionati e Sassoli che in fin dei conti non possono essere definiti metaforicamente dei velini anch’essi?
E tornando alle candidature è così tanto peggio una velina di una velista come la Sensini, candidata dal Pd. Quali sono le sue competenze? Quale bagaglio di proposte ha in serbo? Quale esperienza politica può portare all’europarlamento? Probabilmente, facendo i maliziosi, potremmo dire che sarà bravissima a dare lezioni di surf agli eurodeputati, se ci mettessimo nella scia dei criticoni a senso unico.
E potremmo allungare la lista con la bella e giovane ex hostess candidata dall’Italia Dei Valori, Maruska Piredda.
O che dire di un Cofferati che non si è ricandidato a sindaco perché doveva badare al figliolo ma poi diventa capolista per le europee dopo pochi mesi. E meno male che in un’intervista aveva detto che se si fosse candidato alle europee lo avremmo potuto chiamare ciarlatano. E’ meglio lui della Matera?
O lasciando le eurocandidature perchè se Renzi candida una schedina della Ventura alle comunali a Firenze possiamo parlare di grande innesto politico mentre se la schedina fosse stata di centrodestra sarebbe rientrata nella formula “Mignottocrazia” di guzzantiana memoria?
Insomma sarebbe troppo facile concentrarsi su quest’ipocrisia ormai conclamata.
E nessuno ovviamente che osi dire che le eventuali veline dovrebbero e dovranno essere giudicate per quello che faranno (se eventualmente elette).
Il caso più eclatante è costituito dal ministro Carfagna. Il suo lavoro al Ministero delle Pari Opportunità finora è stato soddisfacente?
Di sicuro uno degli atti del ministro che più ha avuto impatto è stata la legge sullo stalking.
Presentato all’interno del decreto legge anti-stupri (in vigore dal 25 febbraio) il testo introduce il “nuovo delitto di ‘atti persecutori”, il cosiddetto “stalking”’ e lo punisce con la “reclusione da sei mesi a quattro anni. La pena può aumentare se il fatto è commesso dall’ex partner o nei confronti di soggetti particolarmente vulnerabili’‘.
Il colpevole di stalking è definito come “chi minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”
La legge si è rivelata un immediato successo, già nei successivi venti giorni dall’entrata in vigore ci sono stati in tutta Italia una quarantina di arresti.
D’altronde il problema stalking non è affatto da sottovalutare: secondo i dati
dell’Osservatorio nazionale stalking tra il 2002 e il 2007 circa il 20% degli italiani sono state vittime di atti persecutori.
Il punto non è la bontà dell’atto legislativo o almeno non solo. Ci si chiede come mai in 7 anni di maggioranza di centrosinistra (dal 1996 al 2001 con i governi Prodi I, D’Alema I, D’Alema II, Amato e dal 2006 al 2008 con il Prodi II) i 4 ministri delle Pari Opportunità che si sono avvicendate sulla stessa poltrona non siano state in grado di far approvare questi 5 articoli di legge.
Una legge sullo stalking con i governi di centrosinistra non è mai arrivata al consiglio dei ministri né è mai approdata in Parlamento.
Possiamo dire che il ministro Carfagna è stata nettamente più produttiva in 8 mesi presentando il ddl anti-stalking in Consiglio dei Ministri e poi velocizzandolo con l’inserimento nel dl anti-stupri di ben 4 ministri del centrosinistra (nel particolare Finocchiaro, Balbo, Bilello e Pollastrini)?
Si può dire che quattro donne portatrici di quel bagaglio di competenze politiche, che mancherebbero alle veline accusate, non sono riuscite in anni dove invece ha avuto successo la Carfagna proveniente dallo spettacolo?
E si può dire che ha fatto molto più per le donne una “ex velina” di ben 4 donne con una vasta esperienza parlamentare?
E allora di che stiamo parlando?

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E’ subito un successo la legge sullo stalking

16 03 2009

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Da quando, una ventina di giorni fa, è entrato in vigore il decreto legge che ha messo insieme i reati di molestie (creando lo stalking) in tutta Italia ci sono stati arresti….

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Dopo Mastella pronto l’arrivo anche di De Mita nel PDL? Sto per vomitare…

24 02 2009

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Dopo la bomba Mastella, ora ne pare arrivare anche un’altra forse persino più grossa anche se meno pubblicizzata.

A riportare la notizia il blog di Francesco Storace

Dopo l’ingaggio di Mastella, per il Pdl è in arrivo un nuovo acquisto: Ciriaco De Mita. Nome pesante, caratura politica pure. In Campania il Popolo della Libertà punta dritto al centro e con “l’uomo di Nusco” si profila un apparentamento alle amministrative di giugno.
A darne notizia, riprendendo un’intervista rilasciata qualche giorno fa dal presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, è Salvatore Dama, in un articolo – che vi proponiamo – pubblicato oggi su Libero .
La prima mossa, ci informa Dama, parte dal ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, salernitana e capolista del Pdl in Campania alle ultime politiche, che “invita De Mita a evitare suggestioni terzo-poliste e ad accordarsi con il Pdl alle prossime amministrative”.
Del resto, l’ex presidente del Consiglio è l’unica personalità politica in grado di contrastare in modo efficace il sistema di potere di Bassolino e si sa, “i tempi cambiano e le alleanze pure”.
Il Pdl raddoppia, quindi, e va in attacco con la coppia De Mita-Mastella. Ma, forse, conclude Dama, le sorprese non sono ancora finite.

Viene segnalato anche il link alla notizia originale, di Libero

Che dire? Il peggio non ha fine…. Ma in Campania a quanto vogliono arrivare? All’80%? Ma è cosi necessario prendersi questi vecchi nel partito? L’immagine del PDL è un’optional da sacrificare per i voti clientelari? Risolviamo i problemi altrui fregando loro i peggiori elementi?

Sono veramente sconcertato

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Ottimo intervento del governo: approvato DDL-Reati sui Minori

13 02 2009

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Il Consiglio dei ministri ha approvato un ddl con modifiche del codice di procedura penale e civile per rafforzare la protezione dei minori contro gli atti di violenza e di abuso. Il provvedimento e’ stato approvato all’unanimita

Nel particolare

ROMA – Pene più severe per chi recluta i minori per farli prostituire o li sfrutta in tal senso (da 6 a 12 anni di carcere e fino a 150 mila euro di multa), ma anche per chi compie atti sessuali a pagamento con un minorenne tra i 14 ed i 18 anni (da 6 mesi a 4 anni di reclusione e fino a 6mila euro di multa). Termini di prescrizione raddoppiati per gli abusi sessuali commessi a danno di minorenni. E ancora, un’autorità nazionale (il ministero dell’Interno) per la raccolta di “dati biologici” (il dna) di chi è condannato per reati sessuali. Sono questi i contenuti del disegno di legge approvato oggi “all’unanimità”, come spiega il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, dal Consiglio dei ministri. Il ddl ratifica la Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale e prevede “modifiche al codice penale e al codice di procedura penale”, in direzione, sottolinea Carfagna, di una “maggiore tutela dei minori”. è prevista anche una eliminazione di parte delle attenuanti per abusi commessi a danno di minori.

In particolare il ddl, all’articolo 3, prevede l’istituzione di una Autorità nazionale (il ministero dell’Interno) che dovrà conservare “il dna e i dati biologici di chi è condannato per reati sessuali, in modo da agevolare le indagini”, illustra Carfagna. Quanto al codice penale, vengono raddoppiati i termini di prescrizione per i reati di abuso sessuale commessi a danno dei minori di 14 anni.

Viene configurata, poi, una nuova forma di associazione a delinquere, quella finalizzata alla commissione di reati quali la prostituzione di minore, la pornografia minorile, la detenzione di materiale pedopornografico, la pedopornografia diffusa via Internet, la violenza sessuale (in tutti questi casi la detenzione va da 4 a 8 anni), la corruzione di minorenne, la violenza sessuale di gruppo (la detenzione va da 2 a 6 anni).

Chi recluta o induce alla prostituzione un minore o lo sfrutta a fini sessuali rischia da 6 a 12 anni di carcere e una multa da 15mila a 150mila euro. Chi compie atti sessuali a pagamento con un minorenne tra i 14 ed i 18 anni rischia da 6 mesi a 4 anni di reclusione e fino a 6mila euro di multa. Le pene sono aumentate da un terzo e fino alla metà se il minore ha meno di 16 anni. E non si ci si può appellare al fatto di non conoscere l’età della persona offesa.

Pugno duro anche con chi usa un minorenne per produrre materiale pornografico: da 6 a 12 anni di reclusione e fino a 240mila euro di multa. Chi assiste a spettacoli porno con minori rischia invece fino a 3 anni e fino a 6mila euro di multa. Si aggravano poi le pene per chi approfitta la condizione di “necessità” del minore per indurlo alla prostituzione. Anche i minori, in base alle nuove disposizioni, possono essere sentiti come testimoni durante l’incidente probatorio.

Molto soddisfatta il ministro Carfagna

Commentando il decreto il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, ha sottolineato che “questi sono temi molto delicati e sentiti come urgenti dall’opinione pubblica: l’Italia ha già fatto molto in favore delle vittime degli abusi, la nostra legislazione è all’avanguardia e in questo modo il Governo dimostra sensibilità: i minori – ha concluso – hanno diritto di divere con un’infanzia felice, soprattutto senza abusi”.

Ottimo intervento del governo! Peccato per la poco pubblicità alla ratifica vista l’estrema importanza del tema in questione

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Due successi per il governo: legge sullo stalking e decreto su quote latte

30 01 2009

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Due successi per il governo in 2 giorni.

Ieri è stata approvato dalla Camera la legge sullo stalking (con ampia maggioranza), provvedimento atteso da anni e che la sinistra non è mai riuscito a portare a termini.

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Lista Ministri, il nostro giudizio

7 05 2008

Silvio Berlusconi accetta l’incarico e presenta la sua squadra di governo.
Dodici i ministri con portafoglio: Alfano (Giustizia), Maroni (Interni), Scajola (Attività Produttive) La Russa (Difesa) Tremonti (Economia), Frattini (Esteri), Matteoli (Infrastrutture), Prestigiacomo (Ambiente) Sacconi (Welfare), Bondi (Beni Culturali), Gelmini (Istruzione), Zaia (Politiche Agricole).

Nove i dicasteri senza portafoglio: Vito (Rapporti con il Parlamento), Bossi (Riforme) Calderoli (Semplificazione) Ronchi (Politiche Comunitarie), Fitto (Affari Regionali), Brunetta (Funzione Pubblica), Rotondi (Attuazione del Programma), Meloni (Politiche Giovanili), Carfagna (Pari Opportunità)

Tra i ministri con portafoglio
ottimi – maroni, sacconi (l’ipotesi prestigiacomo non era il massimo), frattini
buoni – tremonti (preferivo martino), matteoli, scajola, la russa, gelmini (anche se è una ciellina quindi aspettiamoci polemiche)
discreti – prestigiacomo
non conosco – zaia, alfano (è una scommessa, non potrà fare peggio di mastella)
male – bondi (massima simpatia ma non mi sembra tra i migliori del pdl)

Tra i ministri senza portafoglio
ottimi – meloni (possibile leader del futuro), brunetta (ottimo nome)
buoni – ronchi, fitto
discreti – carfagna (non è completamente sprovveduta anche se non le avrei dato un ministero), vito (anche se conoscendono non è il massimo per mediare con il parlamento), calderoli (se ne intende di leggine e regolamenti)
male – bossi (secondo me non è in grado), rotondi (basta con sti dc)

Ho letto anche della brambilla viceministro alla salute (pessimo), mantovano dell’interno (ottimo) e di deleghe per giovanardi (lotta alle tossicodipendenze), urso e landolfi.

La cosa positiva è il numero totale dell’esecutivo: 60
I nomi non sono eccezionali ma nei posti chiave veramente buoni.
Peccato per la Poli Bortone ma immagino che sarà candidata alle regionali in Puglia. Alla giustizia forse c’erano nomi migliori (bongiorno, mantovano, pera) ma come già detto alfano è una novità, vedremo